L’avventura italiana di James Bond
Ovvero lo sviluppo l’esplosione e la fine della bond mania
Di:Thomas Carta
Ritornando al «vero» Bond, con Thunderball - Operazione Tuono (che arriva in Italia sul finire del 1965) si registrano i più grandi consensi in assoluto, almeno in fatto di pubblico. Poi, all'improvviso, a partire da Al servizio segreto di Sua Maestà l'interesse cala vertiginosamente. Le cause addotte dagli esperti sono varie. Sean Connery («il più acclamato idolo delle folle», stando alla Rivista del cinematografo), anzitutto, viene sostituito dallo spaesato George Lazenby, la «mammoletta australiana», schernito dai critici per il suo passato di reclamizzatore televisivo di formaggini presso una tivù della sua patria natale. Le «orge di esagerazione intellettualistica cui andò soggetto ai suoi bei giorni», unitamente alle troppe parodie proposte, hanno logorato i fan. E il film stesso non è abbastanza convincente per far sì che gli spettatori lascino la sala soddisfatti. Malgrado il rientro di Connery, in Una cascata di diamanti, che consente un buon ritorno di fiamma specialmente tra le «folle nostalgiche», ci si rende conto di avere imboccato una strada a senso unico: il magic moment è ormai agli sgoccioli, e dal quel frangente in poi, secondo la maggior parte dei giornali, considerando anche il periodo dell'anno in cui i nuovi episodi arrivano nei cinema, si guarda a James Bond alla stregua di un gigantesco giocattolo «squisitamente natalizio». Tutto sommato, in effetti, al debutto degli anni Settanta 007 è già considerato come «un prepotente mito di qualche anno fa».