ADMIRAL INCONTRI

Un giorno passa per caso un ex maestro di sci che si incuriosisce per la quantità i oggetti
bondiani disseminati per la hall dell'hotel e chiede al capo ricevimento il motivo di tutto
ciò.
Il Lino, storico e fedele mio braccio destro, mi chiama e mi si apre un mondo, anzi un
mondobond.
Mi trovo davanti a uno che ha due passioni come le mie: lo sci e Bond.
Inizia subito, spronato da me, a raccontare aneddoti di vita vissuta sul set di FYEO e,
quando se ne va, anche lui rimane piacevolmente stupito delle coincidenze cui spesso la
vita ti sottopone
IINSEGNARE A BOND
...ma quando vi capita di insegnare qualcosa a qualcuno che può dire:
"NESSUNO LO FA MEGLIO"
dii Maurro Canttiinii iill MAESTRO dii SCII dii Rogerr Moorre
Non capita a tutti di vedere da vicino, ma proprio da vicino,
uno 007 in carne e ossa. A me è capitato. Ed è stato
uno di quei momenti che ti segnano la vita, che lasciano il
segno. Perché se un mito è un mito, pensate che cosa
possa significare l'opportunità di una frequentazione quotidiana
di lavoro e di amicizia. Il mito 007, si sa, va oltre il
personaggio, fino ad assorbire l'interprete chiamato a
incarnarlo nella successione degli "eroi" che hanno appassionato
e che continuano ad appassionare generazioni di
fans.
"So che la mia può essere una delle tante storie, piccole e
grandi, che si possono raccontare in molti angoli del
mondo in cinquant'anni dei miti viventi di James Bond ma
so che mi capirete se vi dico di provare a immaginare -
racconta Mauro Cantini - qualche decennio fa un ragazzo
appena ventenne chiamato, a Cortina d'Ampezzo, a fare
squadra attorno alle scene che Roger Moore avrebbe
girato sulla neve.
Un misto di orgoglio, di curiosità e, diciamolo, anche di
timore reverenziale mi aveva ghermito e io, giovane e promettente
maestro di sci destinato a frequentare e a insegnare
al jet set internazionale, ero idealmente non solo
preparato a ritagliarmi un ruolo ma anche a svolgerlo con
la compassata serietà che l'evento richiedeva".
Accadde all'improvviso.
"Sì, ma perché, come avviene nelle causalità della vita,
ero al posto giusto nel momento giusto".
Perché eri maestro di sci a Cortina...
"Non solo curioso spettatore. Mi avevano chiamato a fare parte del team. Pensavo: sarebbe dipeso anche dalla mia
collaborazione il perfetto andamento della scena. Anche la blasonata Cortina viveva con suggestione l'attesa".
E il ragazzo di fronte al mito?
"Ero affascinato da quello che mi stava accadendo. Stavo provando una sensazione bellissima".
Finché arrivò James Bond 007.
"L'epopea allora vestiva i panni di Roger Moore".
Raccontacelo.
"La simpatia fu fulminanta e reciproca. Fui presentato e il giovane maestro di sci uscì dal team ed entrò in familiarità
con Roger Moore".
L'educazione mi consigliò di fargli notare che facevo io parte dell'organizzazione. Mi fece osservare che lui era 007
Roger Moore e che era lui a disporre... Ovviamente si fece subito come voleva lui, fuori dalla scena e sulle scene di
"For Your Eyes Only", tratto dai racconti "Solo per i tuoi occhi" e "Rischio" di Ian Flemming, per la regia di John
Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2 007
Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2 007
Quarterdeck 0014 (007 x 002) pagina 00103
Glen".
Giovanni di Bona era il coordinatore di tutto e distribuiva il lavoro a
tutti
finite le scene,Roger mi choiede di restare con lui per delle lezioni
extra di sci e io gli ho fattop notare che dovevo rispondere del mio
operato a Giovanni.
E qui ci fu la sua mitica battuta: "Ma scusa secondo te qui chi
comanda?"
a quel punto rimasi a fare lezione al mito.
Correvano gli anni Ottanta... all'inizio.
"Il 1980 cioè un secolo fa ma è come fosse oggi. Una sensazione
infinita".
Facevo anche da trova robe e preparavo i materiali.
Mi ero occupato anche di gestire le comparse davanti al Miramonti e
in una scena ho fatto anche da stuntman perché quello incaricato
non era in grado di fare il passo pattinato con disinvoltura.
Si chiamava Pat Smith se non erro era un mostro.
Con sci da slalom scarponi e attacchi normali fece il famoso salto
con gli sci dal trampolino.
Ricordo che al primo tentativo fece un volo pazzesco e il regista
come se nulla fosse gli disse di tornare su a rifarlo.
Ricordo ancora l'attrezzatura: Olin Garmont e Tyrolia mamma mia
quanto tempo.
Per le riprese di Roger sugli sci era stato preparato un toboga speciale
con attacchi veri e a lui veniva ripetuto di continuo: "imita i
movimenti di mauro copia i movimenti".
Lui ovviamente eseguiva il tutto alla perfezione.
Per te chi è la spia più famosa del mondo?
"Uno dei ricordi più affascinanti della mia
gioventù. 007 per me era ed è rimasto un
mito che ho avuto il privilegio e la fortuna di
conoscere in carne e ossa e che è rimasto
un mito nel mio personalissimo ricordo perché
posso dire che io c'ero e non come
comparsa.
Ricordo di Roger Moore in particolare un
grande entusiasmo e una puntualità... con
qualsiasi tempo,neve, nebbia, gelo. Al
Contrario si incazzava molto con Carole
Bouquet poiché non era mai pronta e spesso
nemmeno molto lucida per motivi che
preferirei non raccontare.
Lo stesso motivo però per il quale ruppe la
sua amicizia con Tony Curtis
In una giornata di fitta nevicata, alle mie
obiezioni Roger estrasse un magico accessorio
"alla Bond" : un paio di occhiali da sci
con due piccole ventole, munite di interruttore
esterno, per ovviare al problema: nessun
agente segreto che si rispetti può farsi fermare
da queste inezie!
La padronanza via via acquisita, permise a
Roger di passare molto più tempo con i suoi
figli, autentici "fanatici" dello sci.
Corrado Fenici, nostro abile socio
milanese, rende omaggio con
questo disegno alla bella stagione
ormai agli sgoccioli....
Roger si "sdebitava" della passione che mettevo
nel seguirlo come "allievo" d'eccezione
Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2 007
Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2 007
Quarterdeck 0014 (007 x 002) pagina 00104

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