I racconti dall’aldilà
Di:Geoffrey Boothroyd
Negli ultimi 5 anni abbiamo iniziato a collaborare e a modificare l’attrezzatura speciale dei
323 modelli BMW Sulla piccola Z3, oltre ad aver istallato dei missili teleguidati, ho provveduto ad installare un paracadute per aumentare la frenata alle alte velocità. E’ il caso di chiamarlo “NEL BLU DIPINTO DI BLU” infatti la macchina è di colore azzurro cielo e dai pulsanti dall’autoradio è possibile azionare i trucchi che ho installato. Viste le ridotte dimensioni del cruscotto non era possibile celare altrove la pulsantiera dei comandi speciali, quindi abbiamo provveduto a fare delle piccole modifiche al softaware del lettore CD. Lo stesso discorso sulla pulsantiera vale per la Z8, anche se però, in questo caso avevo sfruttato anche la leva del cambio e il volante. Sottolineo avevo perchè quel disgraziato di James è riuscito a farsi letteralmente dividere in due quel gioiello. Come al solito sarà incappato in qualche marito geloso e chi ne ha fatto le spese sono io. Avevo già programmato tutto per andare in pensione. Una bella barchetta per andare a pesca che mi ha puntualmente distrutto per andare ad inseguire la vostra bella Maria Grazia Cucinotta e una spider da sogno con 400 cv. Niente mi ha polverizzato tutto! Come al solito. Quante volte gli ho
detto: “grow up 007”…. Ah scusate! Quasi mi stavo dimenticando della BMW 750i James era ad Amburgo, stava dando la caccia al magnate della televisione Eliot Carver, arriva all’AVIS per noleggiare una macchina e ad aspettarlo ci sono io. Per poco non gli prende un colpo. Gli avevo preparato un gioiello formidabile che era perfino telecomandabile con un telefono cellulare della Ericsson, aveva pneumatici anti foratura, dispensatori di chiodi, carrozzeria blindata, vetri anti proiettile e una autoradio che gli parlava con una voce di donna sensualissima. Lui cosa ha pensato di fare con quella meraviglia? Me l’ha scagliata giù dal 5° piano del parcheggio dell’hotel Atlantic di Amburgo infilandola dentro le vetrine dell’autonoleggio. Quando è sceso ha avuto la sfacciataggine di dirmi che aveva lasciato le chiavi sull’auto. Non sa proprio cosa vuol dire la parola pudore! Nonostante il disprezzo col quale ha sempre trattato la mia roba, ho sempre cercato di insegnargli due cose fondamentali nella vita:
primo non mostrarsi mai debole di fronte agli avversari, secondo avere sempre un piano di fuga. Mi fa disperare ma gli voglio bene. Il 19 dicembre 1999 all’età di 85 anni Q è tragicamente scomparso. La polizia ha detto che è morto mentre stava andando a promuovere una sua autobiografia (di cui ovviamente posseggo una copia autografata) ma, a me, non la danno a bere. Sono convinto che stesse affinando qualcuna delle sue diavolerie per la prossima auto auto di James Bond e magari, mentre stava giocando coi bottoni della macchina, si è distratto un attimo ed è andato a sbattere frontalmente contro un altro veicolo che proveniva in senso opposto. Quel giorno il mio cellulare, il telefono dell’Admiral Hotel, la mia e mail
sembravano impazzite. Sembrava fosse morto un mio parente. Beh in un certo senso, con la scomparsa di Desmond Llewelyn, è morto quello che, tutti noi bondiani avremmo voluto avere come padre, nonno, zio o fratello. E’ l’attore che ha partecipato al maggior numero di film (17) della serie. Quando faceva la sua apparizione il giorno della Prima Mondiale al cinema Odeon di Londra, faceva letteralmente esplodere Leicester Square. Ci mancherà il suo umorismo, la sua simpatia e le sue invenzioni ma il suo ricordo non ci abbandonerà mai. Grazie Mr Q Edward Coffrini Dell’Orto