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Con Martin Campbell al timone di regia, il quale non è nuovo ad operazioni di rivitalizzazione dell'agente segreto, Campbell ha diretto anche Goldeneye, primo 007Pierce Brosnan e Judi Dench, la pellicola ha tutti gli ingredienti giusti per non deludere i fan.Il film abbina un certo fascino retrò all'attualità fatta di telefonini, computer e timore di attacchi terroristici. Anche per questo motivo, anziché avere un cattivo a tutto tondo con manie di grandezza e desideri di conquista del mondo, il film ci propone una serie di criminali-pedine all'interno di un ben più grande schema e ritrae Le Chiffre, il principale antagonista di Bond, come un uomo senza scrupoli guidato dalla sola brama di ricchezza.
Si punta molto sulle sequenze d'azione, dall'inseguimento all'interno di un cantiere in Africa alla sparatoria in un antico palazzo sul punto di crollare a Venezia, prediligendo il lavoro degli stuntman ad un uso massiccio di effetti visivi. I dialoghi sono spesso ridotti all'osso, fatta eccezione per la partita a poker che rappresenta il cuore del film e risulta essere anche la parte più intrigante.per
Sostituendo il Baccarat che compariva nel romanzo con il Texas Hold'em, la variante del poker più diffusa negli Stati Uniti, la tensione al tavolo da gioco cresce e con essa l'interesse dello spettatore chiamato a districarsi tra bluff e strategie.
Il punto più alto di drammaticità viene raggiunto con la scena della tortura, fedele a quella del libro e particolarmente dolorosa da guardare.
Il vanto maggiore della pellicola è, però, quello di stabilire una sorta di anno zero per la serie, restituendo umanità al personaggio e mostrando la sua graduale trasformazione in un agente che impara a mettere da parte i sentimenti d'ira, paura e amore e a non dare fiducia ad alcuno. Gli elementi familiari non mancano, ma qui vengono presentati come fattori che determinano il carattere di Bond: il primo vero amore, l'originale Martini di cui viene addirittura rivelata la ricetta, la prima Aston Martin, tutte caratteristiche che diventeranno parte integrante di 007.
L'unica pecca di questo film ben girato e ben congegnato è l'eccessiva lunghezza, soprattutto dell'ultimo atto composto da troppi sottofinali, ma non è tale da portar via il piacere della visione. Bentornato Bond.
Michael Traversa (19.11.2006)
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