LICENCE TO KILLIGREW

di Andrea Carlo Cappi

La nostra newsletter si chiama Quarterdeck, che, come sapete, è il nome della residenza fuori Londra dell’ammiraglioMiles Messervy. Ma forse non sapete che “quarterdeck”, vocabolo abitualmente in uso nella marina britannica, è ilponte a poppa della nave occupato dagli ufficiali: in italiano, con vocabolo assai meno suggestivo, si può tradurre“càssero”. Il “quarterdeck” è dunque la posizione da cui ammiragli e capitani danno gli ordini ed è il teatro di buonaparte delle vicende narrate in quel genere letterario denominato” avventure di mare”.I romanzi “marinari” sono sempre di moda nei paesi anglosassoni.Qualcuno ne ricorderà forse il personaggio più celebre, il capitanoHornblower, protagonista di una saga narrata dal romanziere CecilS. Forester e di un celebre film interpretato da Gregory Peck.Anche fuori dal mondo anglosassone, a dire il vero, si erano scrittiromanzi di avventure di mare: in Francia c’erano quelli firmati daJules Verne e in Italia i grandiosi cicli di Emilio Salgari. Il buonEmilio, per anni erroneamente classificato come “scrittore perl’infanzia” e oggi vergognosamente dimenticato, aveva tuttaviauna predilezione per i pirati e i corsari e i suoi protagonisti eranoindiani, malesi, portoghesi o italiani… mentre gli anglosassonierano spesso i cattivi. (A proposito, per chi volesse fare un tuffonel passato e riscoprire Salgari, un’ottima occasione è il nuovonumero di M-Rivista del mistero, in libreria da metà giugno daEdizioni Addictions). Ma, mentre da noi nessuno si dedica piùquesto tipo di narrativa, i britannici non l’hanno mai abbandonata.Ha avuto grande successo anche in Italia, per esempio, il ciclo diromanzi di Patrick O’Brien dedicati a due ufficiali della RoyalNavy.Ma da qualche tempo, sulla scena letteraria mondiale, è apparso unautore che non può assolutamente sfuggire a voi lettori diQuarterdeck e, in generale, agli appassionati dell’agente 007. Ilsuo nome è Jonathan Lunn, il suo editore italiano è Sonzogno e ilsuo personaggio si chiama Christopher “Kit” Killigrew.I romanzi di Lunn raccontano avventure di mare degne di Cecil S.Forester e Patrick O’Brien, con una perfetta miscela di intrighi edesotismo che non sarebbe dispiaciuta a Ian Fleming. Il tenente KitKilligrew è un vero James Bond dell’età vittoriana, un ufficiale dimarina che spesso e volentieri viene scelto dall’Ammiragliato per incarichi spionistici estremamente delicati, alservizio segreto di Sua Maestà la Regina Vittoria. Il paragone con 007 non è affatto casuale: la struttura e certesituazioni ricordano da vicino i rapporti di Bond con le donne, l’atteggiamento di Bond verso i cattivi e, soprattutto,certi meccanismi e certi colpi di scena a cui lo 007 letterario e cinematografico ci hanno abituati da cinquant’anni aquesta parte. Il merito di Lunn è proprio quello di avere recuperato la matrice avventurosa che si trova all’interno deiromanzi di Fleming e averla ricondotta al suo contesto originario. Bond è un comandante della Royal Navy in azionenel mondo moderno, Killigrew è un tenente nella Royal Navy in un’epoca in cui si usava ancora la navigazione a vela,ma gli intrighi e i complotti non erano meno subdoli di quelli di oggi.A testimonianza dell’influenza che 007 ha avuto su di lui, in una nota in apertura del suo primo romanzo Lunn citaL’uomo dalla pistola d’oro, il suo “primo” 007, e ringrazia George MacDonald Fraser (autore di numerosi romanzistorici, oltre che co-sceneggiatore di Octopussy), oltre che John Barry e David Arnold, ognuno a suo modo suoiispiratori.Il primo libro, nell’edizione originale intitolato semplicemente Killigrew, RN, nell’edizione appena giunta nelle librerieitaliane diviene La rotta del leopardo: un bel romanzo storico d’avventura, ambientato sulle coste atlantichedell’Africa e a Londra nel XIX secolo. Originale per la scelta dell’argomento, la lotta della Royal Navy contro imercanti di schiavi, è condito con un certo numero di situazioni tipiche del genere e molto ben documentato, agiudicare dalla precisione con cui sono descritti personaggi, usanze e luoghi. Nella prima parte aderisce in pieno algenere delle avventure marinare, mentre nella seconda assume più chiaramente una struttura “alla James Bond”:cattura dell’eroe nella fortezza dei cattivi, fuga, cattura dei suoi alleati, ritorno dell’eroe alla fortezza coi “nostri” egrande battaglia finale, cui si aggiunge l’ultimo assalto a sorpresa di un cattivo superstite, quando tutto sembrava4felicemente concluso. Il romanzo mantiene ininterrottamente ritmo e suspense per tutta la vicenda e invoglia allalettura delle successive avventure del protagonista.Centro assoluto della vicenda è dunque il tenente Christopher “Kit” Killigrew, ultimo di una stirpe di ufficiali dimarina, il cui padre ha combattuto nelle guerre napoleoniche prima di diventare marinaio di ventura in America Latinae in Grecia, nelle locali guerre di indipendenza. La madre di Kit Killligrew è, appunto, greca, motivo per cui il giovanetenente (non ancora trentenne) viene spesso malvisto nei circoli più snob della marina inglese: il suo comportamento,violento quando occorre, o qualsiasi suo difetto sono regolarmente imputati a quella percentuale di sangue nonbritannico, con una punta di razzismo tipicamente inglese. Va infatti osservato che, se il romanzo descriveromanticamente le imprese della Royal Navy e l’autore si dichiara affascinato da molti dei personaggi del periodovittoriano, il punto di vista non è quello imperialistico-colonialistico abitualmente sottoscritto da questo tipo diletteratura. Anche se gli inglesi sono i “buoni”, contrariamente a quanto avveniva nei romanzi malesi di Salgari, lavisione di certi aspetti della politica nazionale e internazionale è comunque ragionevolmente critica, come si convienea un romanzo scritto alla fine del XX secolo.Ecco la trama. 1847: la nave della marina britannica Tisiphone, che pattuglia le coste africane a caccia di negrieri,intercetta dopo una lunga caccia la Maria Magdalena, imbarcazione che trasporta oltre 400 schiavi verso l’America.Gli schiavi vengono liberati e al tenente Killigrew è affidato il comando della nave catturata e il compito di riportarla aFreetown, Sierra Leone: incarico non facile dato che la nave imbarca acqua e i negrieri hanno ancora qualche assonella manica. Dopo una battaglia a bordo e un incendio, Killigrew riprende in pugno la situazione, ma la nave ormaista affondando. Al giovane tenente non resta che giocare d’astuzia e impadronirsi di un’altra nave negriera, la SaoJoao.Di ritorno a Londra dopo varie avventure, Kit cerca un nuovo imbarco e trova, nel frattempo, Eulalia, un’amica chenon vede da quando entrò dodicenne in marina: una giovane vedova, figlia di un membro dell’alta società. Ma ilcontrammiraglio Napier, conoscendo lo zelo antischiavista di Kit, decide di assumerlo come agente segreto da infiltrarea bordo di una nave sospetta che attende di salpare da Liverpool. L’obiettivo è duplice: scoprire la fortezza segreta diBlack River, dove le navi si riforniscono di schiavi, e identificare un membro della Camera dei Lord che gestiscenell’ombra buona parte del traffico di esseri umani.Con un espediente tipico dei romanzi di spionaggio, Kit dovrà essere espulso dalla Marina e diventare così un marinaio“free-lance” disposto anche a lavori poco puliti. Perciò viene falsamente accusato di omicidio colposo (la morte di unaragazzina investita da una carrozza il cui conducente era ubriaco) di cui era stato semplicemente testimone e fa di tuttoper essere riconosciuto colpevole. Processato, non viene incarcerato per meriti di servizio, ma viene espulso dal suoclub e scacciato dalla Royal Navy.A Liverpool, con vari espedienti, Kit riesce a ingraziarsi il capitano Madison della Madge Howlett e a salire a bordocome secondo ufficiale. Durante il viaggio, la nave raccoglie dopo una tempesta i superstiti di un altro vascello, tra cuiSuzannah Chance (chiamata anche “Miss Chance” come mischance, “occasione perduta”, con un gioco di parole allaIan Fleming). Giunto a Black River, dopo una cena che ricorda da vicino quella tra 007 e il Dottor No in Licenza diuccidere, Kit viene scoperto, ma riesce miracolosamente a fuggire con Miss Chance. Gli verrà in aiuto il cuoco dibordo, il nero Moulineaux. Killigrew dovrebbe chiedere l’aiuto della Royal Navy, ma come può un uomo creduto datutti un traditore presentarsi a coloro che vorrebbero giustiziarlo?Non racconto il resto: vi lascio il piacere di inoltrarvi in territori avventurosi, densi di battaglie di terra e di mare,suspense e colpi di scena.Il secondo volume delle avventure del tenente Killigrew, Killigrew and the Golden Dragon, che da noi uscirà inautunno, è anche superiore al primo. E il paragone con 007 è sempre meno azzardato, dal momento che la vicenda sisvolge a Hong Kong e la posta in gioco è un conflitto tra la Gran Bretagna e la Cina. Vi ricorda qualcosa?Naturalmente tutto è abilmente inserito tra le vicende politiche e i personaggi (veri o verosimili) attivi nella coloniabritannica a metà dell’800.Questa è la trama. 1849: sono trascorsi due anni dagli eventi del primo romanzo. La Tisiphone naviga ora al largo diHong Kong, con a bordo il tenente Kit Killigrew e buona parte dei personaggi secondari incontrati nella precedenteavventura. In particolare guadagna spazio in questa vicenda il vice-chirurgo Strachan, mentre mantiene il proprio ruoloil marinaio di colore Molineaux: entrambi sono fedeli amici del protagonista e, occasionalmente, contrappunto ironicoalle situazioni più drammatiche.La storia si apre nuovamente con uno scontro in alto mare, quando la Tisiphone, a caccia di pirati, affronta una giuncadi temibili pilong che hanno appena saccheggiato una nave diretta a Hong Kong. Killigrew, dando l’assalto alla giunca,salva la vita di Peri, figlia di Framjee (importante mercante d’oppio) rapita dai pilong, e cattura Zhai, capo dei pirati,che giura vendetta su entrambi.Rientrato a Hong Kong, Kit incontra il principe Tan, suo amico dai tempi di una precedente permanenza del giovanetenente nella colonia, e il compagno d’armi Verran, passato al servizio del ricco mercante britannico Bannatyne. Tuttonella colonia dipende dall’oppio, bene di consumo proibito in Cina ma utile merce di scambio per gli inglesi, che lorivendono ugualmente ai cinesi in cambio di tè. Il controllo del prezioso mercato della droga è stato pochi anni primal’innesco della Prima Guerra dell’Oppio, nome con cui la storia ricorda il conflitto anglocinese che portò alla cessionedi Hong Kong all’Impero Britannico. Andatevi a rileggere il dialogo tra M e James Bond in Conto alla rovescia diRaymond Benson per avere un rapido ripasso storico della vicenda.5Mercanti inglesi come Bannatyne o di altre nazionalità come Framjee (parsi indiano, tuttavia nominato sir dalla reginaVittoria) hanno costruito fortune incredibili sull’oppio, occupando posizioni di rilievo nell’alta società della colonia einfluenzandone la politica. Al gran ballo organizzato dalla signora Bannatyne, per esempio, partecipano le autoritàmilitari locali, il governatore e persino l’ammiraglio Huang della flotta imperiale cinese. Invitato insolito è il tenenteKilligrew, che corteggia Peri nonostante si renda conto che per fidanzarsi con lei dovrebbe probabilmente rinunciarealla sua carriera nella Royal Navy. Tutto cambia però quando Zhai riesce a fuggire dalla prigione in cui attende ilprocesso e comincia a mettere in atto le sue ritorsioni. Anche questo vi ricorda qualcosa? Licence to Killigrew?Brutte esperienze attendono il giovane tenente, che finirà schiavo dell’oppio e cadrà nuovamente in disgrazia presso laRoyal Navy, ma grazie ai suoi amici fidati riuscirà a recuperare il proprio role of honour e guidare le fasi finali dellabattaglia contro i pirati e la Triade, evitare il conflitto anglocinese e salvare la vita all’ambasciatore britannico. Vi parepoco?Ancora invece non sappiamo nulla del terzo romanzo del ciclo, a parte il titolo: Killigrew and the Incorregibles. Ma viterremo informati, non temete. Nel frattempo, godetevi le prime due avventure di Killigrew, questo ufficiale di Marina,agente segreto e gentiluomo, sempre rigorosamente al servizio di Sua Maestà.

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