Londra World Premier 2002 di Die another Day

Di Edward Coffrini Dell’Orto

Come consuetudine nell’era Brosnan, anche quest’anno, il vostro presidente era presente per voi all’appuntamento con la storia, anzi la Storia con la S maiuscola. Quella da vivere in prima persona non ai margini, di fianco o sui tabloid. Quest’anno l’annuncio della presenza di HER MAJESTY alla prima mondiale del 20° film ufficiale della serie, al 50° anniversario dalla nascita dell’eroe più famoso del mondo, ha fatto si che le cose si svolgessero in modo incredibile, sensazionale, irripetibile. Londra, l’Inghilterra, l’Europa e il Mondo (che non basta mai) si sono preparati in modo perfetto a celebrare le nozze d’oro dell’eroe nato dalla penna di Fleming. I Broccoli hanno giustamente fatto ritorno alle origini, nel luogo più adatto, riportando, almeno per questa occasione, la prima mondiale nella capitale europea anziché nella più potente (dal punto di vista cinematografico) Los Angeles. Direi che il modo migliore per riportare i fatti sia quello di procedere a livello geografico proprio nell’ordine sopra menzionato. Londra attende l’evento tappezzando letteralmente ogni pagina dei giornali, ogni centimetro dei mezzi pubblici e le facciate dei cinema con il logo, la faccia e l’emblema di JAMES BOND. Harrods ad esempio, il grande magazzino più famoso del mondo, quello che può vantare il marchio della Regina, quello dove il lusso e lo  sfarzo sono di casa, ha deciso di allestire tutte, ma proprio tutte le vetrine di Knightbridge, a tema 007. Ogni vetrina richiamava, con tanto di poster sul vetro e oggetti tipici (alcuni dei quali originali), un film diverso partendo da Dottor No fino a Die Another Day. Così curiosi, clienti o semplici appassionati potevano trovarsi a pochi centimetri dalla Jaguar di Zao e dalla Aston Martin Vanquish invisibile di Bond con tanto di armi in bella mostra, passando per il vestito di Halle Barry indossato nel palazzo di ghiaccio, ai finti diamanti contenuti nella Samsonite, al rasoio Philips, all’Omega Seamaster, alla Walther P99 e allo Smoking di Brioni dell’ultimo film. Tra i gadget storici (per sfruttare la battuta di John Clease (nuovo Q, non più R) “Old gadgets never die”) era possibile vedere: la pistola d’oro di Sacramanga, il violoncello di Kara, la valigetta con il Goldeneye, l’uovo di Fabergé, il cappello di Oddjob, la tuta spaziale di Moonraker, il Jet pack di Thunderball e altri ancora Il Dorchester come di consueto ha ospitato la conferenza stampa alla quale prima la Fox Italia mi ha in un primo tempo accreditato per poi escludermi all’ultimo, venendo quasi rimproverato e accusato di essermi rivolto loro troppo tardi. Non sono mica Jannacci che…se me lo dicevi prima …faccio presente che è da giugno che cerco un accredito per Londra. In ogni caso la visita alla concorrenza ha avuto la sua bella convenienza primo perché mi sono riparato dalla copia esatta del diluvio universale, secondo perché mi sono trovato faccia a faccia con Angelina Jolie (Mirra che gnocca per rimanere in tema cinematografico), terzo perché mi sono incontrato con una valanga di fan europei. Il Science Museum, omonimo del nostro Leonardo da Vinci di Milano, ha allestito per 6 mesi una mostra su 007 di grande impatto. Il museo in sé non ha certamente i pezzi e l’importanza culturale di cui può vantarsi il cugino italiano negli oltre 20.000 m2 di via San Vittore ma, grazie a finanziamenti cospicui e a un management sicuramente efficiente (cosa di cui purtroppo noi milanesi disponiamo da soli due anni. Del management si intende quanto ai soldi non se ne parla), ha raggiunto il suo obiettivo. Quello di attrarre i visitatori di tutto il mondo. Infatti, perfino nei giorni feriali, il numero di visitatori più che a un museo faceva pensare allo Stadio di San Siro quando arriva la Juve. Della mostra dicevamo essere molto bella, la parte dedicata a Bond, (e molto ben pubblicizzata ovunque) anche se con simili mezzi economici e politici di cui hanno certamente disposto i ricchi colleghi d’oltre manica, a mio avviso si poteva fare di più senza essere eroi. In ogni caso, articolata su due piani, la mostra propone al primo piano dell’edificio un percorso guidato che parte dal tunnel che riproduce l’interno della canna della pistola (Boccotti fece di meglio alla festa AUDI), passa dall’ufficio riprodotto del vecchio M e si snoda attraverso gadget del presente, del passato, poster, modellini, vestiti di scena e una serie di computer interattivi ove, dopo aver strisciato la propria tessera di spia (preventivamente ricevuta all’ingresso) è possibile fare e rispondere ad una infinità di domande Al secondo piano si può ammirare la parte dedicata ai veicoli, agli interni del palazzo di ghiaccio e a un fornitissimo negozio riservato unicamente a Bond. Da non confondere con quello del piano terreno che vende ogni genere di gadget souvenir libri o ricordi. La Mostra è stata anche teatro della festa della BBC alla quale sono intervenuti vari attori legato al mondo Bond, personaggi dello spettacolo e della tv a cui i media hanno dato grande risalto malgrado fossimo a pochi giorni della prima del nuovo film. I presidenti dei club tedeschi e svizzeri era chiaramente presenti all’evento. Laurent Perriot (presidente francese) non ha potuto partecipare perché impegnato a organizzare la prima francese del 19 novembre. Un solo giorno dopo quella mondiale ma con la presenza di attori e personaggi di secondo piano;così come il suo ruolo del resto. Infatti erano presenti a Parigi, piccola cittadina nel nord della Francia, solo Brosnan, Halle Barry, Lee Tamahori, Judy Dench, Barbara Broccoli. Mica roba seria. Le star, quelle vere, aspettano di venire da noi italiani, magari dalla Fox Italia, che sostiene che tanto Bond non ha bisogno di pubblicità perché va avanti da solo. Da noi meglio non supportare mostre in musei, meglio fare serate nelle discoteche di montagna con l’elezione di miss e Mr Bond. Per questo motivo ho scoperto con soli 6 mesi di ritardo e 3000 solleciti telefonici, che la mostra Bond non si potrà realizzare. Per ora ci limitiamo a sperare di ottenere qualche biglietto invito a qualche prima riservato a noi soci. In fin dei conti abbiamo in parte contribuito al lancio del film e dei prodotti di Bond, con servizi sui più importanti magazine nazionali, su quotidiani, su internet, sulla rai. Abbiamo fatto pubblicità dilettantistica; ma nel senso pinkettiano della parola. (Traduco per chi non conosce Pinketts) Per diletto, per il piacere della cosa, quindi da amatore vero. Mi ero illuso che almeno per il 50° anniversario e primo film di 007 distribuito dalla Fox magari si potesse fare
qualcosa di più. Anzi molto di più. Mi ero illuso anche perché ci siamo mossi con sei mesi di anticipo e il tutto poteva essere assolutamente privo di costi per chi si è occupato del lancio del nuovo film che qui da noi uscirà con “soli” 3 mesi di ritardo. La realtà è che mentre il presidente del club francese veniva contattato per fornire consulenza e per presentare la France premiere, mentre gli svizzeri mi invitavano alla loro prima (5 gg dopo Londra) e i tedeschi ad Amburgo avevano una loro prima con Gorge Lazemby e altri personaggi, qui da noi gli organi ufficiali non ci hanno certamente appoggiato nel modo dovuto. Sembra quasi che ci vedano come il fumo negli occhi e non come dei potenziali clienti – consumatori… ma d’altra parte, ripeto, mi sono sentito dire che la pubblicità è inutile. Io ho altre idee in merito alla promozione di un prodotto. Più ce n’è meglio è (fa anche rima). Fortunatamente non sono l’unico. Perdonate lo sfogo e comunque tranquilli, per la prossima prima sono già d’accordo coi nostri cugini: andiamo da loro. Rinfrescate il vostro francese e preparatevi a un amaro esilio. Non siamo i primi e non saremo certo gli ultimi. Prima di concludere la carrellata geografica vale la pena ricordare che a Birmingham si è svolta una mostra mercato di memorabilia di 007 abbinati a Guerre Stellari. I nostri colleghi europei erano presenti e hanno scattato delle foto che Sascha Braun (fotografo professionista) ci ha gentilmente omaggiato. Naomi (Caroline Munro) –Kara Milovy (Maryam D’Abo) – Holly Goodhead (Lois Chiles) – 007 (George Lazemby) – Octopussy (Maud Adams) – Squalo (Richard Kiel) e Sascha Braun– Kiel e Wolfgang Thurauf – Andreas Schwab, John Glen e Wolfgang – per finire gli svizzeri del Piz Gloria.

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