Alla prima con la
Come era ampiamente prevedibile l’evento era destinato a passare alla storia. Infatti Her Majesty, sua altezza la regina Elisabeth II, per la prima volta nella storia ha deciso di partecipare alla prima di un film di James Bond. Prevedendo una affluenza oceanica e per dar maggior enfasi all’evento anziché il solito Odeon di Leicester Square gli organizzatori si sono avvalsi di una pietra miliare dello spettacolo anglosassone: THE ROYAL ALBERT HALL Poliziotti in uniforme ed in borghese pressoché ovunque, personale dello staff illimitato, chilometri di transenne e camion tribune per il pubblico. Per la folla che giungeva nei pressi della Hall, questo era lo scenario che si presentava ai loro occhi. Un esempio di organizzazione perfetta. Il tempio era addobbato in stile ghiaccio con giochi di luci che riportavano le scritte Die Another Day sull’edificio, sulla folla, ed in strada. Sopra all’ingresso giganteggiava un maxi schermo che riportava in diretta TV tutte le immagini della sfilata e dell’interno dalla Hall. Fortunatamente questa volta la disorganizzazione italiana mi è venuta incontro.Infatti al contrario di tutti gli amici europei non sono riuscito ad entrare. (pur avendo chiamato anche il Padre Eterno, tipo Asso alias Adriano Celentano quando viene ucciso dopo la prima notte di nozze, nessuno è riuscito a riservarmi uno dei 3000 biglietti disponibili.) Questa volta la fortuna era dalla mia parte. Infatti tutti quelli che sono entrati si sono persi una passerella che passerà alla storia. Sfruttando peso e altezza sono riuscito a ricavarmi una nicchia esattamente di fronte all’ingresso principale della Royal Albert Hall. Dopo tre ore esatte fermo immobile con una temperatura che ricordava la partenza di uno slalom gigante più che l’ingresso ad un cinema finalmente inizia il vero spettacolo. Tutti gli attori viventi legati al MONDOBOND mi sono sfilati a non più di 5 metri di distanza. Una sola importante eccezione Sean Connery che, nella cena post spettacolo con gli amici europei, abbiamo tutti convenuto essersi comportato da vero bastardo ingrato. Ecco che inizia arrivano le due macchine Aston Martin e Jaguar immediatamente seguite da una Mercedes con vetri oscurati. Boato della folla è Gustav Graves, l’ultimo cattivo, poi Maud Octopussy Adam, Squalo e Holly. Finalmente arriva Bond, James Bond. L’intervistatrice chiede a Mr Roger Moore quale pensa sia stato il migliore fra tutti i Bond? Lui in perfetto e insuperabile stile 007 risponde: “Perché ce ne sono stati altri?” Passa Zao il luogo tenente di GG ma da esordiente totale ha scelto evidentemente il momento peggiore: non è ancora uscito di scena Moore e sta arrivando la Madonna di Lourdes in persona, mi correggo è Halle Barry che si precipita a salutare Roger. Rosamunde Pike, alias Miranda Frost ci tiene evidentemente al suo alias e con un freddo della Madonna (tra poco arriverà anche lei) si intrattiene a lungo seminuda e senza reggiseno a firmare autografi. Io avrei terminato il resto della serata in toilet, lei da brava inglese non fa una piega. Arriva Timothy Dalton in gran forma e saluta come ai vecchi tempi.
Arriva Maryam Kara D’Abo, che è tornata recentemente alla ribalta in Gran Bretagna per aver fatto da guida all’interno di uno spettacolo televisivo sulla storia della bondgirl, ma l’attenzione si catalizza sul nuovo Q: Mr John Clease. Passa il sciur parun, Michael Wilson seguito a ruota dal mitico Vijay Amritraj: l’ex campione di tennis (primo indiano ad entrere nei primi 20 dell’APT) e fantastico guidatore di Tuc Tuc Taxi sfoggia un completino bianco che non passa certo inosservato. Arriva Lazenby, secondo il Mancio che ha visto le foto in anteprima ha avuto un incidente, in realtà è nelle stesse condizioni da 30 anni. Quindi o portava male i suoi anni nell’immediato post Bond o li porta molto bene adesso. Come al solito George Lazenby spacca in due la critica. Pola Ivanova alias Fiona Fullerton invece è splendida come nella vasca idromassaggio di 18 anni fa quando si deliziava della presenza di Moore ascoltando Tchaikowsky. Ma finalmente arriva il momento clou, si accendono le fiaccole e i fuochi d’artificio, il tema di Norman, è alle stelle la folla è in delirio. Sono arrivati
i Brosnan, la famiglia Bond. Per poco non volo ai loro piedi per le spinte della folla ma la catena di transenne regge e come Rocky alle corde barcollo ma non cado al tappeto. Pierce in gran forma sfoggia lo smoking d’ordinanza, (ma, con somma gioia del sig. Omega, non il Seamaster), dispensa saluti, autografi e sorrisi in abbondanza pienamente consapevole di essere la star della serata. Keely Shaye-Smith, la signora Bond interpreta due film in un solo colpo: La Signora In Rosso (per l’abito) e Una Cascata Di Diamanti (dato che porta al collo, polso e dita almeno il 50% dell’intera produzione di pietre del Sud Africa). Durante l’intevista Bond conferma il suo stato di forma assoluta tanto che Keely non riesce a trattenersi e scoppia in una fragorosa risata a crepapelle. E’ il momento musicale, prima Shirley Bassey che dice di non aver voce per aver cantato la sera prima e la star che, come dicevo prima, era intonata al freddo della serata: Madonna. Accompagnata dal marito Guy Ritchie è l’unica fra le donne a sfoggiare un cappotto con tanto di collo di visone (Visone sulla pelle per restare in tema?) e la seconda vera cascata di diamanti della serata. Arrivano gli ultimi ritardatari, gli ultimi VIP, qualche semplice fortunato spettatore e poi più nulla per un buon quarto d’ora. La folla è in trepida attesa, sta aspettando il momento della Storia da poter raccontare ai posteri, da poter dire “Io c’ero” quando finalmente quattro moto con i lampeggianti attraversano la passerella. Si vede sventolare la bandiera reale sul parafango della macchina poi finalmente scende Her Majesty Elisabeth the II e che… God Save the Queen intona qualche romantico nostalgico.