ALLEN W. DULLES,LA SPIA CHE COPIAVA.
di Andrew Cherry
Alla fine dell'agosto 1964, pochi giorni dopo laprematura morte di Fleming, appare sulla rivistaLife un singolare articolo intitolato Il nostrocapo-spia che amava James Bond. Il reportage èun interessante confronto tra i metodi delle spienella letteratura e nella realtà. L'autore nonnasconde di provare una certa identificazionecon l'eroe di Ian Fleming. La cosa curiosa è chel'articolo è firmato non è firmato da ungiornalista, bensì da Allen Welsh Dulles,avvocato, diplomatico, agente segreto e, per ottoanni, direttore della CIA, il servizio segretoamericano.Per quasi mezzo secolo la storiapersonale di Dulles si è intrecciata con la nascitae con lo sviluppo dello spionaggio americano,con i suoi maggiori successi e i suoi piùcolossali fiaschi. Proprio il clamorosofallimento di un'operazione della CIA, passataalla storia come “il disastro della Baia deiPorci”, ha costretto Dulles a rassegnare ledimissioni nel 1961. Con la sua uscita discena è tramontata l'era degli agenti segretiin abito da sera, a proprio agio con un drymartini come con la pistola. Ma lo stessoDulles, definito da molti come “l'ultimadelle spie romantiche”, ha dimostrato nelcorso della sua lunga carriera che gli agentisegreti possono all'occorrenza esseretutt'altro che gentiluomini.Allen Welsh Dulles nasce nel 1893da un pastore presbiteriano. All'età di ottoanni scrive un libriccino antibritannico sullaguerra anglo-boera che, stampato in propriodal nonno, diventa un piccolo bestseller.Come il fratello maggiore, John FosterDulles (futuro segretario di stato durante lapresidenza di Eisenhower, ora ricordato perl’omonimo aeroporto), Allen è destinato astudiare nei più prestigiosi collegeamericani, a diventare uno stimatoprofessionista ed eventualmente aintraprendere la carriera diplomatica. Silaurea a Princeton nel 1914 e per otto mesi,tra il 1915 e il 1916, insegna nella scuolamissionaria di Allahabad, in India. Mal'intervento degli Stati Uniti nella primaguerra mondiale lo induce a tornare inpatria. Entrato nella diplomaziastatunitense, viene inviato in Svizzera, dadove comincia a tessere le sue primeragnatele internazionali. In questa veste,stipula con l'impero austro-ungarico unaserie di accordi segreti che gettano le basiper il trattato di pace firmato a Versailles.Proprio alla Prima Guerra Mondialerisale un aneddoto piuttosto indicativo dellapersonalità e dello stile di Allen W. Dulles.Nel 1917, una mattina, un esule russo bussaalla porta della legazione americana diBerna, chiedendo udienza. Dulles, dovendoscegliere se perdere mezz'ora con un noiosoprofugo antizarista o rispettare il suoappuntamento per una partita a tennis conun'avvenente segretaria di ambasciata,sceglie senza esitazione quest'ultimoimpegno. Solo in seguito Dulles apprendeche il solitario russo altri non era cheVladimir Ulianov, più noto come Lenin,che di lì a poco avrebbe rovesciato lo zarguidando la Rivoluzione d'Ottobre.Nessuno sa quali sentieri avrebbe potuto19percorrere la storia, se solo Dulles avesserinunciato alla partita di tennis.Dulles farà tesoro di questo errore e,durante il secondo conflitto mondiale, presteràmolta attenzione a tutti coloro che sipresenteranno alla porta dell'ambasciataamericana in Svizzera offrendo informazioni.Ma, alla fine degli anni ‘10, negli Stati Unitiancora non esiste il concetto di agente segretocome attività professionale in tempo di pace. Adifferenza di altri paesi, come ad esempiol'Inghilterra, dove esiste la radicata tradizionedell'Intelligence Service, sulla sponda oppostadell'Atlantico le spie vengono scelte tra imilitari o i diplomatici ogni volta che ce n'èbisogno. Come molti colleghi, Dullesabbandona l'intrigo internazionale: dopo un paiodi anni a Istanbul, rientra in America e cominciaa esercitare la professione di avvocato. Nel1926, all'età di 33 anni, entra nello studio legaleSullivan & Cromwell, uno dei più importanti diNew York.Ma quando le forze dell'Asse scatenanola seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti sitrovano costretti a organizzare rapidamente unservizio segreto in grado di affrontarel'imponente apparato nemico. E Dulles, ormaiquasi cinquantenne, è pronto a tornare in azione.Siamo nel luglio 1941: il presidenteRoosevelt dà vita all'Office of the Coordinationof Information, destinato nel giro di un anno atrasformarsi in un'organizzazione più articolatadenominata Office of Strategic Services, in siglaOSS. A dirigerlo viene chiamato il colonnelloWilliam Donovan, l'ufficiale americano piùdecorato nella prima guerra mondiale. Donovan,di professione avvocato, noto anche con ilsoprannome di “Wild Bill” (Bill il selvaggio) siavvale della preziosa consulenza di un collegadell'Intelligence Service britannico, WilliamStephenson, detto “Little Bill” (Bill il piccolo),che lo aiuta ad allestire rapidamenteun'efficiente rete di spionaggio. WilliamStephenson, di stanza a New York, riceve prestola visita di due esponenti da Londra:l’ammiraglio Godfrey, capo del NID (NavalIntelligence Division) e il suo giovane bracciodestro Ian Fleming (sì, proprio lui), la cuiconsulenza si rivelerà preziosissima.I ranghi dell'OSS vengonofrettolosamente riempiti di avvocati newyorkesi,di intellettuali alla moda della East Coast e diuna buona dose di affiliati alla massoneria, ipiù qualificati in fatto di società segrete.Non viene dimenticato uno degli uominichiave della prima guerra mondiale,l'avvocato Allen W, Dulles: Donovan lorichiama rapidamente in servizio e lo inviaa Berna. La sua copertura sarà il ruolo diassistente dell'ambasciatore americano inSvizzera. La sua vera missione sarà dirigerela sezione elvetica dell'OSS, puntonevralgico della rete di informazioniamericana in Europa.“La spia” scriverà Dulles nel suo articolosu Life “non si può permettere di diventarel'oggetto delle attenzioni di voluttuosesignore che gli rivolgono la parola in un baro saltano fuori dagli armadi nelle camered'albergo. La maggior parte delle grandispie della seconda guerra mondiale eranod'aspetto insignificante, prudenti in quelloche facevano e nelle persone cheavvicinavano... Ma tutte le regole hannoun'eccezione.” È interessante rilevare cheDulles stesso fa parte delle eccezioni. Alsuo arrivo a Berna, nel 1943, non fa nullaper nascondere il suo ruolo di agentesegreto in cerca di informazioni: laSvizzera, come il Portogallo, è un paeseneutrale e come tale è divenuto una sorta dilibero mercato delle informazioni. Questavolta Dulles non intende ripetere l'incidentedi Lenin e si mette a disposizione dichiunque come potenziale acquirente dinotizie segrete. Immediatamente il suoufficio viene assediato dagli informatori,che Dulles esamina, interroga e valuta pergiudicare quanto credito si possa dare aciascuno di loro. In breve tempo l'OSSacquisisce una spaventosa rete di infiltrati edoppiogiochisti che operanoclandestinamente contro la Germania. Alvertice di questa rete c'è Allen Dulles, ilgentiluomo americano che si può incontrareal cocktail-party dell'ambasciata. Non perniente gli agenti inviati dietro le lineenemiche ritengono che la sigla OSSsignifichi in realtà Oh, so social (“Oh, chemondani”), visti i passatempi dei lorosuperiori.Uno dei compiti principali di Dullesè informarsi sulle attività antihitlerianeall'interno della Germania: scoprire quali20membri del personale diplomatico e dellegerarchie militari fossero veramente a favore delnazismo e quali invece si opponessero allapolitica del dittatore. Tra questi uomini sinasconde un misterioso informatore, cui Dullesattribuisce il nome in codice “George Wood”: sitratta di uno stretto collaboratore di JoachimVon Ribbentrop, ministro degli Esteri, chefornisce a Dulles copie dei messaggi scambiatitra il ministero e alcune ambasciate tedesche nelmondo. Tra questi, un telegrammadell'ambasciatore ad Ankara, Franz Von Papen,da cui l'uomo dell'OSS apprende una notizia dienorme importanza: l'esistenza di “Cicero”, spiainfiltrata nell'ambasciata inglese in Turchia, cheverrà rapidamente neutralizzato.Usando le tecniche già collaudate durante laguerra precedente, Dulles diventa anche uncanale per trattative diplomatiche segrete tra ipaesi in guerra. Nel maggio 1944, riceve dall'excapo di stato maggiore della Wehrmacht,generale Beck, un completo rapporto sullecondizioni dell'esercito tedesco e sullepossibilità degli Alleati di invadere laGermania. Il piano di Beck favorirebbel'avanzata degli americani a ovest, per contenerequella dei russi a est. Ma i comandi alleati nonritengono opportuno assecondarlo.Grazie ai suoi contatti con gli antinazistitedeschi, Dulles riesce a conoscere in anteprimatutte le azioni contro Hitler, compresa lasfortunata “Operazione Valchiria”, il fallitoattentato al dittatore preparato dai verticidell'esercito tedesco. Con la collaborazione delprincipe Maximilian Hohenlohe, Dulles entra intrattative con la Resistenza tedesca, un passofondamentale in previsione dell'avanzata degliAlleati. Ma il colpo più clamoroso è quello del“Dossier Bergier”, il memoriale inviato daDulles a Washington, con tutte le informazioniriguardanti i progressi tedeschi nellapreparazione dei missili V1 e delle V2. IlDossier Bergier permette agli Alleati dibombardare e distruggere il centro di ricerche diPeenemunde, assestando un colpo decisivo allaproduzione nazista di armi segrete.Dulles è attivo anche sul fronte italiano:nel novembre del 1943 incontra a Lugano dueesponenti del Partito d'Azione, Ferruccio Parri eLeo Valiani, per coordinare una serie di aiuti aipartigiani. Gli americani non condividonol'interesse di Dulles per la Resistenza italiana,ma l'incontro avrà comunque importanticonseguenze: nel marzo del 1945, duranteuna trattativa segreta svoltasi nel CantonTicino tra agenti dell'OSS e ufficiali delleSS, Dulles pone come condizioneirrinunciabile la liberazione di Parri, che dilì a pochi mesi diverrà capo del governodell'Italia liberata. Un dettaglio nonirrilevante, al centro di un ampio pianoattivato da Dulles a partire dall'autunno del1944: i negoziati per la resa delle truppetedesche in Italia. Per questo suo ultimotrionfo Dulles verrà decorato dal presidenteTruman il 18 luglio del 1946.Alla fine della guerra si scatena unfenomeno senza precedenti nella storia. Iservizi segreti fanno a gara per impadronirsidegli uomini più importanti del regimenazista. Russi e americani si contendono gliscienziati che potranno concedere all'una oall'altra superpotenza la supremaziatecnologica. Questo è l'obiettivo di dueoperazioni di recupero organizzate daDulles, denominate “Overcast” e“Paperclip”. Ma anche i militari sono moltoquotati, per il patrimonio di informazioni dicui dispongono riguardo ai paesi che, fino apoco prima, erano alleati, URSS in testa. Ilprezzo da pagare in questi casi può esseremolto imbarazzante: garantire l'impunità aindividui che la storia hainequivocabilmente consacrato comecriminali. Gli stessi servizi segretibritannici non esitano a sostenerel'organizzazione chiamata ODESSA,specializzata nel portare in salvo i membridelle SS. Donovan e Dulles allestiscono lacosiddetta “Ratline” (la linea del topo),dimostrazione di come la convenienzastrategica rifugga da ogni considerazioneetica: tra coloro che se ne servono perfuggire c’è anche Klaus Barbie, criminaledi guerra meglio noto come “il boia diLione”, abilmente riciclatosi comeinformatore degli americani.Ma il colpo più brillante messo a segnodall’OSS. in questa caccia al nazista è ilreclutamento di Reinhard Gehlen, capodurante la guerra di un servizio diinformazioni militare tedesco, inconcorrenza col leggendario Abwehrdell’ammiraglio Wilhelm Canaris. Gehlen,21definito da Dulles “il miglior specialista tedescodi questioni russe”, dispone di una rete ancoraefficiente di infiltrati tedeschi in UnioneSovietica e nel maggio 1945 cede agli StatiUniti quasi tutto il suo archivio. Dulles lomanda a Washington nel corso dell'estate,dopodiché lo farà mettere a capodell’Organizzazione Gehlen, nucleo originariodel BND, il servizio segreto della GermaniaFederale.Alla fine della guerra l'OSS è diventatacosì grande e potente da destare l'invidia deldirettore dell’FBI, J. Edgar Hoover. Dietro lesue pressioni, l'OSS viene sciolto, “Wild Bill”Donovan conclude la sua carriera comeambasciatore in Tailandia, mentre Dulles torna afare l'avvocato. Il ristretto CIG (CentralIntelligence Group) attivato il 23 gennaio del1946 sotto la direzione dell'ammiraglio SidneySouers, si rivela però insufficiente a sostenere leesigenze della Guerra Fredda. Il 26 luglio 1947l'ammiraglio Roscoe Hillenkoetter entra inservizio come direttore della CIA (CentralIntelligence Agency), il cui operato sisovrappone però a quello di altre organizzazionistatali. Per risolvere questi problemi dicompetenze, nel 1948 il presidente Trumanincarica Allen W. Dulles di compiere uno studiosulla questione. Dulles consegna il rapporto nel1949 e la maggior parte dei suoi suggerimentivengono accolti. Nel 1950, quando la direzionedella CIA viene affidata al generale WalterBedell-Smith, a Dulles viene offerto il posto divicedirettore. Dulles occupa questa carica dal1951 al 1953, anno in cui il generale va inpensione e il sessantenne avvocato losostituisce, diventando quindi il primo direttoredella CIA di provenienza non militare.Tra i suoi primi provvedimenti c'è anchequello di dare un nuovo impulso all'agenziareclutando personale giovane e ben preparato: aimigliori studenti di tutte le universitàstatunitensi viene offerto di seguire un corsodenominato JOT (Junior Officer Training) perdiventare agente “di carriera” della CIA. Auomini e donne viene offerta pari opportunitàall'interno dell'organizzazione. E, per quantoriguarda gli agenti dei servizi segreti rivali,quelli dei paesi oltre la Cortina di Ferro, Dulleslancia una sorta di messaggio pubblicitario:“Saranno i benvenuti!”Ma Dulles dà molta importanza ancheagli agenti che definisce “transfughi sulposto”: uomini e donne contrari alla politicaimperialista adottata dal mondo comunista,spesso marxisti in crisi alla vigilia diepurazioni, che decidono di passareinformazioni all'Occidente senza rinunciarea vivere in patria. Non c'è da stupirsi se, inun incontro alla Casa Bianca tra Dulles e ilpremier russo Kruschov, nel settembre1959, quest'ultimo propongaprovocatoriamente al direttore della CIA dimettere in comune i loro servizi segreti, inmodo da non pagare due volte gli stessiagenti.Attento alla qualità delle risorseumane, Dulles si preoccupa tuttavia anchedella modernizzazione delle tecniche dispionaggio. Dopo avere incontrato IanFleming a Londra (ma Dulles era da tempoun suo ammiratore) il direttore della CIAconfessa di avere cercato di copiarel'automobile usata da James Bond inMissione Goldfinger, chiedendo agli espertidella C.I.A. di realizzare un segnalatoreelettronico mobile analogo a quello montatosull’automobile di 007.Tra i grandi successi di Dulles, il piùbrillante è quello dell'operazione “BerlinTunnel”, attuata in società con l'IntelligenceService inglese: nel 1955 un gruppocomprendente i britannici John Wyke eGeorge Blake e gli americani Bill Harvey eRichard Helms (futuro direttore della CIA)scava una galleria sotto il settore sovieticodi Berlino e colloca una serie di microfonisotto il comando generale dei servizi segretirussi nella Germania Est. Per molto tempogli agenti di Dulles intercettano tutte leconversazioni all'interno dell'edificio. Finoa quando, nell'aprile dell'anno seguente, ungruppo di soldati sovietici non scopre “percaso” le installazioni di ascolto: in realtà, adare loro l’informazione è stato lo stessoagente inglese George Blake, poismascherato come doppiogiochista.Tra le grandi sconfitte va inveceregistrato, il primo maggio 1960,l'abbattimento dell'aereo-spia U2, in volo diricognizione sopra l'U.R.S.S., con laconseguente cattura del pilota, Gary22Powers, processato pubblicamente dai sovietici,preludio a tempi ben più infelici.Proprio in questi anni lo spionaggioavventuroso (di “cappa e spada” o “maschere epugnali”, come usavano dire gli agentidell'OSS) lascia il passo all'intervento direttonella politica di altri paesi. Nel 1953 l'agentedella CIA Kermit Roosevelt organizza in Iranl'operazione Ajax, per abbattere il governo diMuhammad Mossadeq, riportando al potere loscià Reza Pahlevi e riprendendo il controllodelle attività petrolifere. L'anno seguente, inGuatemala, il golpe di Castillo Armas,appoggiato dalla CIA, abbatte il filosovieticoJacobo Arbenz Guzman, sostituendolo con ungoverno favorevole agli USA. Nel 1960, Dullesdà ordine ai suoi agenti nel Congo di eliminareil leader comunista Patrice Lumumba, la cui“rimozione” è considerata un obiettivo primario.Nel 1961, la mano della CIA pilota il colpo distato dei generali francesi in Algeria. La guerrafredda si combatte, secondo una fredda ragiondi stato, contendendosi una nazione dopo l'altra,golpe dopo golpe.Ma nel 1961 Dulles, rimasto al verticedella C.I.A. dopo il cambio della guardia traEisenhower e Kennedy alla Casa Bianca, sigioca la carriera sulla scacchiera di Cuba. Dalprimo gennaio 1959 la dittatura di FulgencioBatista è crollata sotto la spinta dellarivoluzione guidata da Fidel Castro e “Che”Guevara, trasformando Cuba da parco deidivertimenti degli americani (e zona di liberoriciclaggio per i gangster statunitensi) in basecomunista nei Caraibi, a 150 chilometri dallaFlorida. Numerosi esuli cubani premono perchéla CIA appoggi la loro invasione dell'isola.Contrariamente ai consigli saggiamentepacifisti che lo stesso Ian Fleming (che sottosotto prova una certa simpatia per irivoluzionari) aveva dato a John FitzgeraldKennedy, Dulles convince il giovane presidenteche l'operazione è possibile. Risultato: il 15aprile del 1961 gli anticastristi tentano unosbarco alla “Bahìa de los Cochinos”,letteralmente la “Baia dei Porci”. La loroavanzata viene fermata molto presto el'invasione si trasforma in un imbarazzantefiasco per l'amministrazione Kennedy. Ilpresidente esprime a Dulles il propriodisappunto e nel giro di alcuni mesi il direttoredella CIA rassegna le proprie dimissioni. Dullesconclude la propria carriera nellospionaggio internazionale ricevendo lamedaglia della National Security dallostesso presidente Kennedy. Nel frattempo;l’FBI, per ordine di Kennedy, spazza viatutti i campi di addestramento per esulicubani gestiti dalla CIA, creando un certoscompiglio nella cosiddetta Intelligencecommunity americana.A Dulles non resta che andare inpensione e scrivere libri, continuando asmentire il proprio coinvolgimento nelladisfatta cubana. Pubblica L’arte del serviziosegreto (edito in Italia in quegli anni daGarzanti, NdR), nella cui lettura indulge lostesso James Bond nell’ultimo capitolo deL’uomo dalla pistola d’oro, e cura dueantologie, Storie vere di spie e Grandistorie di spie (all’epoca edite anch’esse daGarzanti, NdR).Il suo ultimo incarico pubblico ècome membro della Commissione Warren,durante l'inchiesta sull'assassinio diKennedy, episodio in cui, non vadimenticato, qualcuno vede la mano dellaCIA. Non c’è troppo da stupirsi, dunque, segli agenti della “Compagnia” coinvoltinell’inchiesta muoiono tuttiprematuramente, o sono assolti, o entrambele cose...L'organizzazione a cui Dulles hadedicato la propria esistenza ormai vive divita propria. Le spie, al di fuori deiromanzi, sono sempre più diverse daigentiluomini al cocktail-party in ambasciatae si muovono tra satelliti e burocrazia,giochi di potere e ragion di stato. Niente piùsmoking, ma piuttosto il gessato deigangster come Sam Giancana e JohnnyRoselli, coinvolti in sordide alleanze perabbattere Fidel Castro e per gestire illucroso traffico di droga tra il Vietnam e gliUSA. Quando Dulles muore, nel 1964, nelmondo non c'è più posto per un gentlemansecret agent alla James Bond, al di fuoridella letteratura e del cinema.