QUARTERDECK INTERVISTA Alan D. Altieri
A cura di Andrea Carlo Cappi
È stato dialog editor e sceneggiatore di numerosi film americani. Ha scritto soggetto e sceneggiatura per un bel film di spionaggio (anche se in Italia poco conosciuto): Silent Trigger, diretto da Russel Mulcahy (il regista di Highlander) e interpretato da un Dolph Lundgren che riusciva persino a recitare! È l'autore della serie Sniper pubblicata da Segretissimo (Mondadori) giunta finora al terzo episodio (ma altre due avventure dovrebbero arrivare nei prossimi anni). È l'autore di spettacolari romanzi che navigano tra il thriller (L'uomo esterno), il genere bellico (Kondor) e il fanta-apocalittico (Ultima luce), reperibili il primo nelle edizioni Corbaccio, gli altri (come quasi tutti i suoi libri) in tascabile nelle edizioni Tea. Alan D. Altieri, che negli USA è noto col suo vero nome, Sergio D. Altieri, è stato diverse volte ospite degli incontri all'Admiral Hotel. Mentre sta per uscire un dossier completo su di lui su M-Rivista del mistero, con un articolo sulla sua visione del mondo dopo l'11 settembre 2001, abbiamo approfittato per raccogliere per Quesrterdeck qualche battuta su un argomento più rassicurante: l'agente 007. Che cosa dici dell'agente 007? "Bond lives forever", non "solo due volte". Come si pone un autore innovativo come te di fronte al mito di James Bond? Con la massima ammirazione: James Bond ha insegnato tutto… soprattutto per quello che riguarda le squinzie. Il personaggio della tua serie spionistica, Russell Brendan Kane ovvero "Sniper", è in grado di uccidere un avversario a centinaia di metri di distanza con un fucile di recisione, ma anche di abbattere un aereo in volo con un lanciarazzi e, se proprio non può fare un lavoro più raffinato, di disseminare il terreno di fronte agli avversari in rrivo con una assortimento di mine antiuomo Claymore. Il suo mestiere è uccidere. Un eredità della "licenza" di 007? Come si uccide, soprattutto nel Bond cinematografico, è sempre molto mediato, molto britannico, stile anni Sessanta. Ma senza Bond pochi di noi potrebbero esistere. Molti tuoi personaggi hanno combattuto tutte le guerre possibili e immaginabili. Sono inossidabili. Sono addestrati per paracadutarsi nel pieno della Guerra del Golfo con un HALO Jump da altezze inimmaginabili per atterrare tra pozzi petroliferi in fiamme. Quanto durerebbe Bond di fronte a loro? Dobbiamo intendere che hanno un addestramento comparabile. Se fossero dalla stessa parte sarebbe un bel confronto… D'altra parte risulta che Bond frequenti ogni anno un corso di aggiornamento presso la caserma del SAS nello Hertfordshire…
Questo era un dettaglio di cui non ero a conoscenza. Oltre al mondo della letteratura, come soggettista e sceneggiatore di Hollywood hai una notevole competenza anche su quello del cinema. Come ti sembra Pierce Brosnan? Pierce Brosnan mi piace: è un attore bello e interessante. Al di fuori di Bond ha fatto film interessanti, ma in passato è stato molto sottovalutato. Come Bond è adeguato. Una volta che Tim Dalton ha cominciato a perdere colpi… E il senno, forse per colpa di Vanessa Redgrave OK, we all make mistakes… Una volta che Dalton ha cominciato a perdere colpi, si era parlato di Mel Gibson… Che avrebbe fatto un Bond psicopatico stile Arma letale. Può darsi, ma non era del tutto fetente come proposta. Si era parlato di Kevin Costner… che forse sarebbe entrato in scena a cavallo! Brosnan, tra i belli quarantenni attualmente sul mercato anglosassone, è secondo me la scelta migliore. Il suo segreto? Non è che ricevo sottobanco la mazzetta da Pierce, ma lui riesce a dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte: è bello a sufficienza da piacere alle donne, ma è duro a sufficienza per far scattare il meccanismo di identificazione da parte degli uomini. In che senso? Nel senso di "Come mi piacerebbe essere Pierce e saltare dall'Empire State Building per atterrare direttamente nel letto di Denise Richards!"