Michael Billington
un uomo a cui piace vivere al limite. Che sia alla base comando, o che stia guidando un mezzo d'assalto,dimostra un chiaro disprezzo per la propria sicurezza, e da il meglio di sé trovandosi in prima linea. Promosso al grado di comandante, il suo posto sarebbe nella base di controllo, ma la sua natura è tale che al primo segno di pericolo preferisce lasciare la relativa sicurezza della base e lanciarsi nell'azione. Potrebbe benissimo essere un breve ritratto del comandante Bond, estratto da un segreto dossier della SMERSH, invece si tratta del profilo del comandante Paul Foster, estratto da Guida a UFO, mitico personaggio di una altrettanto mitica serie televisiva dei primi anni Settanta, serie peraltro già ampiamente trattata sulle pagine del numero zero di Quarterdeck. Quello che non molti sanno è che per poco l'interprete che ha dato una così marcata caratterizzazione al comandante Foster, ovvero l'attore Michael Billington, è stato in lizza per avere la parte della spia più famosa del mondo, al posto di Roger Moore. Riporto le testuali parole di Billington, estratte da una lunga intervista effettuata a Fiuggi nel marzo 2003, alla presentazione ufficiale dei DVD UFO, interamente contenuta come extra nel secondo cofanetto della serie. Domanda: In più occasioni lei è stato preso in considerazione per il ruolo del famoso agente segreto James Bond… Risposta: Si, dopo UFO feci altri due lavoretti, e i produttori di Bond si interessarono un po' a me, e mi corteggiarono per alcuni anni perchè interpretassi Bond nei primi anni Settanta; questa situazione continuò fino al 1982 circa, quando produssero Octopussy - Operazione Piovra, e io feci un provino per questo film, ma non ero molto sicuro della sceneggiatura… non penso che fossi un James Bond alla Roger Moore. Penso che la mia personalità sia un po' più grintosa e pratica, così il materiale mi lascio piuttosto deluso, e non ero sicuro che Bond avrebbe continuato. Non ero sicuro se Bond sarebbe andato oltre un paio di film, e non volevo prendere parte alla morte di una saga: è molto importante trovarsi all'inizio di qualcosa… così andai a fare il provino per Octopussy - Operazione Piovra, ma… non penso di averci messo l'anima, lo feci molto alla leggera. Con il passare del tempo Bond è diventato un personaggio di grande successo, a cominciare da Goldeneye. Credo che quando Pierce Brosnan interpretò il ruolo ebbe una meravigliosa opportunità, perchè ricominciarono da zero, con nuovi registi, nuovi sceneggiatori… Avevano la necessità di collegarsi a un pubblico moderno; credo che il problema con il provino e la sceneggiatura che mi riguardarono fosse che erano un po' bloccate nel passato, nell'immagine del personaggio data da Sean Connery e Roger Moore, che per me era molto difficile da ricreare… Risale al tempo in cui apparivo come attore sconosciuto a Londra in quello che oggi si chiamerebbe uno spettacolo di cabaret; si trattava di una commedia, e un uomo di nome Austin (!) venne a vedermi intorno al 1965, era il capo della UA e mi vide fare alcune scenette con dei comici; dovevo togliermi tutti i vestiti, andare in giro ed essere divertente, e mi disse; “Ascolta, non sono sicuro se Sean Connery continuerà a interpretare Bond, così se decide di andarsene vorremmo farti un provino”, e io risposi; “va bene”. Così inviarono un fotografo a scattarmi delle foto, e non seppi più nulla per un po' di tempo, finché non girarono Agente 007 - Al Servizio Segreto di Sua Maestà, e io venni chiamato per conoscere il regista Peter Hunt, ma capii a quel punto che avevano già in mente qualcuno… credo che avessero in mente George Lazemby, così si trattava di una posizione molto incerta; in ogni caso, incontrai Peter Hunt, un uomo molto gentile, e Harry Saltzman, che era il produttore e fu anch'esso molto gentile, ma scelsero George Lazemby.