A Gustav Graves (che ovviamente fino a quel momento era stato molto educatamente escluso dai miei colleghi intervistatori) vorrei chiedere se si è divertito di più a distruggere il Blades o ad atterrare nel giardino della regina. La Berry mi risponde che per il futuro ha altri programmi mentre Stephens dice che è stato veramente divertente interpretare ogni singola azione nei panni del cattivo del film. Prima che accada l’incredibile devo anche improvvisarmi traduttore. “Signora Berry lei che è così bella cosa prova a recitare di fianco a una così racchia come Moneypenny?” l’interprete nel panico non riesce a tradurre racchia, la Berry guarda in attesa che qualcuno si degni e a quel punto le suggerisco un ugly, Jinx mi ringrazia, con il suo sorriso da perdere i sensi, (intesi come i 5 sensi non il presidente della A.S. Roma) e risponde. Scatto fulmineo e arrivo in pole position dalla splendida Bond girl per farmi firmare il retro di Quarterdeck 007 che, come sapete, la ritrae in posa andressiana. Poi mi sposto da Mr Graves e gli faccio autografare la sua foto della pagina centrale…direi che è un gran bel numero da conservare. La conferenza è finita mi giro ma Barbara è già sparita….ovvio è il grande capo della Spia. Scambio quattro chiacchere con alcuni giornalisti interessati al club e finalmente incontro Carlo  Panigati e Milena Camparada della PERSOL (LUXOTTICA) responsabili insieme a REVLON della venuta italiana della Berry. Chiedo a uno degli organizzatori: “Scusa sai dove alloggia Barbara Broccoli” “Mi spiace non so chi sia” inutile farsi domande o commenti è così, l’organizzazione Filini è sempre padrona del campo. D’altra parte due giornalisti presenti riferiti al libro ricevuto in omaggio sono riusciti a dire: “E’ scritto in inglese nun se capisce gniente.” Faccio presente che è un libro fotografico, peraltro bellissimo, con semplici didascalie. Ne volete ancora? Nella lettera di accompagnamento firmata da due main sponsor sono riuscito a leggere: “il mio nome è James, James Bond” e che fa parte dell’ M+6. L’errore non muore mai. Una volta sceso in cortile incontro Barbara Broccoli che mi ringrazia per le parole spese in conferenza stampa. Ci soffermiamo a parlare e lei mi chiede: “Così hai fondato un fans club in Italia…” Capisco che la mia lettera dello scorso anno non le è mai arrivata “Si è anche l’unico dal 1999” “E’ qui a Roma” “No a Milano” Poi dimostrando una cortesia e una disponibilità incredibile mi chiede:”Hai già visto il film” “Si ero alla prima a Londra che magnifica serata, che passerella di star…” “Si è vero è stata proprio una grande serata” “Peccato non ci fosse anche Connery” Lei storce un poco il naso e poi molto diplomaticamente si salva in corner con:” Stava girando un film” “Si certo, guarda dopo la serata mi sono visto con Laurent Perriot presidente francese…” “Ah si Laurent lo conosco bene” “…c’erano anche altri responsabili dei vari fans club europei e abbiamo convenuto che trattandosi di un anniversario storico, per di più alla presenza della Regina si sia comportato da bastardo e ingrato…” La sua risposta è più eloquente di mille parole. Scoppia in una risata di assenso totale. “Ciao a questa sera.” “Ok ciao” Wow che persona. E’ la proprietaria di Bond ed è affabile e disponibile come un vecchio amico. Grandissima persona. A questo punto non sto più nella pelle Sono le due e mezzo a quest’ora il Mancio è ancora in casa. “Halo” “Ueila” “Ho appena finito di chiacchierare con Barbara Broccoli” “Ma smettila” “Ti giuro era a Roma per prima italiana” Gli racconto il tutto e mentre BB lascia palazzo Valentini in auto mi saluta dal  finestrino… “Ecco adesso mi ha salutato ormai siamo intimi….” (SCHERZO OVVIAMENTE) Chiamo il Raschi che vive 5 giorni su sette a Roma anzi alla Magliana: “Sono riuscito ad avere un biglietto anche per te ci vediamo alle sette fuori dal cinema. Mi raccomando non fare tardi” Chiaramente verrà incastrato nella consueta inutile riunione e arriverà con ½ ora di ritardo. Avendo il resto della giornata libera mi dirigo verso piazza Esedra. Faccio presente al lettore che non esiste da nessuna parte quel nome, esiste solo il portico con colonnato, l’esedra appunto. (si tratta di piazza della Repubblica) E’ come se noi a Milano chiamassimo via Pinketts corso Garibaldi perché il noto abilissimo scrittore vive praticamente fisso al Trottoir di corso Garibaldi….difficile per lo straniero. Qui stanno allestendo un palazzo di ghiaccio per rievocare il tema del film. Uno sforzo economico decisamente elevato di grandissimo effetto scenografico. Alla fine tra neve artificiale e macchine del fumo sembra veramente di stare in Islanda. C’è la Jaguar in bella mostra, Revlon, Brioni, Persol, 8 quad (le moto a 4 ruote) con bandiera Persol per fare numeri di grande effetto. (è presente anche il recordman: 100 km su 2 ruote). Peccato che qualcuno si sia dimenticato di chiedere i permessi e le loro evoluzioni sono state decisamente limitate. Peccato anche che nessuno si sia preso la briga di incenerire i furgoni degli  allestitori bellamente piazzati davanti al palazzo di ghiaccio. L’ottimo Panicati, nel pomeriggio, si rivela ancora prezioso suggerendomi l’indirizzo dell’albergo ove alloggiano gli attori: Il Grand Hotel che si affaccia su piazza della Repubblica. Sperando che anche la Broccoli abbia optato per la stessa location mi dirigo fiducioso. Dopo aver avuto conferma dal concierge le lascio una copia del libro, l’ultimo Quarterdeck, la tessera del club e una lettera di ringraziamento. Trascorro le ultime ore tra bancarelle di libri, negozi e un bar all’aperto con vista sul cinema. Finalmente arriva Nicolò (un mio amico romano del mare) col quale ci scambiamo esperienze e sensazioni di neopadri. Orami ci siamo, il Raschi è arrivato e il cinema moderno è pronto. Giochi di luce e musica alle stelle richiamano decisamente l’attenzione di un buon numero di appassionati e di semplice  curiosi. Raffica di foto di rito ed entriamo. Malgrado quanto riportasse il biglietto decidiamo di non entrare per l’ora imposta ma stazioniamo allo stand PERSOL e ci gustiamo la sfilata di VIP o presunti tali. Nino Manfredi visibilmente commosso per la scomparsa dell’amico collega, Roberta Capua, Tosca, Samantha Degrenè, Manuela Arcuri (Dio cosa è bella), il presidente della Camera Casini (che saggiamente è scuro in volto…con lasituazione che abbiamo in Italia non c’è niente da ridere), Buttiglione (credo sia un politico anche lui), Timperi, giornalisti e Marzulli vari, 103enni liftate al punto da cambiare il continente di provenienza (a furia di tirare metri e metri di pelle, sembrano tutte orientali per via degli occhi divenuti a mandorla) ragazze con minigonne ricavate da un quinto di una cravatta, il mio amico del mare Stefano Ciacco Ristori e l’immancabile Valentino di Striscia la Notizia che si lamenta con me (forse mi ha preso per l’organizzatore) per il fatto che non gli fanno entrare la trouppe. In qualità di presidente dello 007 Admiral Club apro la diretta di Coming Soon intervistato da una avvenente figliuola. Continua l’attesa delle Star e come dei ciucci, io e il bamboccio, abbiamo scambiato la sosia di Halle Berry per quella vera. Vi giuro era uguale. Arriva Barbara Broccoli per gustarsi lo spettacolo e ancora una volta da una dimostrazione di stile e di educazione ringraziandomi per  il regalo ricevuto. Foto insieme e aspettiamo l’arrivo degli attori a pochi passi l’uno dall’altra. Arriva Toby Stephens con due metri e mezzo di fidanzata e finalmente è la volta di Giacinta Johnson, per gli amici Jinx ossia iella. Raschi le si infila di fianco e viene ripreso da Striscia prima di essere cacciato. Una volta superata l’intervista di  Valentino si avvicina alla mia posizione e decido di entrare di fianco a lei dando l’impressione di essere il suo accompagnatore o body guard. Nessuno, sicurezza inclusa, si domanda chi io sia. Raschi non si perde l’occasione unica, prende la macchina foto scatta una raffica fino a quando non viene nuovamente allontanato questa volta dal presidente della Fox in persona. “lei cosa fa qui” “Sbiriguda come se fosse …biglietto di invito.” “Ecco allora se è un invitato faccia l’invitato e si accomodi.” “Andiamo andiamo se no ci uccidono.” “Ma sei scemo fai la supercazzola al presidente della Fox??!!” Dentro al cinema facciamo altre due foto una mia con Gustav Graves e una di Raschi con Marzullo e  ischiamo il sequestro della macchina. “Non può entrare con la macchina foto deve consegnarla.” “Mi hanno appena detto di muovermi e di prendere posto perché stanno arrivando gli attori.” Dopo un po’ di teatro (AL CINEMA) ci scortano ai nostri posti con la promessa di non fare foto durante la proiezione.  Inflessibili come in Inghilterra. Se avessimo fatto una roba del genere alla Royal Premier saremmo stati abbattuti da un cecchino dell’MI6. A Londra infatti, sembrava di assistere alla perquisizione fantozziana precedente alla Corazzata Potemkin trasmesso dal mega presidente galattico in concomitanza con Italia – Inghilterra. All’Empire custodivano tutte le apparecchiature sospette mentre qui in Italia nessuna macchina foto per cellulare è stata stoppata consentendo a ½ cinema di immortalare ogni singolo fotogramma della Morte può attendere. Prima della proiezione i due attori fanno il giro delle sale per esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di ALBERTO SORDI. Grande mossa di marketing o sentito sentimento di dolore non saprei fatto sta che il cinema regala una sentita STANDING OVATION per l’ultimo Re di Roma. Finita la proiezione Raschi, che è pratico, mi porta a cena. Inizialmente tentiamo in un ristorantino sotto casa di Dalema (un politico?). credo si chiami cacio e pepe o qualcosa del genere. In realtà a detta del Mancini non è un ristorante bensì una cucina con dei tavoli che di volta in volta vengono posizionati in mezzo alle auto parcheggiate. Purtroppo essendo quasi mezzanotte sta chiudendo. Ripieghiamo su Trastevere. Qui finiamo in una pizzeria con cappa di scarico all’interno della sala. Lui risparmia sul riscaldamento i clienti buttano via gli abiti indossati. Mentre sto pensando che se mangiassi tutti i giorni in questo modo nel giro di un mese potrei fare la controfigura di Ciccio Bastardo Raschi insiste per fare una foto con il cameriere vecchia conoscenza del periodo romano del Mancio. Finalmente alle 2 arriviamo in hotel alla Magliana La Juve ha rimediato tre pere in casa col Manchester (colpa dell’influenza) ma di fronte ad una simile nottata la cosa passa in secondo piano.Dopo un breve pisolo mi alzo e mi reco alla Stazione Muratella che mi consente di raggiungere, dopo uno scalo tecnico, la stazione termini per prendere il tram del ritorno.La Muratella sorge all’interno di un campo nomadi ai limiti della fantascienza e fatiscenza con catapecchie abusive da terzo mondo. Inoltre tutti i cartelli sono stati distrutti e l’unico orario con indicazione dei binari è stato bruciato nella sua parte fondamentale. Quella che indica il binario. Così ovviamente lascio passare il primo treno salvo poi scoprire essere quello giusto.…questo non è mai successo a quello di prima.

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