IN VIAGGIO SULLE ORME DELLA SPIA A NEW YORK

DI Edward Coffrini dell’orto

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Andare a New York almeno una volta all’anno dovrebbe essere un must. Non solo perché è il centro economico e delle nuove tendenze di liberty ma anche e soprattutto perché vive e lavora il prossimo segretario generale delle nazioni unite. Dopo essermi preparato a puntino tutte le consuete tappe delle Bond Mission non mi resta che trovare l’accordo sul periodo di maggior disponibilità del Mancio e prenotare il biglietto al miglior prezzo possibile. Sapendo che Malpensa è un covo di ladri camuffati da facchini spalleggiati da sindacalisti mafiosi e da una magistratura inesistente che, malgrado i continui furti documentati, si rifiuta di condannarli ai lavori forzati, opto ovviamente per il bagaglio a mano. Faccio come Fantozzi mi metto tutto addosso 5 paia di mutande 5 magliette e sette paia di calze e nella valigia stivo tutti gli omaggi che mamma papà e nonna Mancini mi danno per il loro prediletto. Incredibilmente fila tutto liscio fino al decollo. Sul volo c’è l’ottimo Cussler a farmi compagnia e una volta riposto “Salto nel Buio” in valigia sono tentato di rispondere si a tutte quelle domande intelligentissime relative al visto temporaneo negli USA. Domande astute come un cervo direbbero gli AMICI MIEI, del tipo: HAI MAI STUPRATO E SCIOLTO NELL’ACIDO PIU’ DI 200 BAMBINI SI NO Bambini no, ma avrei un elenco ben superiore per certi personaggi. NEL 1945 HAI PARTECIPATO AD AZIONI DEL PARTITO COMUNISTA SI NO Si certo marciavo in Aston Martin sulla piazza rossa con Tatiana Romanova …cazzo ti ho appena scritto che sono nato nel 1969 HAI MAI SPACCIATO DROGHE SI NO Ammesso di averlo fatto lo vengo a dire a voi. Più complicata invece la faccenda sulla roba alimentare che sto importando. Sa il signore cosa mi hanno dato i parenti del Mancio …Cristiano mi ha perfino dato delle zuppe in polvere della Knor. Avendo detto di no e trovando 12 sportelli dell’immigration aperti sbrigo l’ingresso negli States in tempo record e mi dirigo verso il solito taxi newyorkese. Avessi mai trovato un americano seduto al posto del conducente. Non pretendo De Niro in Taxi Driver ma puttana eva possibile che mi tocchi sempre il solito Sandokan che non parla nessuna lingua che abbia un alfabeto vagamente simile al nostro. Alla fine rinuncio a dirgli l’indirizzo e gli passo direttamente la mail che mi ero preventivamente stampato. Non parlano una parola che sia una in compenso guidano come gli zingari delle montagne russe. Ma se hai una macchina ferma 4 metri più avanti di te non c’è bisogno di accelerare tipo Villeneuve, padre, nell’anno in cui guidava la più sfigata delle Ferrari da formula uno mai prodotte (era il 1980 e si trattava della terribile T5. Ricordo che per stare al passo con la concorrenza il povero Gilles era costretto a numeri da circo) Se continui così ti vomito anche le due tonnellate di anolini che fui costretto a mangiare nel natale dello stesso anno pur di non andare a Bardi ma a Cervinia a sciare. Purtroppo per il taxista e il suo passeggero solo Villenueve morì l’8 maggio dell’82 (curioso notare come un altro grande dello stesso ceppo linguistico morì 3 giorni e 161 anni prima ) quanto a me ci vollero molti anni per rappacificarmi con Bardi, gli anolini e tutto il resto…pur continuando a non poter vivere senza lo sci. Arriviamo all’EastWest Institute al 700 di Broadway  ’ufficio del compagno di mille avventure, pago e salgo in ufficio. Ho una nausea della madonna devo assolutamente mangiare qualcosa di asciutto per salvare gli anolini di 23 anni or sono. Speriamo che Franci abbia qualcosa. “Ho appuntamento con Mr Mancini” “Chi devo annunciare?” Sono tentato di rispondere James Bond ma lui qui ci deve lavorare…. Arriva il Mancio e come al solito è una festa. Monica lo definisce la mia prima moglie… La tipa della reception se ne accorge e ci offre dei biscottini fantastici. Povera e ignara. Non sa che oltre alla nausea sono anche goloso come un porco …tempo zero e i suoi dolcetti sono un lontano ricordo. “Oh pardon…” “…vabbè mentre tu finisci qui io vado a fare un giro per i miei soliti negozietti di gadget bondiani.” Comperato tutto il comparabile per il museo dell’ADMIRAL CLUB faccio un salto anche a Ground Zero. E’ incredibile come tutto sia avanti…quasi come da noi che per cambiare due vetri al Pirellone sono in ballo ancora adesso. Il Mancio ha finito di lavorare, io ho finito le forze e, carichi come muli, ci infiliamo, insieme a pochi milioni di persone, in metropolitana destinazione west 113th ; il nuovo rifugio segreto di FELIX LEITER. Dopo essermi arrampicato in cordata per delle scale, più simili a quelle di un Brigant 36 fortemente sbandato di bolina che non a quelle di un palazzo, finalmente entriamo in casa. “Mancini prendi subito l’estintore che qui sta sicuramente bruciando l’appartamento.” “Hai sentito che roba, il portinaio asserisce che questo caldo porco sia normale e che non si possano chiudere i caloriferi. Pensa che quel pirla mi ha perfino suggerito di accendere l’aria condizionata.” “…E se usassero il buon senso?? Hai provato a spiegargli che con meno spreco di petrolio da condizionamento un paio di guerre all’anno le risparmierebbero.” “Non dar retta, il portinaio non sa niente.” Porca vacca dopo mezzore di madonne non c’è verso di chiudere quel cazzo di calorifero. Aveva ragione quel genio del portinaio. Scatta MC GIVER. Io e il Mancio a torso nudo in calze e mutande con finestre spalancate (ammetto che lo spettacolo che offriamo non sia dei migliori) costruiamo con gli scatoloni usati per il trasloco, una sorta di mobiletto isolante con sbocco diretto fuori dalla finestre che deve rimanere rigorosamente aperta. L’Appartamento che in se è molto carino anche se il camino, per grazia del signore, non è utilizzabile adesso è anche vivibile senza la tenuta auto refrigerante usata nel deserto per le riprese di Episode 1. Fresco come una rosa alle 20 ora locale ma le due per il mio fuso andiamo a cena con l’Angie (la nostra agente un tempo di stanza a Londra) in un localino molto Happy Days. Qui scopro che gli sgabelloni classici in acciaio cromato con cuscini in sky colorato, in origine provenivano dalle vecchie carrozze dismesse dei treni che iniziavano a segnare il passo nei confronti dei più veloci aerei. Povera Angie malgrado ci conosca da una vita ogni volta che ci vede insieme rimane sconvolta dalle cose che riusciamo a dire. “Va be sono le 5 del mattino sono sveglio da 24 ore avrei un discreto sonno cosa ne dite di aggiornarci a domani per il concerto di Frank Sinatra?” …no non ho perso completamente il cervello. Si lo so che il vecchio e caro Frank è morto dopo averci lasciato lo slogan del club you only live twice, ma qui siamo a New York e tutto è possibile. Al RADIO CITY HALL va in scena uno spettacolo con orchestra per commemorare THE VOICE.

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