Missione Omega
Milano sabato 23 novembre 2002
Dopo aver sentito Patrizia Aste di Omega un numero di volte tale che alla fine Vodafone mi ha chiesto se non mi avessero clonato il telefono finalmente arriva il B day. Sveglia il sabato mattina di buon ora per recarmi in miniera al fine di verificare che tutto fosse pronto per i soci che sarebbero giunti da tutta Europa (non ci allarghiamo per la verità dalle Alpi alle piramidi sì insomma dalla Svizzera alla Sicilia). Grazie ad Omega infatti avevamo ottenuto degli inviti per la festa a Palazzo Mezzanotte (ex Borsa di Milano) la cui star sarebbe stata PIERCE BROSNAN. Come dicevo la sveglia ha trillato presto. In realtà, ero talmente agitato che quando finalmente il cellulare mi ha dato la scusa per tirarmi giù dal letto, l’ho presa come una benedizione del cielo…che dopo una vita era di colore azzurro. Incredibile, ormai ero convinto di vivere Blade Runner, quando il Dio Bond (titolo originario per il mio ultimo libro, ahimè bocciato dalla Mondadori) ha preso il sopravvento. Con voce impastata, spilli negli occhi, colpo della, strega del post sgambata pre coppa Cobram, mi trascino come un automa in cucina alla ricerca di un sano Nescafe. Mi scotto come di consueto, smadonno un poco anche se è nulla rispetto a quello che riesco a fare in box. Infatti batto il record mondiale di imprecazioni: 55 minuti esatti di saracchi a quel merda di scooter che non ne vuole sapere di mettersi in moto…non è mai successo a quello di prima. Fortunatamente in box stavano trafficando anche i miei zii…oddio definirlo box è un pelo riduttivo hanno attrezzature da fare invidia alla sezione Q. Dopo un vano tentativo di pulizia della candela (a proposito, crocifiggerei in sala mensa quello stronzo dell’ing. che ha progettato l’OVETTO della MBK) sudato come Costanzo chiedo in prestito lo scooter di uno dei due tecnici, pardon zii. Nel tentativo di recuperare il tempo perduto spremo il mezzo meccanico sui livelli di Valentino Rossi a Laguna Seca in un traffico di imbecilli e, incazzato come un puma, finalmente arrivo all’Admiral. Salgo gli scalini 4 alla volta (di solito essendo pigro prendo l’ascensore) e ancora col casco in mano sento:”Sig. presidente buon giorno! L’agente Pietramala sono”(tipo Montalbano sono) “ciao Edward sono Mingardi” “Scusate ragazzi ma sono di frettissima”. Mi chiudo in ufficio sbrigo tutto il lavoro, preparo le ultime cose da portare in boutique Omega, mollo lo scooter e prendo il mio fiammante bicilindrico di Iwata…nuovo nuovo, regalo di maturità dell’88. Arrivo finalmente in boutique, parlo con il vetrinista che mi fa vedere tutti gli orologi usati per i film, controllo le didascalie, faccio qualche (LE SOLITE 100) foto e mi reco alla concorrenza, dove Pierce e signora alloggeranno, per consegnargli una copia omaggio di James Bond 50 anni di un mito, tessera di socio onorario del club e l’ultimo numero di Quarterdeck, il tutto accompagnato da una lettera di osanna e benvenuto in inglese corretta dal buon Michal Lynch. (non parente di David ma soprannominato Pierce per una vaga somiglianza con l’attore Bond) Foto alla vetrina di Brioni, di fronte al concorrente, e sono pronto per incontrarmi con Patrizia a Palazzo Mezzanotte. Come arrivo in piazza affari si capisce subito che sta per accadere qualcosa che non accadeva dagli anni ‘60 quando arrivò l’Aston Martin DB5 in piazza del Duomo. Infatti proprio davanti alla scala di ingresso fanno bella mostra il Parahawk e la barca di Q, entrambi utilizzati ne il mondo non basta. Entro, saluto Patrizia, ritiro gli inviti mi congratulo con lei e torno a casa. Alle 17 in punto, puntuale come un orologio svizzero (appunto), inizia una leggera pioggerellina. “Cazzo non posso prendere la moto…ESCLUDO di volare con addosso un abito di Brioni” alla fine prendo il 2, inteso come tram, visto che in Italia non esiste la metropolitana (..e che nessuno provi a convincermi che quelle tre buche per talpe si possano definire metro. Come dice il Teo “Siamo un paese illegale”…il Mancio direbbe di stronzi!). Dopo aver steso un paio di tamarri deficienti che, camminando spingendosi di proposito, mi hanno urtato (è stato sufficiente affrontarli come pali da gigante) arrivo in Via Manzoni (un collega del passato) dove trovo parcheggiata di fronte al Milan (non Associazione Calcio bensì l’hotel…altro concorrente) una Vanquish identica a quella vista la settimana scorsa a Londra in DIE ANOTHER DAY. L’adrenalina sale, svolto in via Montenapo e c’è già una folla da stadio assiepata intorno al negozio e al maxi schermo appositamente posizionano per l’occasione. Ohh finalmente ha smesso di piovere. Adesso diluvia ma chiaramente non mollo la pole position. Arrivo perfino a barattare il mio ombrello pieghevole per la prima fila. Nel senso che l’addetto alla sicurezza (culo vuole sia un mio cliente) tiene l’ombrello e io sto sotto con lui (si fa per dire visto che l’ombrello è da mezzo e noi siamo in due da 1 metro e novanta ciascuno) Alle 18 e 30 arriva Bond, benedice la folla e si infila nella blindatissima boutique. 10 minuti più tardi arriva Valentino di Striscia la notizia e infine Mariagrazia Cucinotta. A 10 alle 7 Pierce esce e se ne va alla conferenza stampa…il primo appuntamento con la star fallisce di un pelo ma siamo solo all’inizio. Dopo un’ora e trenta di diluvio mollo la postazione e a rapide
falcate mi dirigo alla conferenza stampa. Entro, aspetto Monica (di li a poco madre della mia prima figlia) che arriva a mezzo taxi e ci lanciamo in sala per la conferenza stampa. Provo a giocare anche la tattica del pancione da gravidanza, che fa sempre il suo bravo effetto, ma Brosnan entra dalla parte opposta. Con una serie di mosse del tipo largo al duca conte, largo al duca conte sommate ad uno slalom olimpico (si capisce che non scio da una vita) mi fiondo in seconda fila (avrei potuto raggiungere facilmente anche la prima ma temevo fosse riservata ai soliti cardinali) pronto per l’evento. Dopo un’eterna conferenza del sig. Omega alias Mr Hayek, un vero fenomeno, padre padrone del gruppo Swatch (leader mondiale del settore) introducono Pierce Brosnan. 3 minuti esatti di flash…roba che avrà perso almeno 15-18 diottrie. Appena 007 recupera un barlume di vista rimane scioccato per la folla oceanica di giornalisti e fotografi presenti. (gli organizzatori stessi mi confesseranno in seguito che non sono riusciti a contenerli tutti e ad un certo punto hanno sfondato gli argini) Gli organizzatori concedono 5 domande prima di andare a cena. “A chi la prima?” beh direi che ovviamente non mi faccio sfuggire l’occasione. Slancio in alto del braccio al limite della lussazione e mi guadagno il diritto di rivolgere una domanda a James Bond. Mi presento eh… Eh un cazzo sembra facile ma con tachicardia da infarto, mani due spugne, salivazione azzerata, vista annebbiata è durissima ma poi, come per magia, riesco perfino ad esprimermi in un discreto inglese… “Finalmente dopo 40 anni baci Moneypenny, nel prossimo film cosa farai?” Prima mi chiede se ho visto il film (e quando rispondo affermativamente un buon 80 % della sala schiatta di invidia) poi mi chiede (confermando che sarà ancora Bond per almeno una volta): “Cosa vuoi che ti dica, che faremo sesso esplicito?” poi continua spiegando il sua rapporto con Penny che si è fatto sempre più esplicito negli ultimi anni. Prima della fine c’è tempo per Thomas Crown Affairs 2 che vorrebbe venire a girare in Italia, e per un colpo di scena incredibile. Mr Hayek gli regala, a nome di tutti i dipendenti, un orologio Omega. Lui si sfila il suo, lo mette nella scatola e dice: “Bene questo lo riciclo…anzi oggi è il compleanno di mio padre a meno che non ci sia qualcuno in sala che compie gli anni oggi…..” “Dio che culo!” Quella davanti a me alza la mano. Brosnan si alza, va verso di lei la bacia e le regala l’orologio. Nelle 80 mila foto di rito la tipa è evidentemente in stato di trance e paresi mistica. Finita la conferenza stampa vanno tutti al tavolo per finire il lavoro iniziato poco prima. Quello di cercare di rendere l’attore cieco. Io mi alzo vado verso di lui con calendario in mano e gli chiedo l’autografo. A questo punto accade l’incredibile. Pierce evidentemente saturo di fotografi dopo avermi seguito con lo sguardo, prende il calendario mi guarda negli occhi e in modo plateale firma con cura a tutta pagina, poi mi restituisce pennarello e calendario mi stringe la mano e mi dice: “Grazie, ho apprezzato molto il tuo regalo”. GENTILE E SAGGIO Infatti la mano è servita per evitare che piombassi a terra svenuto. Appena entrato nella zona aperitivi mi tuffo su un cameriere e mi scolo di un fiato un classico Vodka Martini che misteriosamente non sento nemmeno. Prima della cena c’è stato anche il tempo per un autografo e foto con la Cucinotta. Poi il resto della serata in un tripudio di attori, giornalisti, presidenti, papi e cardinali, è trascorso intrattenendo i commensali, descrivendo le gesta on location con il Raschi che ovviamente mi ha raggiunto sfoggiando un Brioni doc (amico del mio vicino di sedia Alessandro Cecchi Paone) e con un docente della Columbia University e membro dell’ONU (tal Francesco Mancini, assente ingiustificato). I racconti erano tali da suscitare il solito misto di invidia, incredulità e ammirazione al punto che la giornalista di Non solo moda (anche lei al tavolo) ha proposto di fare una puntata a tema. A fine serata i Martini non si contavano, biascicavo e barcollavo. Con occhio viola e metastasi avanzata al cervello continuavo a deambulare per il salone sempre con il mio zaino in spalla per paura che mi fregassero foto e autografo impagabile. Alle 23 e 50 Brosnan lascia la festa e di li a poco lo seguono Cucinotta, Gerini, Orfei(quella del circo non la ex del Mancio), Massaro, ecc. ecc. I soci del club mi ringraziavano per la magnifica serata (malgrado abbiano atteso 1 ora e mezza sotto il diluvio) e prima di congedarmi da loro e dalla festa un gruppo di persone del club mi ha chiesto di fare una foto insieme tramutandomi nella guest star della serata…tutto inutile ormai ero completamente ubriaco stavo in piedi solo per un overdose di adrenalina…. Lascio Palazzo Mezzanotte in concomitanza con Mick Dohan (leggendario centauro delle 500) che ironia della sorte era in compagnia di una delle modelle che avevamo ingaggiato al Photoshow 2001 di Milano. So you live to die another day… La serata è stata senza dubbio eccezionale anche perchè difficilmente 007 tornerà in Italia per il lancio del film e, a giudicare da
come stanno procedendo i responsabili all’organizzazione dell’evento non c’è da stupirsi. Purtroppo a mio avviso ma soprattutto di alcuni soci la serata è stata gestita malissimo dal punto di vista degli invitati al dopo cena. Non è certo da James Bond o da Omega fare attendere gli ospiti quasi due ore sotto il diluvio per poi offrire uno spettacolo non all’altezza della prima parte di serata. Quindi una tiratina d’orecchie alla società che ha organizzato il dopo cena è doverosa.