LA PANTERA ROSA SFIDA L’AGENTE 007


di Andrea Carlo Cappi
L’unica serie cinematografica nata negli anni ’60 che tenti di competere con 007 è quella dedicata all’ispettore Clouseau, creata e diretta da Blake Edwards. Dopo il successo de La pantera rosa (The Pink Panther), viene girato rapidamente un ottimo sequel Uno sparo nel buio (A Shot in the Dark, 1965), cui si aggiungerà un meno efficace Clouseau “rivale”, L’infallibile ispettore Clouseau (Inspector Clouseau, 1968, di Bud Yorkin), con Alan Arkin al posto di Sellers.
È inevitabile che la serie, prodotta dalla United Artists e girata in Inghilterra, abbia un certo numero di scambi con il cast di James Bond. Il primo a fare il doppio gioco è Burt Kwouk, cattivo in Goldfinger, Casino Royale e Si vive solo due volte, ma
ben più noto come Kato, il maggiordomo esperto di arti marziali al servizio dell’ispettore Clouseau. Nel 1966 i due interpreti de La Pantera Rosa originale si ritrovano sul set di Casinò Royale, David Niven (sir Charles Litton) nel ruolo di Bond e Peter Sellers (l’ispettore Clouseau) in quello di Tremble. Con loro c’è Woody Allen, autore non accreditato di alcune battute dello script de La Pantera Rosa. La moglie di Sellers, in quel periodo, è Britt Ekland, che col marito ha lavorato in una commedia stile “Pantera Rosa”, Caccia alla volpe (After the Fox, 1966, di Vittorio De Sica), un film che godeva di una sequenza titoli di Maurice Binder. Dopo il divorzio la Ekland, memore forse del fatto che Sellers detestava Bond, cade nel 1974 tra le braccia di Roger Moore ne L’uomo dalla pistola d’oro.
Il nuovo film della serie, La pantera rosa colpisce ancora (Return of the Pink Panther, 1975, di Blake Edwards), in cui David Niven è temporaneamente sostituito da Christopher Plummer, è in parte ambientato a Gstaad, una delle località predilette da Roger Moore. Clouseau non incontra il suo “rivale” 007, ma posa gli occhi su Catherine Schell, una delle numerose attrici lanciate da Al servizio segreto di Sua Maestà.
L’episodio seguente La Pantera Rosa sfida l’ispettore Clouseau (The Pink Panther strikes Again, 1976) è dichiaratamente una parodia dei film di 007: ormai definitivamente condotto alla follia dall’incapacità di Clouseau, il suo ex superiore, l’ispettore capo Dreyfuss (Herbert Lom) organizza una rete criminale simile alla SPECTRE., con sede in un castello in Germania. Quindi rapisce uno scienziato per fargli portare a termine il progetto di uno spaventoso raggio della morte, che usa per cancellare il palazzo delle Nazioni Unite a New York e si appresta a scatenare su Londra. Il film è pieno di citazioni bondiane, comprese le scarpe alla Rosa Klebb. E mentre l’ispettore sta per intrattenersi con una bella spia russa, il commento musicale è cantato dal tonante Tom Jones. Per la cronaca, Dreyfuss viene sconfitto da Clouseau e disintegrato, anche se riapparirà in ottima forma nell’episodio successivo, La vendetta della Pantera Rosa (Revenge of the Pink Panther, 1978).
Sellers muore durante la lavorazione di Sulle orme della Pantera Rosa (Trail of the Pink Panther, 1982), un film completato alla bell’e meglio grazie alla partecipazione di Joanna Lumley, altra attrice lanciata da Al servizio segreto di Sua Maestà. Il produttoreregista Edwards si ritrova col dilemma di un’impossibile successione. Ma è proprio Roger Moore a interpretare in modo sorprendente l’ispettore Clouseau (dopo una plastica facciale che lo fa assomigliare… a Roger Moore) in un breve cameo nel successivo Pantera Rosa-Il mistero Clouseau (Curse of the Pink Panther, 1983). L’apparizione di Roger
Moore, che replica perfettamente tutti i tic che Sellers ha attribuito al suo personaggio, è l’unico momento divertente del film, peraltro nuovamente decorato dalla presenza di Joanna Lumley. A poco servirà reclutare Roberto Benigni per l’ultimo sequel, Il figlio della Pantera Rosa (Son of the Pink Panther, 1993). 007 batte Clouseau 25 a 9.

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