L’avventura italiana di James Bond

 

Ovvero lo sviluppo l’esplosione e la fine della bond mania

Di:Thomas Carta

bonditalia3Grazie anche al sesso e alla violenza, «elementi propiziatori di straordinario successo commerciale», l'epopea giunge al fatidico 1965, anno in cui viene definitivamente riconosciuta, seppur con i «dovuti» biasimi,come fenomeno di massa: «Missione Goldfinger», annota Cineforum, «è il terzo incontro con il fatto più importante degli ultimi vent'anni sotto il profilo della mitologia cinematografica, cioè del cinema come creatore di miti, di modelli culturali, di tipi di comportamento, e solo in quanto tale mette conto di parlarne con una certa ampiezza». L'impeto di 007 è comunque ormai di portata troppo vasta per sperare di poterlo reprimere a suon di pamphlet, cosicché un'abbondante porzione di critici sposta l'attenzione dal film al pubblico riportando, da un versante, alcuni aneddoti sulle manifestazioni di eccitazione collettiva legate alle proiezioni, e dall'altro versante interrogandosi lecitamente sul come spiegare questo caso senza precedenti. Le cronache del 1965 parlano infatti di maree di spettatori in attesa davanti ai cinematografi, di cinema letteralmente assediati, di persone addirittura disposte a rimanere in piedi per tutta la durata della proiezione pur di non dover attendere fino all'indomani, di babiloniche sale domenicali e di battimani a non finire: «Sabato […], e, ieri, Milano è come impazzita per vedere il film di James Bond Agente 007, missione Goldfinger» dà notizia il Corriere Lombardo. «Pensate che al primo spettacolo, quello delle due e mezzo, il sottoscritto ha trovato un posto in seconda fila, di lato». Pure il Corriere della Sera non può esimersibonditalia4 dal confermare gli «applausi a scena aperta» e l'entusiasmo degli spettatori, mentre nelle città in cui Bond non è ancora in cartellone si fa il conto alla rovescia: «Anche nel circuito torinese», assicura La Stampa, «i botteghini si apprestano a godere per l'arrivo del famoso film inglese a colori Agente 007 Missione Goldfinger, che ha acceso una vera febbre di successo, epidemica s'intende, oggetto di esame da parte dei sociologi. Parrebbe che il pubblico, stanco di troppe pellicole problematiche, abbia trovato il toccasana nel burattino inventato dallo scrittore Fleming […]». Così, mentre il Corriere d'Informazione profetizza che James Bond «certo sarà ricordato nella storia (minima) del costume», persino gli accademici stabiliscono che non è più possibile trascurare un evento di tale portata. Oreste del Buono e Umberto Eco, con la collaborazione di altri sette studiosi, si mettono febbrilmente al lavoro e nell'aprile del 1965, dunque nel breve volgere di qualche mese, sugli scaffali delle librerie è già in vendita Il caso Bond, una raccolti di saggi (che passerà alla storia come il primo instant book italiano) ognuno dei quali analizza uno specifico settore del fenomeno. Particolarmente consono a quanto stiamo dicendo è un passaggio tratto dall'intervento di Lietta Tornabuoni: Le canzoni tratte dalla colonna sonora di From Russia with Love e Goldfinger arrivano subito in testa alle classifiche di vendita di dischi. La sera della «prima» di Goldfinger a Milano la polizia deve intervenire in forza per sedare il tumulto degli spettatori che vogliono entrare ad ogni costo e si picchiano selvaggiamente per conquistare un posto; a Roma il film viene proiettato per tre mesi a sale gremite in quattro cinema di prima visione, gli incassi domenicali di ogni cinematografo arrivano ai nove milioni. La AstonMartin usata da Bond in Goldfinger viene esposta in tutta Italia nel corso di una tournée trionfale, in locali affollati di curiosi: a Milano l'automobile è costretta ad una fuga indecorosa, il pubblico entusiasta ne stava strappando via a mani nude gli accessori e le maniglie.

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