La Rolls Royce d’oro

Di: Corrado Fenici

rollroyce1Nel film-mito Goldfinger del 1964, il "baddy" di turno, mister Auric Goldfinger, gioielliere internazionale e in realtà contrabbandiere d'oro al servizio della Repubblica Popolare Cinese, si mette a giocare con l'oro del mondo, i depositi americani di Fort Knox: intende assaltarli e, tramite una bomba nucleare, renderli radioattivi e quindi inservibili per decenni. Lo scopo di questo ambizioso progetto, la cui improbabilità è una delle tante facce dell'ironia che caratterizza il film (improbabilità eguagliata, secondo me, soltanto con il ben più recente Goldeneye, nelle scene del teaser in cui Brosnan si getta con la Cagiva da un dirupo per salire su un aereo che sta precipitando), è quello di moltiplicare il valore del proprio oro, custodito in vari forzieri del pianeta, nonché nella carrozzeria della sua personalissima auto, una superba Rolls Royce Phantom III Sedanca de Ville del 1937. Incontriamo quest'augusta (già allora) veterana davanti alla club house del Royal St Mark's Golf Club (in realtà Stoke Park, nel Buckinghamshire), al termine del match play tra Bond e Goldfinger. La vettura, nel doppiaggio conneryano ad opera del compianto Pino Locchi, viene purtroppo introdotta con un errore, un "blooper": Bond che, per formazione e per passione, è un esperto d'auto, individua subito, rivolgendosi a Goldfinger, il "fantasma" inglese, ma nella versione in italiano del film la chiama "Phantom centoundici", evidentemente una svista del doppiatore che ha scambiato le tre cifre romane per numeri arabi. La Rolls tipo Phantom III apparve al salone di Londra del 1935, allorchè la casa costruttrice ritenne necessario adeguarsi alle esigenze del mercato, sull'esempio delle altre case automobilistiche più prestigiose, producendo una vettura di serie a dodici cilindri a V; fino ad allora la Rolls non aveva mai ammesso deroghe all'architettura "classica" a 6 cilindri in linea, fin dal tipo Silver Ghost, passando attraverso la Phantom I, la piccola Twenty e la Phantom II. Il suo motore a valvole in testa aveva una cilindrata di 7.340 cc e sviluppava circa 165 cv. Il nuovo tipo offriva eccellenti prestazioni, con una velocitàrollroyce2 massima tra i 145 e i 165 Km/h. Il dilemma stava nel fatto che la vettura era pensata principalmente per le tortuose strade inglesi e tali velocità da brivido potevano essere sopportate dalla meccanica, alquanto sofisticata, solo per brevi tratti. Fu per questo che non tardarono le lamentele dai "frettolosi" clienti del continente, in particolare dai crucchi, che si ritrovavano appiedati lungo le autobahn. La Phantom III fu prodotta fino al 1939 in 717 esemplari (più 10 vetture sperimentali). Si era ancora, in quegli anni, nei tempi in cui la ditta costruttrice si limitava a fornire lo chassis, per la carrozzeria ci si doveva rivolgere ad uno dei professionisti più in voga (ad esempio Barker, Hooper, Freestone & Webb, Gurney Nutting). Il modello di carrozzeria Sedanca de Ville di Goldfinger, in particolare, fu realizzato dal carrozziere Barker di Londra su ordinazione di Huttleston Broughton, primo Lord Fairhaven, di Anglesey Abbey, vicino a Cambridge.

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