Il Christopher Lee, signore di Sarzano

Di: Luca Bertolini


sarzano1 “Non è ancora arrivato eppure tutti ne parlano e, anche se ci vorrà ancora qualche giorno prima di vederlo, è già a tutti gli effetti oggetto del desiderio. E' Christopher Lee. E chi ha visto almeno un film di Christopher Lee lo capisce al volo: non può che essere avvenimento. Anzi, un intelligente incrocio tra il più classico degli eventi per appassionati di cine con una devozione quasi religiosa per appassionati della nostra terra“. Questo mi frullava per la testa a luglio, complice il gran caldo e la vicinanza con una due giorni memorabile. Mi dicevo; ecco, se capitasse mai di scriverne qualcosa inizierò proprio così, in questo modo, descrivendo l'emozione che provo per un incontro inaspettato in un luogo insospettabile con uno dei miei più carissimi cattivi. Premessa - La minima cosa da fare dopo quel che è successo a luglio 2004 è un tesseramento Gold Admiral Hotel Honoris Causa che non so nemmeno se esiste (di sicuro no, ma andrebbe istituito), alla signora Caroli Giovanna, assessore alla cultura al comune di Casina, in provincia di Reggio Emilia. Con determinazione e impegno degni di un vero agente segreto la signora ha ideato, gestito e portato a termine quello che un qualsiasi appassionato cinofilo, soprattutto bondiano definirebbe senz'ombra di dubbio una vera, assolutamente autentica missione impossibile. Antefatto - Tutto nasce da una chiacchierata a tavola, di sera. Una cena in Appennino a seguire la presentazione di un libro, “EMILIA PARABOLICA” (Fandango Libri) di Massimo Zamboni1, ex cantante di C.S.I., (ex CCCP), scrittore, naturalmente, compositore di colonne sonore, produttore, ecc ecc. Reggiano. Ed è qui e vediamo subito come, che quattro chiacchiere spese in compagnia con accenno ad alcune voci secondo le quali Christopher Lee fa Carandini di cognome e avrebbe origini modenesi reggiane inglesi australiane .. soprattutto reggiane, diventano l'imput per un progetto  accattivante: quello del “Christopher Lee signore di Sarzano”. Da questo momento in poi iniziano le indagini. Si cerca di dare un senso a quelle voci e inizia un'operazione di ricerca e contatti. Si cerca di definire la fattibilità dell'operazione; in quali termini e in che contesto. L'obiettivo c'è, l'entusiasmo pure, manca la cornice. Già, perché bisogna inventarsi qualcosa per stimolare Lee a venire. Lui non è un Christopher Lee qualunque. E' l'Uomo dalla Pistola d'oro, è Saruman, è Dracula è ………… E allora che fare? Da dove si incomincia? Anche se l'occasione è troppo ghiotta, la verità è che una passione così “spericolata” non è materia per dilettanti. Il primo passo è quindi il contatto con l'agenzia che cura l'immagine di Lee in Inghilterra, cui segue quella che a un debole di cuore come il sottoscritto mezza spia reggiana avrebbe provocato un arresto cardiaco  micidiale. Perché a quel punto succede una cosa di quelle impossibili, quelle che di solito capitano solo nei film. Christopher Lee prende in mano la situazione, se ne infischia bellamente di agenti e agenzie, afferra il telefono e - siamo all'incirca al giorno della befana ‘04 - chiama il comune di Casina. C'è un aneddoto simpatico sull'esito di quella prima telefonata in comune. Ti rendi conto tu semplice Bondfan di ciò che prova un fulminato 007 International Bond man nel sapere che quello dai tre capezzoli, quello dalla pistola d'oro, quello che se la spassava con Maud Adams sta per arrivare a due passi da casa? Ragazzi, amici, complici, alleati .. giuro, è stato un mese di luglio devastante. E arriviamo sarzano2allora a quei fatidici 20 e 21 di luglio 2004 nei quali Christopher Lee, l'attore di fama internazionale, l'interprete di oltre 250 (forse 300) film, da Dracula il Vampiro (1958) al Signore degli Anelli, via Francisco Scaramanga in “007 L'uomo dalla pistola d'oro” soggiorna a Casina con famiglia, la figliola Christina e la moglie Birgit, nell'ambito della splendida cornice del castello matildico di Sarzano per ricevere cittadinanza onoraria. Il ramo materno della sua famiglia discende, infatti, dai conti Carandini, un tempo feudatari nelle province emiliane; in particolare signori di Sarzano. Alle origini della famiglia c'è la figura leggendaria di un capitano tedesco sceso in Italia nella prima metà del XII secolo al seguito dell'imperatore Federico Barbarossa, che si stabilì in Lombardia. Tracce dei Carandini, una delle famiglie più antiche d'Europa, si trovano fin dal primo secolo dopo Cristo. Pare infatti che tale famiglia abbia avuto legami molto forti con Carlo Magno e che le sia stato concesso, nientemeno che dal Barbarossa, il diritto di vestire le insigne del Sacro Romano Impero. Altre tracce piuttosto precise dei Carandini (questa volta legate a Sarzano) si ritrovano dal 1694: Paolo Carandini e Francesca Graziani sono, infatti, i primi Marchesi di Sarzano, potentato che mantengono fino alla metà del700. Dopo di loro, Girolamo, Nicolò, Carlo, Gianludovico, Paolo e Gerolamo per arrivare finalmente a Conte Francesco, 8° Marchese di Sarzano Patrizio di Modena e nobile di Bologna, anch'egli erede diretto del titolo nobiliare. Diseredato dal padre e allontanato da casa causa il suo matrimonio con Rosa Tampellini, borghese, Francesco ebbe un figlio, Conte Girolamo, nato nel 1803, 9° Marchese di Sarzano Patrizio di Modena e nobile di Bologna, ufficiale degli ussari ungheresi, presente nelle milizie rivoluzionarie francesi, vissuto in Inghilterra da rifugiato e finito in Australia via Tasmania. Un bel viaggiatore è il caso di dire: e proprio là, in Australia, a Sidney, sposò Maria Burges ed ebbe un figlio, Conte Francesco Giacomo, 10° Marchese di Sarzano. Esiste un testo, l'autore è DOTTI MESSORI G. dal titolo “I Carandini. La storia e i documenti di una famiglia plurisecolare” edizioni AEDES Muratoriana, Modena 1997, nel quale viene ripercorsa la storia dei Carandini per intero, dagli “alias Carandini” degli anni a cavallo del millequattrocento fino ai Carandini dei giorni nostri, attraverso le vicende dei vari Marchesi di Sarzano tra i quali il conte Francesco Giacomo (Sidney 20 aprile 1847 - 6 agosto 1920), quello ragion per cui il Lee porta, di secondo nome, Frank appunto, in onore di quel 10° Marchese di Sarzano, Patrizio di Modena e nobile di Bologna nonché maggiore dell'esercito inglese in India. Sposo di Florence Clemenston,

Francesco Giacomo ebbe da lei Estelle Maria, sposa in prime nozze di Geoffrey Trollope Lee tenente colonnello nel 60° reggimento del corpo fucilieri di Sua Maestà (in origine Royal Americans), decorato durante la Guerra dei Boeri e la Prima Guerra Mondiale per il suo coraggio, rispettivamente padre e madre di Christopher Lee. Le cronache descrivono Estelle Maria di una raffinata e straordinaria bellezza, tanto da essere ritratta dai più celebri artisti dell'epoca, come John Lavery, Oswald Birley, Olive Snell e dalla  scultrice Clare Sheridan, cugina di Winston Churchill. Sposata col tenente Lee dicevamo, ma dal tenente divorzia nel 1926 e si risposa di lì a poco con Harcourt Gorge St. Croix-Rose, banchiere, quando i figli sono ancora bambini. Estelle Maria è dunque madre di Xandra Carandini, la più grande dei due, nata nel 1920 e di Christopher, nato a Belgravia - Londra il 27 Maggio 1922. Non va dimenticato che uno degli avi di Lee, il Cardinale Consalvi2, fu segretario dello Stato Pontificio al tempo di Napoleone. E' sepolto a Roma nel Pantheon, accanto a Raffaello e il suo ritratto, opera di Lawrence, è proprietà del Castello di Windsor. Il passato più recente della famiglia ci regala infine un cugino, Niccolò Carandini, primo ambasciatore italiano in Inghilterra (fu rappresentante politico dall'ottobre 1944 all'agosto 1947), Presidente della SIOI e successivamente dell'Alitalia. E' interessante sottolineare come certe vicende storiche abbiano a dare utili riferimenti per il comune appassionato bondiano con licenza dinastica. Tracciare i  contorni di questa famiglia da un senso, in un certo senso (!) al perché Lee sia venuto a Casina. Per riappropriarsi idealmente di una buona fetta di storia personale (fortemente italiana, fortemente emiliana) e testimoniare l'attaccamento alla sua dinastia. Personalmente, sono rimasto anche colpito dal suo italiano ... sentirlo parlare italiano in quel modo mi ha dato motivo per credere che non può essere soltanto perché è una specie di fenomeno. Se uno straniero parla così bene la nostra lingua senza aver mai vissuto in Italia è solo per l'attaccamento alle proprie radici e per l'amore e il rispetto per il proprio passato. E allora sapere di quanti e quali spostamenti fecero i suoi antenati equivale a un ingresso gratis nell' intimo di un grande del cinema, significa rendere omaggio a una buona fetta della nostra storia, oltre che ringraziare chi ci ha offerto un’occasione simile. Dopo i primi studi alla Summer Fields School, Christopher Lee ebbe una borsa di studio per l'Eton College e poi studiò classici greci e latini nel prestigioso Wellington College di Londra, come nella migliore tradizione nobiliare. Sportivo, è ricordato come uno tra i migliori nello squash e nella scherma, nel cricket, nel rugby, nel football e nell'hockey. Da ragazzo lavora come impiegato / fattorino. Durante la seconda guerra mondiale si arruola nell'esercito (Royal Air Force), poi nell'intelligence. Decorato per  essersi distinto in servizio raggiunge il grado di Tenente nella R.A.F. Di quel periodo sono alcuni ricordi. E' lui stesso a raccontare di come durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo essere sbarcato in Sicilia e aver risalito la penisola come soldato delle forze speciali del Regno Unito, giunge a Roma il giorno dopo la liberazione. “… mi sono subito recato in via 24 Maggio per vedere se la mia famiglia stava bene. Mio cugino Niccolò era lì con la moglie, Elena Albertini (la figlia dell'allora direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini, senatore ….)”. E sempre di allora Cristopher ricorda di come fu egli stesso il primo militare alleato a entrare con i cugini nei Musei Vaticani; un “dettaglio” che ancora oggi suscita in lui grande emozione. Adora viaggiare, l'opera lirica e il golf. E' l'unico attore accolto come membro del prestigioso Golf Club di Edimburgo, il più antico club del mondo, datato 1744. Ha avuto la fortuna di aver giocato sui più famosi campi da golf ed è particolarmente orgoglioso di aver avuto come compagni di gioco gente del calibro di James Braid e Jack Nicklaus. Sposato dal 17 Marzo 1961 con Birgit Kroenke, hanno una figlia Christina nata a Losanna il 23 Novembre1963 attualmente sposatacon Juan Aneiros. E' commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 15 Giugno 2001 e Commendatore del Sovrano Militare Ordine di Malta. Autobiografie di Christopher Lee sono “Tall, Dark and Gruesome” edita da W.H.Allen nel 1976 e in seguito pubblicata da Victor Gollancz (ottobre 1997) e “The Great Villains”, “Archivies of Evil” e “The film of Christopher Lee” edita da Scarecrow Press. Christopher Lee attore - nel 1947 inizia la sua carriera cinematografica, lavora da subito con i più grandi registi della storia del cinema fra questi Orson Welles, John Huston, Billy Wilder, Joseph Losey, Steven Spileberg, mostrando fin da subito chiaramente nelle sue interpretazioni una classe innata che gli viene dalle sue antiche origini. Interpreta i ruoli più famosi della cinematografia fantastica, horror e storica da Dracula a La Mummia, da Dr. Jekill a Rasputin, da Sherlock Holmes a Saruman.Solenne e distaccato, inquietante nei suoi personaggi, capace di catalizzare l'attenzione degli spettatori di tutto il mondo, parla francese italiano tedesco e spagnolo e ha dimestichezza con lo svedese il russo il greco. Fanno più o meno otto lingue. Ha debuttato sullo schermo nel 1947 con un piccolo ruolo nel “Mistero degli specchi” (Corridor of Mirrors), primo frutto del suo contratto con la prestigiosa casa di produzione Rank. Tra i suoi primi film si ricordano “La tragedia del capitano Scott” (1948), “Moulin Rouge” (1953) e “La battaglia del Rio de la Plata”. L'ingresso nel cinema fantastico vero e proprio è di 10 anni dopo: ha impersonato il mostro di Frankenstein in “The Curse of Frankenstein” (La maschera di Frankenstein, 1957) e grazie a tale successo la Hammer gli offrì, alcuni mesi più tardi, la possibilità di interpretare l'ambito ruolo del conte in “Dracula” (Dracula il vampiro, 1958). Molto colto ed educato, l'erede di Bela Lugosi è sempre stato cosciente, a differenza dell'attore ungherese, della capacità d'autodistruzione che il personaggio porta con sé. Per questo motivo ha dichiarato in più di un'occasione di odiare e disprezzare il conte sanguinario, anche se paradossalmente Dracula sembra perseguitarlo senza pietà, obbligandolo, per ragioni di mercato, ad incarnarlo per ben dieci volte, persino in film spagnoli.

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