Tutti gli altri drink del film
Tornando al film del 2006, Bond e Solange bevono due flute di champagne. 007, poco dopo, ordina una bottiglia di Bollinger Grande Année con caviale Beluga per una persona: ha, infatti, deciso di abbandonare la ragazza, lasciandole un buon ricordo di se, una sorta di biglietto da visita. Purtroppo per lei, il rapido flirt con 007 non le lascerà nulla se non il viatico per una fine tragica. Ad ogni buon conto è il dodicesimo film della serie nel quale Bond si avvale della Maison francese fondata nel 1829 per bere bollicine. La prima volta avvenne in Vivi e lascia morire ma è con Moonraker che la partnership si consolida. Sacrificate quindi le preferenze del romanzo per il Taittinger Brut Blanc de Blanc 1943, il Taittinger 1945 o il Veuve Cliquot (nel romanzo Bond beve qualcosa come quattro bottiglie di champagne). Sempre alle Bahamas, all'aeroporto, è possibile scorgere un poster della Heineken ed è noto che la Casa, come già avvenuto ne Il Domani non muore mai e La morte può aspettare, ha stipulato un contratto di product placement con i produttori del film e ha posto in essere una faraonica campagna pubblicitaria parallela. Bond, tuttavia, non beve birra durante il film, tenendo fede allo stereotipo cinematografico dell'eroe troppo "nobile" per bere tale bevanda considerata popolare (nei libri -sappiamo- è diverso e tra le poche eccezioni cinematografiche ricordiamo Al Servizio segreto di Sua Maestà e Vendetta Privata). Sul treno diretto in Montenegro, Bond si disseta da un grande bicchiere di whiskey: dal colore potrebbe sembrare bourbon. Poco dopo, sempre sul treno, 007 e Vesper si versano un bicchiere da una bottiglia di Château Angélus Premier Grand Crù Classé '82, un Bordeaux prodotto a Saint-Emilion, Francia, di gran pregio (presto disponibile al Caffè dell'Orologio). Naturalmente, Hubert de Bouard, proprietario di Château Angélus, è stato felicissimo di essere pubblicizzato in tutto il mondo. Parlando della partnership con la Casa vinicola, anche l'amata Barbara Broccolli ha commesso un errore dichiarando che "questa è la prima volta che un vino di Bordeaux viene bevuto in una scena di film di Bond, il quale in passato ha sempre preferito il Dom Pérignon 1953 (1962 nel film "Dr. No") ma anche lo Champagne Bollinger..". Pare, infatti, essersi dimenticata della scena conclusiva di Una cascata di diamanti e del riferimento ne L'uomo dalla pistola d'oro. Proprio osservando il bicchiere in questione è possibile notare un clamoroso blooper del film: Craig ed Eva Green ondeggiano a causa del movimento del treno ad alta velocità, tuttavia i liquidi nei bicchieri rimangono immobili. Quando Bond e Vesper incontrano Mathis in un caffè, entrambi sorseggiano champagne. Nota curiosa è che il capo della polizia con i baffi (istituzionale cammeo di Michael G. Wilson), nella stessa scena, sembra che stia bevendo un drink a base di Campari. Potrebbe trattarsi di un Americano, vale a dire il primo cocktail bevuto da James Bond nella sua pluridecorata carriera di bevitore, come si scopre leggendo il dossier dei sovietici nel romanzo Dalla Russia con Amore (un giovanissimo James Bond è fotografato dai russi mentre siede ad un tavolino di un bar al sole con le gambe accavallate all'inglese ed un drink in mano) e, ovviamente, Casinò Royale dello stesso Fleming (mentre tutti devono Martini Cocktail, Bond ordina un Americano per inaugurare la sua ultra cinquantennale carriera di bevitore).
Finalmente il tanto a lungo anelato Vesper!!
Nel salone del Casinò, Bond inventa il Vesper, miscela di gin (Gordon nel romanzo, come nel film), vodka (scompare la dissertazione in merito alla qualità della vodka a base di grano o di patate del libro) e Kina Lillet (la Kina Lillet non è più in produzione, ma nei Bond Point potrete trovare il Lillet Blanc, attualmente in commercio). James Bond ne beve almeno tre durante la partita a Texas Holdem Poker, imitato da altri tre giocatori della super partita (uno dei quali è Felix Leiter). Nota curiosa è che tra le bottiglie esposte dietro il bancone del bar è possibile scorgerne una di scotch Pinch, uno dei preferiti da 007 nei libri. Più tardi, il Comandante Bond ordina due ulteriori martini (uno è il classicissimo Vodka-Martini ma, come ricordato, non importa se mescolato o agitato) e dichiara a Vesper che ha deciso di dare il nome di quest'ultima al drink da lui inventato, perché… una volta provato non ne puoi più fare a meno! Il Vesper era, fino ad oggi, la chimera della miscelazione. Fin dalla lettura di Casinò Royale mi sono sempre chiesto se mai sarei riuscito a vedere un attore ordinarlo in un film. Osservare Bond riuscire a stupire Felix Leiter e, nel contempo, gratificare Vesper Lynd nel conferire il di lei nome al cocktail è stato una soddisfazione da cultore. Ogni qualvolta abbiamo visitato un Bond Point per una consegna ufficiale, ogni qual volta siamo stati intervistati in radio, in televisione o sui giornali, abbiamo sempre dovuto mestamente dichiarare che il Vesper al cinema non si era mai visto. Devo ammettere che, fino al momento dell'acquisto dei diritti di sfruttamento cinematografico del romanzo da parte dell'EON, ho anche dubitato che in un film il Vesper potesse mai vedersi. Per fortuna sono stato smentito dalla Storia. Questo cocktail è importante, in quanto è frutto della più famosa ricetta del medesimo James Bond. Dopo la morte dell'innamorata, Bond non ne farà brevettare la ricetta stessa come dichiarato a Felix Leiter, né lo berrà più: ricorrerà esclusivamente alla ricetta convenzionale del Martini e del Vodka-Martini, salvo chiedere l'intervento dello shaker nella miscelazione degli ingredienti (a differenza di quanto avviene in questo film. Ma nei prossimi? N.d.R.). L'unico che pare dimenticarsene e che riesce a fare una incredibile confusione è John Gardner, in Nessuno vive per sempre, forse a causa degli effetti di una crapula eccessivamente innaffiata dall'alcol. Bond arriva al Sofitel, in Place Saint-Pierre-le-Jeune a Starburgo: "Andò al piccolo frigorifero-bar e si preparò un martini, notando con soddisfazione che il gin era un ottimo Gordons e che pure la vodka era apprezzabile, anche se dovette accontentarsi di un vermouth Lillet, invece del Kina da lui preferito. " Evitando ogni commento su un autore che, scrivendo di James Bond dovrebbe essere un po' più ferrato in materia di alcolici, torniamo a varcare le porte del Casinò Royale. Prima che Bond attribuisca il nome della protagonista del romanzo al drink, Bond lo aveva provvisoriamente appellato Cocktail Molotov, in memoria dei due bulgari saltati in aria con la loro bomba destinatagli, facendo, quindi, ricorso al nome della famigerata bottiglia incendiaria inventata da Vjaceslav Molotov, famoso soprattutto per essere stato il Ministro degli Esteri Sovietico, il quale concluse, nel 1939, il patto di non aggressione con la Germania nazista. A differenza che nel film, nel romanzo Bond non critica il nome della ragazza e afferma: -Penso che sia un bel nome, -disse Bond, e aggiunse, colto da un idea improvvisa, -potete prestarmelo?-Le spiegò che stava cercando un nome per il Martini speciale che aveva inventato. -Vesper mi pare assai indicato per l'ora crepuscolare in cui il mio cocktail sarà bevuto d'ora in poi in tutto il mondo. Posso chiamarlo così? -Solo quando l'avrò provato. -concesse la ragazza. -Deve essere qualcosa di fantastico." E' interessante scoprire che nel '53 Bond manifesta il dono del vaticinio nell'affermare che il Vesper "sarà bevuto" in tutto il mondo. Oggi, anche grazie ai Bond Point - dove è il principale vessillo del Club- ed al successo di questo film, ciò corrisponde al vero, quando, solo una decina di anni fa, lo si poteva trovare esclusivamente nei bar in cui operava il nostro Nume tutelare, Mauro Lotti, o Rick Fisherman, fondatore a Los Angeles al Rick's Martini Club. Ecco la ricetta del famosissimo cocktail: - 3 dosi di Gordon Gin; - 1 di Vodka di grano, con la quale probabilmente Fleming intendeva riferirsi a quella russa e non a quella polacca (quella di patate, N.d.R.); - ½ di Lillet, aperitivo biondo a base di vino, nato nella zona della Gironde nel 1887. - scorza di limone. Occorre versare con attenzione i liquidi nello shaker con una manciata di cubetti di ghiaccio cristallino ed agitare per pochi istanti, versando il tutto in una coppa da champagne grande e ghiacciata. Infine, si può decorare ed aromatizzare con una scorza larga di buccia di limone. Un'infedeltà riscontrabile nel film del 2006 è relativa al bicchiere: a Bond servono il Vesper in una coppetta da Martini mentre Ian Fleming parla di "una grande coppa di champagne". Inoltre, la scorza di limone è tagliata in modo sottile e forma una piccola spirale.
La vodka che sponsorizza questo film e che costituisce l'ingrediente "forte" dei Martini di Bond è di nuovo, dopo la Finlandia di La morte può aspettare, la Smirnoff. Possiamo, così, dire che tutti gli attori che hanno interpretato l'agente segreto hanno bevuto vodka Smirnoff. Infine, nella sua suite d'albergo, lo Splendid, si può vedere Bond versarsi frettolosamente un abbondante bicchiere di whiskey da un decanter e lapparlo avidamente, per riprendersi da uno scontro traumatico avuto con alcuni rivoluzionari africani. Lo stesso Mathis successivamente beve un bicchiere di whiskey ma anche champagne. A propria volta Vesper beve diversi drink, incluso una parte del Martini inventato per lei. M, una sorta di madre vicaria del protagonista, beve, invece, un bicchiere del solito bourbon, mentre Le Chiffre champagne, po' come lo stesso personaggio interpretato da Orson Welles nel film del 1967. Felix Leiter sembra dissetarsi con whisky, in modo non dissimile dal romanzo nel quale beve due bicchieri di Haig and Haig on the rocks. Il sottoscritto, invece, in una delle scene girate come comparsa, si è -ricordiamo- dovuto accontentare dell'assai più prosaico tè. In totale Bond, in questo film, trangugia almeno dodici drink (ma una visione attenta del futuro DVD potrebbe portare all'individuazione di un numero superiore). Un numero notevole di bevute per un solo film che tende, come non era mai successo prima, a coincidere con quello del romanzo: 13. Nel romanzo del '53, infatti, Bond beve -come in parte già esaminato-: 1. un Americano; 2. un whisky liscio come aperitivo di una cena a base di "pâté de foie gras e la langouste fredda"; 3. un Vesper; 4. un bicchiere di vodka ghiacciata e almeno un flute di Taittinger Brut Blanc de Blanc 1943 per accompagnare caviale, tournedos molto piccolo, appena scottato, con souce béarnaise e un coer d'artichaut, mezzo avocado condito alla francese (Vesper, invece, ordina caviale, rognon de veau alla griglia con pommes soufflés e fraises de bois con molta panna); 5. non meno di tre bicchieri di Veuve Clicquot (di cui una sposata con uova strapazzate e bacon); 6. quattro bicchieri di champagne non meglio specificato; 7. infine, un brandy come digestivo all'Auberge du Fruit Défendu dopo essersi satollato con un delizioso paté di fegato fatto in casa servito su croccante pane francese cosparso di burro giallo tenuto in freddo fra i cubetti di ghiaccio, un'aragosta e fragole di bosco alla crema. Se quindi il nuovo Bond di Craig è molto vicino al Bond-bevitore del romanzo, ne rimane completamente discostato sotto il profilo del tabagismo: non tocca mai le sigarette, nonostante le proteste dell'attore, il quale voleva, anche in minima parte, emulare il modello originale, che fuma almeno settanta sigarette al giorno.
Di Casinò in Casino
Per completezza ricordiamo che, sotto il profilo eno-gastronomico, mentre il fumetto di John McLusky e Henry Gammidge pubblicato nel '58 sul "Daily Express" è incredibilmente fedele al romanzo (vengono riportate addirittura le ricette), la versione televisiva della serie "Climax!" andata in onda nel '54 sulla CBS lo è molto meno. Il Bond americanizzato di Barry Nelson ordina solo scotch con acqua, che oltretutto non tocca nemmeno, mentre il Leiter inglesizzato (Clarence Leiter…sic!) richiede scotch and soda al bar del Casinò. Anche la versione del 1967 con Peter Sellers, David Niven, Woody Allen, Orson Welles, Ursula Andress, Caroline Munro, Vladek Sheybal e Burt Kwouk (questi ultimi attori sono tutti comparsi nei film della serie 007) non rende giustizia alla passione del Comandante Bond per l'alcol. Rimane, comunque, l'unico film nel quale viene pronunciato espressamente il nome "Taittinger" (in Dalla Russia con Amore il riferimento è surrettizio). Sir James Bond (interpretato da Niven) nel castello McTarry in Scozia, durante la cena assapora un bicchiere di scotch e, quando tutti sono sopraffatti dall'alcol, impugna l'intero decanter di whisky e un bicchiere, portandoli con se in camera (un bicchiere viene, più tardi, bevuto a letto). In ufficio beve tè cinese (al gelsomino nella versione originale). Quando Evelyn Tremble-James Bond, interpretato da Sellers, fa visita a Vesper Lynd, beve un Martini preparatogli da quest'ultima mentre più tardi gli viene ammannito champagne da Miss Goodthighs. Un altro bicchiere del prezioso nettare sarà in bella vista innanzi a lui durante la partita a baccarat contro Le Chiffre. Il Dr. Noè (il nipote di Sir James Bond di Woody Allen), infine, all'ora dell'aperitivo, si abbevera sempre da coppe d'argento colme del proprio champagne preferito, Taittinger a raffreddamento pluviale!