The quarterdeck files

69, 79, 89...& 99

Di: Alex Montecchi

Solitamente, la fine del decennio non porta fortuna, cinematograficamente parlando, a James Bond 007: gli anni che terminano col numero 9 hanno sempre portato sventura al mitico agente segreto. Qualche dubbio? Pensate al 1969: fu l’anno di Al servizio segreto di Sua Maestà, ottimo film per quanto riguarda soggetto, sceneggiatura, musiche, location e scelta degli interpreti collaterali. Come film, era coraggiosamente fedele al romanzo e nettamente superiore a Si vive solo due volte, carrozzone nippofantascientifico in cui per poco a Sean Connery non toccava di affrontare anche Godzilla. Ma quanto a scelta dell’interprete... Tutti ricordano il povero George Lazenby come un fallimento, un sosia di Pippo Baudo al posto sbagliato nel momento sbagliato, un indossatore australiano che si muoveva sgraziatamente in kilt come in smoking. Il tutto aggravato da una battuta fuori luogo recitata in direzione dello spettatore prima dei titoli di testa: “This never happened to the other feller”, ovvero “Questo non è mai successo a quello di prima”. Esatto. Oggi non capita di frequente di rivedere OHMSS (acronimo del titolo originale On Her Majesty’s Secret Service). Essendo l’unico film della serie privo di lieto fine, anche in Inghilterra non è ritenuto adatto alle varie festività in cui Bond viene presentato televisivamente alle famiglie. Senza contare che, come film più lungo della serie, ha dovuto subire in certi passaggi sulla tv britannica la suddivisione in due puntate e in vecchie versioni video (poi distribuite in Italia dalla Warner o trasmesse in tv da Canale 5) il clamoroso taglio di un paio di scene. Di OHMSS si è parlato talmente male che quando si ha invece l’occasione di rivederlo, si scopre che non era affatto un brutto film e che Lazenby, pur essendo del tutto privo della fisicità del magico Connery, aveva saputo dare qualche tocco di umanità al personaggio, soprattutto nella sequenza in cui, braccato dalla SPECTRE dopo la fuga da Piz Gloria, viene salvato da Tracy e comprende finalmente di amarla. Ciò non toglie che OHMSS sia stato un pauroso flop al botteghino e abbia messo a repentaglio la continuazione della serie. E abbia convinto, a torto, i produttori Saltzman e Broccoli che il pubblico volesse vedere storie più fantascientifiche come Si vive solo due volte, invece che fedeli trasposizioni dei libri di Fleming. Lazenby venne licenziato dopo un solo episodio e con lui venne silurato il pur bravo regista Peter Hunt. Per salvare la serie i produttori dovettero riassumere Sean Connery, abbinato a Guy Hamilton, già regista del fortunatissimo Missione Goldfinger, come garanzia di successo. Solo con questo intervento d’emergenza 007 poté proseguire la sua cine-saga per gli anni a venire. E da qui passiamo al ‘79. Il culmine della disastrosa tendenza al fanta-bondismo arrivò infatti dieci anni dopo OHMSS, con il film universalmente considerato come il peggiore della serie. Ebbene sì, sto parlando di Moonraker Operazione Spazio, un film nato per sbaglio, o forse per un errore del computer. Non passa inosservato come negli anni Settanta i produttori cercassero di raccogliere spunti dalle tendenze del momento: lo sbarco lunare in Una cascata di diamanti, il cinema “negro” della cosiddetta blaxploitation in Vivi e lascia morire, i film di arti marziali made in Hong Kong ne L’uomo dalla pistola d’oro e perfino Lo squalo di Spielberg o i telefilm UFO per La spia che mi amava. Ma dopo il successo de La spia, praticamente un remake (riuscito meglio) di Si vive solo due volte, e la contemporanea esplosione del grande cinema di fantascienza con Guerre stellari, Incontri ravvicinati del terzo tipo, la ripresa di Star Trek e via dicendo, Albert R. Broccoli pensò di fare il grande colpo: un film spaziale di James Bond!!!

Iscriviti alla newsletter