VISITA ALL’ INTERNATIONAL SPY MUSEUM
dall’inviato speciale Francesco Mancini, Washington, D.C.Aperto nel luglio 2002, l’International Spy Museum è il primo museo dedicato al mondo dello spionaggio. E’ una metaimperdibile per ogni fan di James Bond, anche perchè il nostro eroe appare in diverse sezioni del museo. Quarterdeckha inviato il suo vice presidente per un accurato sopraluogo.Il vostro vice-presidente ha portato a termine una nuova missione speciale. Havisitato per i lettori di Quarterdeck il Museo Internazionale dello Spionaggio aWashington, interamente dedicato a storia, personaggi, e gadget del mondo delle spie.Oltre alle accurate ricostruzioni storiche di eventi e ambienti, il museo espone unaimpressionante collezione di oggetti da spia, molti dei quali per la prima volta mostratiin pubblico. Tra gli oggetti più rari si può ammirare “Enigma”, la leggendaria macchinacriptografica tedesca, usata durante la Seconda Guerra Mondiale, il cui codice fuscoperto dagli alleati. La macchina è del tutto simile al Lektor di cui Bond si impossessain “Dalla Russia con amore”. C’è poi una scarpa ricetrasmittente sovietica, nascostasotto la suola, che ricorda la minacciosa scarpa con pugnale di Rosa Klebb, e unimpermeabile del KGB con macchina fotografica incorporata. Un’altro pezzoincredibile è una macchina fotografica cecoslovacca, usata dalla Stasi della Germaniadell’Est, per fotografare attraverso le pareti. E naturalmente una copia della AstonMartin DB5 fa bella mostra tra le auto delle spie.Il museo si è avvalso dei massimi esperti americani di spionaggio, compresialcuni ex-direttori della CIA, che hanno lavorato per sette anni prima di aprirel’esposizione. Il museo ha la missione di introdurre il pubblico al mondodello spionaggio, spiegandone i segreti ma anche l’impatto sulle relazioniinternazionali del passato e del mondo contemporaneo.Comprensibilmente il museo, per quanto dichiari di essere apolitico,dipinge i servizi occidentali in modo benevolo, mentre i servizi russi etedeschi sono descritti in modo sinistro (e probabilmente non hanno tutti itorti!).La visita è spassosissima ma impegnativa. Si attraversano variambienti, dalle camere di torturadel KGB, alla camera da letto diMata Hari. Ci sono milleinformazioni da leggere, video efilm che introduconoall’argomento, e tantissimomateriale inedito da ammirare.Armatevi di pazienzaall’ingresso, la coda può esserelunga. Evitate le scolareschedella mattina. E prenotate ilbiglietto con una settimana dianticipo. Se seguirete questiconsigli, la visita sarà piacevoleed istruttiva.Il museo è diviso in varie sezioni. La prima che si incontra si chiama“la scuola per le spie”, e introduce al mondo dello spionaggio. Esplora lediverse motivazioni che spingono a diventare spie, come vengono reclutate eformate, e quali sono i principali compiti e competenze. In questa sezionepotete ammirare strumenti per lo spionaggio, documenti falsificati, chiaviuniversali, valige con doppi fondi e machine fotografiche speciali.La sezione successiva vi porta attraverso la storia dello spionaggio, daitempi biblici fino all’inizio del 20esimo secolo. Qui si racconta la storia di spiefamose come la bella ma poco efficace Mata Hari, e meno famose ma più abili.Alcuni personaggi storici sono svelati come spie, tra i quali GeorgeWashington e lo scrittore Daniel Defoe, considerato padre del servizio segretoinglese. In un ambiente che riproduce una biblioteca, si posso ammirare varilibri di spionaggio tra i quali “L’uomo con la pistola d’oro” di Ian Fleming.Il museo in 800 F Street, Washington,D.C.Enigma, la macchinacriptografica tedesca dellaSeconda Guerra Mondiale37La terza sezione, “Spie tra di noi”, racconta la storia dello spionaggio durante le due Guerre Mondiali. Ci sonomolte testimonianze audio e video di spie che raccontano la loro storia. In una sala è possibile imparare a creare e“rompere” codici segreti. Ci sono testimonianze di alcune spie insospettabili: la cantante Josephin Baker, che lavoravaper la resistenza francese, la famosa chef Julia Child e l’attrice Marlene Dietrich, che registrò per i servizi americanicanzoni che venivano trasmesse come propaganda ai soldati tedeschi. La sezione è estremamente interessante quandodescrive le operazioni di spionaggio che hanno portato ad alcuni eventi fondamentali della Seconda Guerra: l’attacco diPearl Harbor, la resistenza francese, la bomba atomica in Giappone e lo sbarco in Normandia. Il D-Day viene raccontatoin una stanza in cui l’audio ripete la frase segreta tratta dal poeta Paul Verlaine trasmessa alla radio per avvertire ifrancesi dello sbarco: “The long sobbing of the violins of autumn, Wound my heart with a monotonous languor”.Non manca poi una sezione sulla Guerra Fredda. L’ambiente è unaBerlino dopoguerra, in cui è stato ricostruito il tunnel in cui CIA e MI6 avevanoinstallato un massa enorme di microspie per intercettare le comunicazioni traBerlino Est e Mosca. C’è anche una automobile con compartimenti segreti perfar passare inosservate le spie attraverso i checkpoint del Muro. Si può leggerela storia dei doppiogiochisti,ammirarel’evoluzione deglistrumenti diintercettazione, eseguire il maccartismonegli Stati Uniti,quando sembrava chetutti potessere esserespie sovietiche. In questa sezione c’è la parte di maggiorinteresse per gli appassionati di James Bond. In una sala vienedescritta l’influenza del mondo delle spie sul cinema e latelevisione. Oltre a Maxwell Smart, Austin Powers, e TheAvengers, si possono ammirare i poster di film quali “I tregiorni del condor”. C’è addirittura un poster di “OperazioneKid Brother” con Neil Connery, il fratello di Sean. Quattro vetrine sono dedicate a James Bond con mille gadget, giàtutti parte della collezione privata del nostro amato presidente Edward Coffrini Dell’Orto. Tra gli altri si possonoammirare le pinne e boccaglio con marchio 007, la lunch box con l’Aston Martin DB5, diversi pupazzi di Goldfinger,Largo, e altri cattivi, una copia della scarpa di Rosa Klebb, unviewmaster con le diapositive di “Vivi e lascia morire”, una pistolaWhalter PPK, una maschera da carnevale raffigurante lo Squalo, e un setcologna, talco e dopobarba 007. Una foto di Timothy Dalton, RogerMoore, Connery in smoking bianco e il poster di “La spia che mi amava”completano la collezione.La parte finale del museo è dedicato al mondo contemporaneodelle spie. Un documentario racconta il ruolo della CIA e ilcontroterrorismo dopo gli attacchi dell’11 settembre. Diversi esperti sonointervistati, tra cui Richard Betts, il professore con il quale il vostro vicepresidenteha lavorato in Columbia University.Prima di lasciare l’edificio, fermatevi al negozio. Oltre a unanotevole selezione di libri, film e documentari, i gadget bondiani sononumerosi: film in DVD, colonne sonore, le ultime pubblicazioni su JamesBond, pupazzi e la Aston Martin Vanquish telecomandata. Naturalmentela visita non e’ completa senza un spuntino a uno dei due ristoranti delmuseo, lo Spy City Café e Chez Zola. Il museo è aperto tutto l’anno(eccetto Natale, Capodanno, e Thanksgiving). Il biglietto d’ingresso costa13 dollari ed è consigliata la prenotazione. Per maggiori informazionipotete visitare il sito www.spymuseum.org