The quarterdeck files

69, 79, 89...& 99

Di: Alex Montecchi

Ma il problema principale era, una volta di più, l’interprete. Dalton, vittima di un parrucchiere sadico, vi appariva con improbabili pettinature che facevano provare nostalgia per il parrucchino sfoggiato da Connery in Mai dire mai. Stanco e poco convinto, l’attore era destinato a interrompere anticipatamente il suo rapporto con Bond. Forse un diverbio con la famiglia Broccoli, forse un dissidio col regista John Glen che doveva dirigerlo nelle vesti di Cristoforo Colombo in Cristoforo Colombo- La scoperta (dove venne sostituito da George Corraface), forse alcuni commenti poco favorevoli sullo script di Goldeneye ancora in preparazione, portarono a una definitiva revoca di licenza per l’attore gallese. E il pubblico dovette aspettare ben otto anni per vedere un nuovo film di 007, quando il massimo dell’attesa tra un episodio e l’altro erano stati i tre anni tra L’uomo dalla pistola d’oro e la spia che mi amava. Ancora una volta, il numero 9 non ha portato fortuna a 007. E ora siamo al ‘99. Riuscirà Pierce Brosnan a passare indenne attraverso la crisi che apparentemente colpisce la serie 007 ogni dieci anni? Le probabilità sono a suo favore: Brosnan è l’unico successore di Connery che sia riuscito a mettere d’accordo quasi tutti gli spettatori. Anzi, la sua apparizione in Goldeneye è riuscita a riportare James Bond a livelli di successo che sembravano ormai appartenere solo agli anni Sessanta, scatenando un’ondata di “ritorni” di serie e personaggi che appartenevano a quei tempi (Il Santo, The Avengers, Mission: Impossible) o che ne sono la parodia (Austin Powers). Lo stesso Mike Myers ha proposto a Brosnan, che tuttavia non ha accettato, una partecipazione straordinaria e autoparodistica a Austin Powers-La spia che ci provava. Insomma, il successo di Brosnan è riuscito a far passare in secondo piano i difetti de Il domani non muore mai, mentre Il mondo non basta promette di essere un film di sicuro successo. Ma... Ma Brosnan, ora impegnato in film di altro genere come Gioco a due o Grey Owl, sembra propenso a cedere alla tentazione di dedicarsi ad altro. Dopo le voci che davano TWINE come suo ultimo 007, Brosnan ha dichiarato di voler girare ancora un altro episodio, ma ha richiesto un intervallo più lungo: non i due anni regolamentari, ma almeno tre se non quattro. Il suo contratto per la serie 007 prevedeva, del resto, tre film sicuri e la possibilità di un quarto. Intanto si sono diffuse le più improbabili opinioni su quale dovrebbe essere il Bond del nuovo millennio. C’è chi, in nome del politically correct, lo vorrebbe omosessuale, fraintendendo una battuta di Rupert Everett, che di Bond fece una parodia in una scena de Il matrimonio del mio migliore amico. C’è chi lo vorrebbe di colore, ma sarebbe come far diventare bianchi il detective Shaft o i poliziotti di Chester Himes. E c’è chi invece lo vuole come deve essere: l’eroe che abbiamo amato nei romanzi di Fleming. Ma per sapere quale destino attende il Bond “classe ‘99” dovremo pazientemente attendere il 2000. Buona fortuna, mister Bond. Il turista appassionato bondiano, che volesse avere un’idea migliore dei luoghi dove sono stati ambienati questi film, puo’ trovare delle informazioni molto interessanti nel racconto pubblicato su questo numero di QUARTERDECK) “007 MISSIONE MIAMI E KEY WEST”. Inoltre la PIZ GLORIA PRODUCTION, che collabora con la nostra rivista, ha portato a termine la sua prima impresa proprio nella vicina confederazione Elvetica dove Blofeld aveva il suo rifugio segreto; per l’appunto il PIZ GLORIA. Nei prossimi numeri potrete trovare tutti i dettagli di: “ 007 MISSIONE SVIZZERA”

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