Le auto di James Bond

Di:Pierluigi de Biasi

VANQUISH – 'to reduce to submission by superior force', in other words to conquer, overpower or overwhelm' Oxford English Dictionary. E almeno adesso sappiamo cosa ***** voglia dire il nome dell’ultima auto usata da 007. Quando recentemente sono andato dall’importatore della Aston Martin per fare vedere la DB7 alla mia adorata morosa (spero di diventare ricco e volevo convincerla che è l’auto ideale per una famigliola), ho fatto una (duplice) figura da pippa perché: (a) secondo lei è più bella la Vanquish della DB7 (ma vah? non è che ci voleva Rita Levi Montalcini per accorgersene), perché non voglio la Vanquish e mi accontento di desiderare la DB7 (implicazione: hai una donna comeme, ma coltivi dei sogni da povero) e (b) non avevo la più remota idea che fosse una  parola vera e che avesse un significato. Parliamo d’altro. Dopo tre film in cui ha guidato BMW Bond torna alla Aston, sempre come auto “aziendale”. Non è il primo come back della Aston Martin: già Timothy Dalton usò una AM V8 Vantage in Cecoslovacchia (Living Daylights– 1987 e lo stesso Brosnan (Goldeneye – 1995) appare come Bond alla guida di una DB5, dalla suggestiva targa BMT 214 A (allusione facile, al massimo la risposta esatta vale un Ferrero Rocher), portata con maestria sulla Corniche dietro Montecarlo e poi per un attimo a Londra e Oxford nel film successivo (Tomorrow never Dies – 1997). vanquish1Quindi ora Brosnan, che ha guidato Aston Martin in tre film (su quattro) è quello che la ha guidata di più. Ho detto come back, quindi è inutile che facciate i saccenti, non ho dimenticato nulla: affermo che la DBS di George Lazenby (On Her Majesty’s Secret Service – 1969) non conta a questi fini. La Vanquish deriva dalla DB7, auto che segna il ritorno all’eccellenza già dal nome, evocativo delle auto degli anni Cinquanta e Sessanta, quando la casa era di proprietà di David Brown. La vettura appare nel 1993, dopo lunga attesa, con un sei cilindri in linea, nella più pura tradizione motoristica britannica: le DB4 e DB5, per esempio, ma anche le prime due serie di Jaguar E. Nel 1999 arriva il motore V12, seguendo una strada già percorsa della Jaguar E qualche decennio prima. Non c’entra nulla, ma piace ricordare che la Jaguar V12 appare, guidata da Twiggy (per i più giovani: la più famosa modella inglese della swinging London, detta Grissino), nella seconda parte di The Blues Brother (USA, 1980), in due scene ad un distributore. Nel 1998 uno studio di sviluppo “muscolare” della DB7 era stato presentato come Project Vantage e si ritiene che lì stia l’origine del modello commerciale Vanquish. Le positive reazioni ricevute dalla Project Vantage furono significative, i clienti e la stampa premettero affinché la casa rendesse quella concept car una realtà acquistabile e così avvenne. La vettura fu presentata alla stampa e ai potenziali compratori nell’ottobre 2000 e quindi mostrata al pubblico al salone di Ginevra nel marzo 2001. La produzione iniziò di lì a poco, nella storica fabbrica, rivitalizzata, di Newport Pagnell e le prime consegne cominciarono nell’estate 2001.

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