Un giorno sul set di Casinò Royale
Di: Edward Coffrini Dell’Orto
Continuiamo a essere relegati in alto ma scoviamo un punto strategico che ci consente di vedere alla perfezione, seppure da lontano, la scena del bacio ripetuta 15 volte. Pietro: "Certo che non è male come convalescenza una che ti si siede sulle cosce e ti bacia dopo che ti hanno torturato i maroni." Il modo miglior per vedere il set da vicino è andare in bagno. Attacco precoce di prostata e per ben quattro volte mi dirigo al wc, nel frattempo i primi due medici impiegati fanno una comparsa che sembra lontanissima dalle telecamere… Lindy si era preoccupata perfino dell'orologio, forse… "Tocca a te mettiti il camice, vieni con me." Seguo una delle responsabili verso Craig. Okay ci siamo, mi fanno spingere la sua carrozzella. Leicester Square, la prima mondiale… "No, ferma, vieni di qui. No, aspetta, tu dopo, adesso non servi, togli il camice." Tre persone, tre ordini diversi ma chi comanda e i sogni di gloria svaniscono per l'ennesima volta. Nella pausa però sono a 3 metri da Craig. Speriamo sia bravissimo, perché non si può certo dire sia bello ed elegante come Brosnan. I lineamenti del volto sono squadrati, grezzi, è muscolosissimo, mal vestito e non ha alle spalle un Terence Young in grado di trasformarlo come fece con l'altrettanto ruvido Sean Connery. Il pigiama che indossa non ha la classe di quelli di sir Roger Moore e la vestaglia che indossa unitamente alle scarpe sono da John McClane, non da Bond. Speriamo in Brioni e nei suoi capolavori. In una delle infinite discese sul set incrociamo un Giannini decisamente
contrariato per il fatto di dover rilasciare un'intervista di backstage per i vari contenuti extra del dvd. Finita l'intervista chiede ad alta voce in tono provocatorio: "Contenta?! Happy!? Bene grazie arrivederci." La camminata ricorda molto il grandissimo Ugo Tognazzi, la voce è strepitosa e il ciuffo ribelle fa impazzire le comparse di sesso femminile. Una finta suora lo benedice e lui ricambia il segno della croce con tutta la sua elegante teatralità e, sebbene ci sia il divieto di fare rumore, le urla di gioia non possono essere trattenute. L'indomani dirà a Craig: "Oh, ma che c'hai da essere sempre così serio devi sorridere! Prova a dire 'ma che cazzo'. Dai prova." E Craig per tutta risposta si è lasciato andare a un sorriso tirato. Emergono anche indiscrezioni sulla sparatoria a Villa Gaeta con il ferimento di uno degli attori. Sono le 18, ossia la 13esima ora, e Campbell sclera con uno stormo di gabbiani che disturbano il sonoro. Parte a razzo un gommone con un addetto a bordo che con tanto di bandiera rossa prova a ad allontanare gli uccelli dal proprio nido. Chissà se Campbell è al corrente che il vero James Bond è un ornitologo. In ogni caso lo sforzo è inutile, perché a interrompere le riprese è un cormorano o almeno così mi dicono, visto che non distinguo un'aquila da un canarino. Il sole è calato e la temperatura ritorna ad essere glaciale, una delle suore, mai entrata in azione è talmente distrutta dal copricapo strettissimo e dal freddo che si augura che il film sia un flop totale. Lo stesso si augura un nutrito gruppo di fan di Bond e di Brosnan che sperano in un fallimento totale per un pronto ritorno, in stile Connery in Una cascata di diamanti, di Pierce. D'Andola ci convoca per comunicarci che l'indomani 15 persone vengono lasciate a casa. La tensione sale nuovamente ai massimi. Fra gli eslusi c'è Pietro, mentre io vengo riconfermato. "Vi ho fatto fare la busta paga direttamente da loro, così c'è scritto il nome del film e potrete incorniciarla come ricordo." Io e Pietro dubitiamo fortemente che abbia una simile autonomia ma, per consolare gli esclusi, si rivela un'abile mossa. Sebbene distrutto dalla stanchezza, dal freddo e dall'esclusione di Pietro, la speranza si riaccende nuovamente, ma solo per pochi attimi.