Uno sguardo al futuro

Quale avvenire si prospetta, insomma, per James Bond? Abbiamo girato la domanda ad alcuni tra i critici cinematografici che ci hanno accompagnato durante la ricostruzione del fenomeno italiano. Giancarlo Zappoli, premettendo che proprio in questo periodo si è in attesa di una nuova mutazione, è dell'avviso che si possa andare solo nella direzione ormai decisamente imboccata nell'era di Brosnan, e cioè con «minore attenzione al personaggio e maggiore concentrazione sulla sceneggiatura nel suo complesso consapevoli come si è che certi film come Star Wars con i suoi episodi e Il Signore degli Anelli non passano invano. Se si vuole il pubblico in sala è indispensabile stupirlo. DVD e televisione vengono poi automaticamente da sé. Ma all'effetto speciale non bisogna “mai dire mai”.» Meno ottimisti sembrano invece i suoi colleghi. «Il futuro», per Maurizio Porro, «è in discesa: troppa concorrenza, troppi effetti speciali, mancanza di idee e poco spessore della star. Nulla è eterno, Bond è comunque la serie più longeva e magari continuerà, finendo a essere quasi di nicchia, patrimonio di nostalgie e di memorie.» «A me Bond pare, da anni, un po' ridicolo: tanto più dopo che si è perso Connery, che possedeva un certo carisma», aggiunge Roberto Nepoti. «Da quando è orfano della Guerra fredda (e di Fleming), 007 non riesce a combinare più granché; forse è per questo che fa tanto rumore. Il suo senso dello humour sfiora il patetico. Però il successo commerciale continua, gli sponsor abbondano; si parla con largo anticipo degli attori che raccoglieranno il testimone ecc. Io lo trovo pensionabile; molti altri, evidentemente, no.» Il cinema è infatti primariamente un'industria, e possiamo quindi associarci alla previsione di Maurizio Cabona, secondo cui finché Bond renderà, non sarà pensionato. Ma «per dire se siamo giunti alla fine di un'epoca», conclude Enzo Natta, «bisognerebbe avere il dono della preveggenza. È indiscutibile che gli ultimi esemplari della serie siano prodotti schematici, stanchi e ripetitivi, che hanno perso smalto e mordente. E a questo punto, per un (super)eroe, se non basta il Viagra dovrebbe essere presa seriamente in considerazione l'età della pensione.»

 

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