IN VIAGGIO CON LA SPIA AD INSTANBUL

DI Edward Coffrini dell’orto

 

PROLOGO

 

Mancini nel mese di marzo ventila l’ipotesi di andare in missione ad Instanbul. Il vicepresidente della International Peace Academy è turco e probabilmente si terrà una conferenza, organizzata da UN e dintorni, nella seconda metà di agosto. “Cosa dice il tuo Vice della Turchia?” “Gli piace talmente tanto che saranno 35 anni che non ci mette piede” Forse un dubbio sarebbe dovuto venirci… Dopo aver dato una beve lezione di storia al Raschi sul perché gli ottomani e i Troiani si chiamavano così (spiegandogli che i primi erano dei super dotati con 6 mani in più dei comuni mortali. Il leggendario cavallo, era pieno di figli di donne di facili costumi. La troia è la femmina del maiale quella che in toscana chiamano in toscana chiamano maiala ma che nel resto del mondo chiamano Troia… appunto!) lo convinco a venire. Una volta coinvolto il numero uno tra i nemici di scena si mette in moto la missione “viaggio ad Instanbul”. Primo step, scaricare tutti i fotogrammi di From russia with Love e The World is not enough. Secondo, andare a riprendere tutti i dati dal romanzo di Fleming (che è l’unico ambientato da queste parti) e riunire il tutto in un prezioso documento di svariate pagine. Il dossier è pronto. Non resta che contattare li turchi per avere migliori dettagli, prenotare voli e hotel. L’ufficio è a Roma, in piazza della repubblica, proprio dove si svolse la prima di Die Another Day. Dopo accordi telefonici, gli spiego che stiamo preparando un libro sulle locations bondiane, spedisco una mail con il documento (devono mandarlo al loro corrispondente di Istanbul) per individuare i luoghi bondiani e segnarmeli su una mappa. A questo punto per completare l’opera, complice il matrimonio di Adriana, mia amica puntalese di lunga data, mi reco all’ufficio del turismo per tirare le fila. Con la gentilezza sopperiscono alla mancanza di organizzazione, il file non era ancora stato nemmeno aperto, né tantomeno inoltrato ad Instanbul. Quando c’è di mezzo questa piazza, evidentemente, l’e-mail diventa poste italiane o peggio poste di Blofeld… leggere il racconto della prima di DAD per credere. Previdente come una spia ne avevo una copia con me e il lavoro si è rilevato più facile del previsto. (aprire un pdf e stamparlo da queste parti è ancora fantascienza). Salvo sbagliare clamorosamente alcune informazioni e non riconoscere due luoghi che scopriremo, per puro culo, in missione, tutto procede nel migliore dei modi. Poco importa se ci hanno fatto compilare papiri di roba inutile, spediti al ministero del turismo, per accedere e filmare all’interno di alcune locations dove sembrava esserci il divieto di telecamere. Dal momento che ho lasciato l’ufficio Romano sono stato tempestato di telefonate per rispondere alle 8 domande poste negli uffici di Roma. Il problema è che risolvono un problema a telefonata, così quando mi hanno chiamato il giorno prima di partire ero in spiaggia appena uscito dal mare. Alla fine ci siamo accordati per ricevere i permessi in hotel a Istanbul ma il giorno prima della partenza mi hanno chiamato ancora per dirmi che me li avrebbero mandati all’Admiral. “Ma non dovevano mandarli all’Apricot Hotel?” “Mancini non esagerare sono turchi a Roma!” “Beh in effetti hai ragione…” Una volta arrivati nella locations in questione la gente sfoggiava ogni genere di ausilio fotografico senza alcun imbarazzo o problema…a noi hanno semplicemente evitato di pagare il biglietto di ingresso consegnandoci per la gioia del Raschi degli “special guest pass”. In ogni caso sono gentilissimi e la missione è pronta al decollo.

19 agosto day 1

Raschi, che ha prenotato il volo gratis per entrambi con le miglia Alitalia in cambio dell’equivalente punti fragola dell’Esselunga… si lo so che è molto poco bondiano ma regalare 600 euro mi sembrava un’insulto, è in fibrillazione perché non vogliono darci il volo diretto per il rientro e si sono permessi di non darci l’upgrade in Business. In effetti negli ultimi 7-8 anni ha collezionato più voli lui che impianti di risalita io. E io scio molto! Alla fine otteniamo la prima fila della carro bestie e ci giurano che lasceremo il posto centrale libero anche perché, viste le dimensioni, anche Nick Nack (il modello adottato da quasi tutte le compagnie aeree per i sedili dell’economy class) questa volta avrebbe avuto i suoi problemi ad infilarsi. Con soli 20 minuti di ritardo atterriamo all’ATATURK di Instanbul. L’ufficio visto che è chiuso e, visto che è quasi l’una del mattino, ci infiliamo in coda per il controllo passaporti certi che il Memore delle parole del Mancini, “Mi raccomando non dirgli che prima di entrare in Europa devono risolvere la questione Cipro e che comunque se dipendesse da te non li faresti entrare lo stesso, paga e stai zitto altrimenti ci tocca cambiare film e girare il remake di Fuga di  mezzanotte.”, seguo le indicazioni del poliziotto turco. Passando il controllo, la pistola di legno era saggiamente smontata e occultata, ci attende il taxi, così credevamo, con tanto di cartello DELL ORTO. L’apostrofo non c’era ma… beh basta leggere un cartello turco per capire, anzi per non capire nulla. Il taxi promesso dall’albergo, non c’era un taxi bensì un malefico pulmino che ci ha fatto attendere 4 voli prima di lasciare l’aeroporto con soli 55 minuti di ritardo. Fortunatamente qui sono molto attenti al trattato di Kyoto per l’emissione dei gas di scarico nell’atmosfera. Infatti scaricano direttamente dentro il pulmino. Un caldo pazzesco, una puzza della Madonna…” Tira giù il  finestrino.””Sigillato!!!” “Puttana Eva, potevi dirmelo!!!”. Finalmente dopo aver scaricato tutti i passeggeri tocca a noi e così, alle due passate del minuto, prendiamo possesso della stanza in albergo. Il Kristal Palace Hotel utilizzato da Bond, ammesso che sia esistito, ormai è stato divorato delle cimici che lo infestavano già ai tempi del Maestro. Il nostro in compenso non fornisce camere ma loculi, tanto che, per raggiungere il mio letto dal corridoio, mi tocca fare il salto Fosbury con valigia in braccio. “Voglio vedere quando arriva Mancini dove cazzo mette la sua valigia?” La cosa più tragica è che questa è la stanza più grande dell’hotel. Mancini ha assicurato che una volta in patria prenderà a calci i menischi dei suoi amici che ci hanno fornito l’indirizzo. Purtroppo c’è il primo grandpremio di Formula 1 della storia della Turchia “1 lap 2 continents” e chiaramente è in concomitanza con la nostra presenza…” vabbeh tanto per i primi che terremo sarebbe stata sufficiente una doccia con armadietto per i bagagli”. Alle tre del mattino dopo una rapida cenetta spegniamo le luci.Il Bulgaro è il Raschi

 

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