Le auto di James Bond: the english way

Di:Pierluigi de Biasi

Il radiatore della Rolls--Royce

Pare che la Rolls-Royce costruisca le auto migliori del mondo. Personalmente non ne ho guidate più di due o tre, quindi non sono particolarmente qualificato ad esprimere un'opinione e poi, diciamolo, verso in un evidente conflitto di interessi: guido una vecchia Bentley e, quindi, non comprerei mai (Mai dire mai!) una Rolls- Royce. Un fatto non controverso è che le Rolls-Royce tendono ad essere auto per ricchi e questo è, in prima approssimazione, il loro senso nei romanzi e nei libri di Bond, salvo il fatto che se dal patriarca Fleming in poi si tende a connotare come un po' vistosa l'eleganza del privato che ne possieda una, è di converso perfettamente lecito usarla come auto aziendale, se chi viene scarrozzato sia un Mandarino (anche M si riferisce a sé, quanto scherzosamente non saprei, come a un Mandarino) o Sua Maestà. Prendiamoci un minuto di pausa da 007. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la famiglia Windsor, che regna alla Corte di San Giacomo da prima che l'automobile fosse stata inventata, non gira solo con le Rolls-Royce e a lungo le english_way4Daimler furono parte importante del parco auto della Real Casa. La regina, intesa come Elisabetta II, ne ha possedute parecchie, almeno quattro, tutte Phantom (IV nel 1950, ancora da principessa, V nel 1960, VI nel 1978 regalatale in occasione del Giubileo di Regno e ancora nel 1987), mentre il principe di Galles ha una Bentley e due Aston Martin, la prima delle due regalo della mamma, e la sue consorte usava una Jaguar e aveva voluto anche una Mercedes 500 (notizie complete su tutte le auto della famiglia reale in J.D. MCLINTOCK, Royal Cars, Shire, Princes Risborough, 1992). Una notazione importante è che l'auto della Regina reca due diverse statuette a seconda che sia a non sia a bordo. Per quando è a bordo si è scelta un S. Giorgio a cavallo che infilza il drago, soggetto presente sulla sua torta di nozze (un disegno si trova in B. JEWELL, Motor Badges & Figureheads, Midas, Turnbridge Wells, 1978), mentre l'auto, quando è senza di lei, reca la normale statuetta d'argento, che comunemente viene chiamata Silver Lady ed erroneamente ricondotta a una versione moderna della Nike di Samotracia. Il nome non è quello esatto, anche se perfino Erwin Panofsky, il grande studioso d'arte e di estetica, lo usò in un suo scritto minore sulla storia del gusto in Inghilterra, un raffinato pezzo di erudizione e di dandysmo dal titolo deliberatamente decettivo (E. PANOFSKY, The Ideological Antecedents of the Rolls-Royce Radiator, in Proceedings of the American Philosophical Society, vol. 107, n. 4, 1963, tr. it. I precedenti ideologici della calandra Rolls-Royce, Umberto Allemandi, Torino, 1990). In realtà il nome corretto di questa statuetta creata nel 1911 dallo scultore Charles Sykes è Spirit of Ecstasy e una bella leggenda vuole che modella e scultore si innamorassero e in un viaggio per nave verso un'isola greca, coronamento del loro amore, la modella cadesse in mare. Torniamo a Bond: che io ne sappia, usa le Rolls - Royce solo nei film, nel numero di quattro, dall'undicesimo film in poi:

1. una Silver Shadow dell'albergo a Rio, in Moonraker, fatto che serve solo a dire quanto era costoso l'albergo;

2. una Silver Shadow con autista, a nolo entrambi, in For Your Eyes Only;

3. una Silver Cloud con nobiluomo in funzione di autista, quando deve comportarsi come un continentale crede si comportino i nobili inglesi;

4. una Silver Shadow a Isthmus City, quando interpreta il ruolo di un facoltoso signore dalle attività di dubbia legalità,

Iscriviti alla newsletter