James Bond e le sue auto

Di: Pierluigi de Biasi

lesueauto1Finalmente sono accaduti tre eventi importanti. Uno per me soltanto, uno per tutti, uno per qualcuno. Quello per tutti è ovvio, è uscito il nuovo film di Bond. Anche se temo che la mia opinione non interessi a nessuno, dico che mi è piaciuto moltissimo. Un Bond duro, che soffre quando le prende, che è alterato dopo aver sconfitto un nemico. Il Bond cinematografico più vicino al suo paradigma, che naturalmente è quello dei romanzi di Fleming. E finalmente abbiamo avuto un film che deriva la sua trama da un romanzo di Fleming, cosa che non accadeva da decenni. Aggiungo che, singolarmente e a maggior merito, della produzione, la storia è molto aderente alla sostanzalesueauto2 del film, pur essendo francamente diversa; spiace solo la sostituzione della partita di baccarat, antico ed elegante gioco europeo, con il poker. Due note personali. Ho dovuto cambiare la password di accesso al mio PC, che da anni era "Vesper", ma pazienza. E poi ho visto accolto dalla produzione un mio vecchio suggerimento. Secondo me era l'ora che 007 guidasse un'auto che fosse solo un'auto, senza gadget e senza genialate, buone o cattive che fossero. Giunti a toccare il fondo con la "Svanish" lesueauto3dell'ultimo Brosnan, ormai troppo avviato sulla strada che fu di Roger Moore, è stato bello vedere una nuova Aston priva di tecnologia proprietaria del Servizio di Sua Maestà, in un film che si segnala per aver mostrato un parco auto non solo legate alla Ford: ad esempio sono inquadrate numerosissime Bentley, marca di proprietà del gruppo Audi. Ed è stato bello vedere poi dal vivo l'Aston di Bond, una delle due impiegate nel film. Quella intera, naturalmente, non quella che vola acrobaticamente. Mi arriva a casa l'invito alla cena di inaugurazione della nuova concessionaria Aston Martin, in Via Monterosa, e questo e' il fatto che interessa me. L'avevo già vista, una cosa molto cool, nel palazzo di Renzo Piano dove c'è il Sole - 24 Ore. Per i più giovani, in quel sito sorgeva la Isotta Fraschini, auto di gran lusso d'anteguerra, il cui unico modello post bellico, in almeno 3 varianti (berlina, coupè, cabrio) si chiamava, appunto, Monterosa, ma rimase allo stadio dei prototipi. L'invito è per due, ma abitando mia moglie a 300 kmlesueauto4 da Milano e non avendo più amichette di certa (im)moralità, avviso il Presidente che dovrebbe tenersi libero e ci presentiamo alla cena con la mia DB7 midnight blue. L'emozione è forte, tanto che quando partiamo perdo nell'auto il telecomando del garage; verrà ritrovato dopo un paio di settimane, durante il lavaggio. Sul marciapiede, e sotto, davanti alla concessionaria hanno adunato un drappello di auto varie: la DBR 9 che corre nell'Europeo, una DBS come quella di Lazenby, per il quale il nostro Presidente mostra commozione, una DB9 e una DB7, una DB6. Io parcheggio sull'altro lato della strada, in bella vista, l'Edward scatta foto. Dopodichè ci accorgiamo che la concessionaria Aston Martin e il quotidiano della Confindustia hanno per dirimpettaio, in una villetta liberty, un CENTRO SOCIALE! Credetemi, vedere la propria Aston Martin parcheggiata davanti ad un centro sociale è un'immagine di un certo effetto. Certo, un centro sociale in via Monterosa (per il lettori non ambrosiani, si tratta di una zona di notevole pregio architettonico e di prezzi astronomici) è una roba un po' da fighetti, però se l'Aston è la propria ……. All'interno troviamo un amico (più di Edward) con la sua DB5 in bella vista nell'atrio, tutte le auto in attuale produzione e l'auto del film, una nuova DBS, che sta per entrare in produzione. Andiamo dal responsabile della concessionaria e, nel ringraziare per l'invito, gli spiego che c'è con me il Presidente del Bond Club Italiano, con grande divertimento del nostro ospite. 

Dell'auto e dei dettagli tecnici parleremo la volta prossima, magari parlando anche dell'altra DBS, citata prima. Dellalesueauto5 serata vorrei dire solo che l'aspetto divenuto molto più freddo della linea Aston, freddo rispetto alla tradizione ea ciò che noi latini ci aspettiamo da una sportiva inglese, si sposava benissimo con la rigorosa sobrietà del palazzo e che la cena fu gestita splendidamente, anche con l'intervento del Presidente, Ulrich Betz, un ingegnere tedesco simpaticissimo, che parla come Sturmtruppen, dicendo cose intelligenti. Resta solo la mia curiosità inappagata di capire perché alle manifestazioni che coinvolgono le auto ci sia una percentuale significativa di signore che scelgono, come loro propria cifra stilistica, lesueauto6lo zocco-look. Quanto all'evento importante per qualcuno, è l'annuncio, oggi sulla stampa, secondo il quale la Ford ha concluso un contratto per cedere Aston Martin, per 470 milioni di sterline, a una cordata guidata dall'imprenditore David Richards. Secondo voci dilesueauto7 stampa, Ford dovrebbe conservare una quota del 15% nella società, che aveva acquistato nel 1986. Richards, la cui squadra di corsa Prodrive prepara le Aston Martin che corrono  nell'Endurance e parteciperà al campionato F1 nel 2008, è affiancato nell'acquisto di Aston Martin dalle kuwaitiane Investment Dar e Adeem Investment e da John Sinders, finanziere che opera a Houston e a Dubai, ovviamente nel campo dell'energia, un appassionato di auto che risulta possessore (almeno) di una DB 4 GT e di una V8.

Iscriviti alla newsletter