The quarterdeck mystery files
Quel templare di James Bond!
Di: Andrea Carlo Cappi
Qualcuno penserà che io sia impazzito: lo sanno tutti che 007 e Simon Templar sono due personaggi alquanto diversi, che hanno in comune solo il fatto di essere stati interpretati da Roger Moore, come del resto Lord Brett Sinclair di Attenti a quei due. E invece non sono impazzito: sappiate che abbiamo le prove di un oscuro legame tra il nostro personaggio prediletto, così come Simon Templar e Lord Sinclair, e i cavalieri delle Crociate e alcune misteriose sette segrete che hanno punteggiato la storia esoterica dell’Occidente. E se tutto questo vi sembra più un episodio di Martin Mystère che un’avventura di 007… avete perfettamente ragione! Quello che state per leggere è il vero background esoterico su cui si basano alcuni capitoli del romanzo Martin Mystère: Il codice dell’Apocalisse di Alfredo Castelli e Andrea Carlo Cappi (basato sul celebre personaggio della serie a fumetti di Alfredo Castelli), pubblicato a puntate online nel 2000 sulquotidiano ilnuovo.it e finalmente apparso in edizione completa e cartacea sul numero del novembre 2001 di M-Rivista del mistero, in libreria da Edizioni Addictions. Innanzitutto occorre spiegare chi siano i Templari. Vi rimando per una storia più completa all’articolo Il mistero dei Templari di Andrè Delacharrette jr., pubblicato sullo stesso numero di M-Rivista del mistero. Intanto, senza entrare nel dettaglio, vi basti sapere che i Cavalieri del Tempio o “Templari” erano un’ordine cavalleresco nato durante le Crociate per proteggere i pellegrini che viaggiavano in Terra Santa, un incrocio tra una forza di polizia e un ordine monastico. I Templari, che pure avevano fama di avventurieri e di beoni (da cui la locuzione “bere come un Templare”) vivevano in povertà e obbedivano a una Regola molto simile a quella dei frati benedettini! Va però osservato che i Templari sono nati alla corte francese dello Champagne, regione che all’epoca non era ancora nota per i suoi vini, ma piuttosto per la narrativa: vi risiedeva infatti il poeta Chretien de Troyes, autore delle celeberrime storie della Tavola Rotonda, di Re Artù e del Santo Graal (in parte desunte da tradizioni precedenti, in parte frutto della fantasia dell’autore) che avrebbero ispirato tutta la narrativa d’avventure dei secoli a seguire. E viene spontaneo chiedersi se anche i Templari, come i Cavalieri della Tavola Rotonda, non dovessero svolgere qualche strana missione segreta: c’è chi sospetta, infatti, che i Templari abbiano trovato ciò che erano andati a cercare: forse le macerie del Tempio di Salomone (la loro base a Gerusalemme era un palazzo costruito sui resti di quel Tempio, da cui il nome di Templari), forse l’Arca dell’Alleanza (conservata nel Tempio di Salomone e successivamente scomparsa… l’Arca Perduta del film di Indiana Jones, per intenderci), oppure
il Santo Graal (l’oggetto misterioso dotato di incredibili poteri, forse un piatto o una coppa dell’Ultima Cena, forse una pietra magica).Questa terza ipotesi sembra la più probabile: un altro poeta che raccontò le avventure della Tavola Rotonda fu Wolfram Von Eschenbach, che scrisse un remake delle storie di Chretien, ambientandole tuttavia in Medio Oriente e inserendo deliberatamente tra i personaggi i Cavalieri Templari (che all’epoca di re Artù non esistevano ancora!!!) nel ruolo dei custodi del Graal. Insomma, i Templari sembravano essere gli eroi dell’epoca… finché non furono travolti da uno scandalo o da una montatura o da un complotto politico. Se i singoli cavalieri erano poveri in canna, l’Ordine dei Templari era una potenza economica e politica.