La Rolls Royce d’oro
Di: Corrado Fenici
Suo padre, Urban Hanlon Broughton, ingegnere, fece fortuna in America a cavallo tra ottocento e novecento e sposò,
come se ciò non bastasse, un'ereditiera di New York, Cara Leland Rogers. Da lei ebbe due figli, il maggiore dei quali è il nostro Huttleston. La famiglia tornò in Inghilterra nel 1912, dove, tre anni dopo, Urban fu eletto parlamentare tra i Conservatori. Urban morì improvvisamente nel gennaio del 1929, poco prima di ricevere il titolo baronale, che venne conferito al figlio maggiore, il quale diventò così pari d'Inghilterra, appunto primo Lord Fairhaven. I due fratelli investirono gran parte della fortuna ereditata nella villa di Anglesey, nella quale raccolsero una vasta collezione di opere d'arte statiche (mobili e quadri, soprattutto) e, a quanto pare, anche mobili, vedi la splendida Rolls con livrea gialla e nera. Fairhaven tenne la vettura fino al 1962, quando fu acquistata dalla EON Productions per il film Goldfinger. La Rolls fu poi venduta nel corso di un'asta di Sotheby's, il 28 giugno1986, a tale Steven Greenburg, co-proprietario del New York Palladium, per la neanche, in fondo, esagerata cifra di 121,000 $ (oggi per avere una nuova Phantom - gruppo BMW - occorre alleggerirsi di circa 400.000 euro in Italia). Dopodiché se ne perdono le tracce, finchè la ritroviamo, nuovamente nel vecchio continente ma con una livrea
leggermente diversa, alla mostra "James Bond Cars at Beaulieu" presso il National Motor Museum di Beaulieu, dal novembre 2000 all'aprile 2001. La parte superiore del cofano motore è stata ri-dipinta interamente in nero, estendendo alla parte anteriore il motivo bi-cromatico del resto della vettura. Inoltre, i pneumatici hanno una fascia bianca sul lato. E' in questa versione che la Corgi, tornata forse all'accuratezza di un tempo, l'ha recentemente riprodotta in pressofusione in scala 1:43, con tanto di Oddjob in procinto di lanciare il cappello a cilindro. Curiosamente, sul fondo del modello, è riportata la dicitura "Phantom 111": la casa produttrice si è attenuta troppo fedelmente al doppiaggio italiano! Bond, al golf club, riesce ad applicare un segnalatore nel bagagliaio della Rolls, che gli permette di seguire le tracce di Goldfinger fino in Svizzera, tenendosi, con la sua Aston DB5, fuori portata visiva. Arrivato alla sede della Auric Enterprises, Goldfinger assiste allo smontaggio della carrozzeria della Rolls, che si rivela composta di parti d'oro massiccio, destinate ad essere impietosamente fuse: la Phantom costituiva dunque un mezzo, seppur originale, per trasportare clandestinamente il metallo prezioso. E' un po' triste pensare che, dopo sei millenni di onorato servizio come ago della bilancia dell'economia del mondo, l'oro sembra oggi essere arrivato sulla soglia della pensione. Non che abbia perso valore, anzi oggi il suo prezzo di mercato è il più alto dal 1987; il problema è che non serve quasi più a nessuno; lo snobbano le banche centrali, a corto di finanza creativa e impegnate a svuotare i loro caveau dall'oro per diversificare le riserve: la Svizzera ne ha messe sul mercato oltre mille tonnellate, la BCE ne ha svendute 47 per tappare
i buchi dell'euro. I mercati finanziari stessi fibrillano più per i capricci dell'oro nero che per le oscillazioni nelle quotazioni dell'oro giallo. Le circa 2400 tonnellate che vengono estratte ancora ogni anno (700 solo in Sudafrica) prendono ormai le direzioni più varie, anche se l'Italia continua a far la parte del leone tra i paesi trasformatori (tra Arezzo e Valenza se ne lavora ogni anno qualche centinaio di tonnellate). Si può attribuire l'inizio di questo "declino" all'ex-presidente Richard Nixon, il quale, già nel 1971, pose fine al dogma della convertibilità, quello in base al quale ogni dollaro (e quindi ogni altra valuta) doveva essere "trasformabile" in un corrispondente quantitativo d'oro, conservato come garanzia nei forzieri della Federal Reserve o nei depositi a metà strada tra fantasia e realtà stile Fort Knox. Oggi l'oro è ridotto al rango di materia prima come tante altre: basta pensare che vale la metà del platino, molto meno del rodio, poco più del palladio o dell'iridio. Forse oggi il progetto di Goldfinger non giustificherebbe l'intervento di un agente con il "doppio zero".