IN VIAGGIO SULLE ORME DELLA SPIA A NY

DI Edward Coffrini dell’orto

  ny11• La casa del figlio di Bond James Suzuki si trova all'angolo tra la prima strada e la 75esima sopra un ristorante giapponese (al secondo piano per la precisione). Park Avenue, north of METLIFE • La banca dove 007 rischia di saltare in aria con le cassette di sicurezza si trova su Park Avenue poco a nord del grattacielo della Pan Am. West 23rd Street - 9th Avenue - 10th Avenue - Hudson • L'inseguimentro tra 007 e Irma Bunt inizia sulla 23esima e attraversando la 9° e 10° arrivano fino verso l'Hudson River a Chelsea. • Lo scontro avviene dentro un vecchio magazzino un tempo utilizzato da Macy's In ospedale 007 si concede un pasto luculliano a base di uova strapazzate (1-2 porzione) terribilmente insapori annaffiate da succo d'arancia tiepido concluso con un assaggio di un acquoso yogurt alla vaniglia. Film: Live and let die: • NEGOZIO OH CULT VOODOO 33 East 65th Street, New York. • FILLET OF SOUL (in origine Lennox av.& 124th st.) filmato second av. &94th Le scene di lotta vennero filmate sulla 118th. • BOND ARRIVA NEGLI STATES AL JFK Airport, New York. Poi entra in Manhattan percorrendo la first avenue dove si vede il palazzo di vetro delle nazioni unite (sulla 46th) già famoso per Intrigo Internazionale. • CONSOLATO inventato di SAN MONIQUE Any12 N.Y. si trova sulla 69th. • Palazzo della CIA è al civico di 80 di Wall Street e fa angolo tra Water e Wall Street. Il palazzo a vetri alle vostre spalle verso l'East River è quello di Thomas Crown con Pierce Brosnan.New York, 19 Aprile 2005 Metti una serata al MOMA, il nuovo museo di arte moderna di New York, con Sean Penn e Nicole Kidman, dry martini, 'shaken not stirred', mentre butti un occhio alle gambe di Elle MacPherson e fai due passi tra un  Kandinski e un Picasso. Più o meno questa è stata la mia serata al party di lancio del nuovo film di Sydney Pollack “The Interpreter”. Il film è un thriller ambientato al quartier generale delle Nazioni Unite, interpretato da Sean Penn e Nicole Kidman. Per la prima volta, il segretario generale delle Nazioni Unite ha autorizzato una troupe cinematografica a girare all'interno del Palazzo di Vetro (Hitchcock, per Intrigo Internazionale, si era dovuto accontentare di un modellino!) Dunque, dicevo, serata New York style. La lobby di ingresso del MOMA, un enorme cubo bianco alto 5 piani, opera dell'architetto Yoshio Taniguchi, è arredata con felci e fiori bianchi, tavoli riservati per i VIP, buffet e open bar. Attori, giornalisti e autorità varie abbondano. Vi risparmio i mille volti più o meno noti delle Nazioni Unite: ambasciatori, delegati vari e addetti alla stampa. Il Segretario Generale, Kofi Annan, ha assistito alla proiezione, ma ha declinato il party. Così ha fatto anche Robert DeNiro, il quale presentava il film come apertura del “suo” Tribeca Film Festival, a New York dal 19 Aprile al 1 Maggio. Primo ad arrivare è Sean Penn, con la consorte Robin Wright Penn, abito scuro, camicia bianca, cravatta allentata, sigaretta in bocca. La qual cosa può sembra irrilevante, ma fumare a New York all'interno di un museo, non è particolarmente incoraggiato. Ero tentato di accendermi una sigaretta anche io e vedere che cosa sarebbe successo! Poi arriva Sydney Pollack, il regista, con la moglie e Nicole Kidman. Nicole ha un vestito nero, lungo, è bianchissima, altissima, sembra generata da un computer tanto è perfetta. Passa la serata al tavolo a chiacchierare con un'amica. Alle spalle due energumeni con auricolare. Ellen Barkin arriva di corsa evitando i fotografi. Elle MacPherson compare con un vestitino minimo e due giovani modelli con ny13camicia aperta sul torace, che stonano un po' nell'ambiente della serata. Io, intanto, ne approfitto per godermi un drink nello Sculptures Garden, ancora chiuso al pubblico durante le normali ore di apertura del museo. Tra Rodin, Brancusi, betulle e fontane, scorgo Tim Robbins che chiacchiera con il corrispondente alle Nazioni Unite del New York Times. Mi metto in coda per il buffet davanti a James Lipton, il conduttore di Inside the Actors' Studio. Un cameriere con auricolare e microfono segnala alle cucine che l'insalata al buffet 24B è finita. Jack Nicholson fa una breve apparizione, con occhiali da sole (sono le 22:30), saluta Sidney Pollock e Nicole Kidman, e se ne va. Sean Penn intanto è già sparito, dopo aver passato la serata al suo tavolo a fumare. Non prima, però, di una stretta di mano con il sottoscritto: «Great movie, Mr. Penn». Soddisfatto, mi inoltro nelle sale del museo. Mi godo le linee dinamiche dei futuristi, Number 31 di Jackson Pollock e la Notte Stellata di Van Gogh, in piena solitudine. Mi accompagna l'addetto stampa della Missione canadese alle Nazioni Unite. Un paio di guardie passeggiano alle nostre spalle, dopo averci sequestrato i drink: non si può bere in una sala in cui l'opera più irrisoria vale 12 milioni di dollari. Al mio ritorno nella lobby rimangono in pochi: qualche modella sconosciuta in abiti succinti e accompagnatori vari. Rubo una fragola coperta di cioccolata dal vassoio del cameriere e mi avvio all'uscita. Una signora in permanente giallo oro, che mostra diverse decadi e altrettanti lifting, si accomoda nella sua limousine nera, destinazione Park Avenue. Io m'infilo nella subway. That's a New York night.

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