Incontro con il mito: Barbara Broccoli.
Sono appena uscito dagli studi di Canale 5 dove ho fatto consulenza per una televendita di Vodafone quando mi squilla il cellulare. Fregandomene del codice della strada rispondo senza auricolare, giuro prima o poi lo compero, è Marina Morra di Coming Soon che: “Scusa se ti abbiamo un po’ trascurato ma volevo invitarti alla prima romana e vorremmo anche intervistarti in diretta.” “Grazie mille c’è qualche attore?” “Si ci saranno Halle Berry e Toby Stephens” Auguro un buon week end, ringrazio e do appuntamento al lunedì per accordarci su dove farmi spedire il biglietto. Memore del fatto che ricevo una risposta ogni 50 chiamate e conscio del fatto che in Italia, come ben sapete, le poste non esistono, il lunedì inizio un pressing totale degno dell’Olanda di Cruijff (il profeta del gol di cui Cappi ha appena tradotto la biografia con aiuto di un ex calciatore: il 10 dell’Admiral H. a.s.). Come previsto inizia un tira e molle fatto di disdette, negazione di quanto appena affermato e riconferme clamorose del tipo: “Non so se c’è il biglietto.” “Guardi che avete chiamato voi per invitarmi” ecc. ecc. Mentre in vacanza a Cervinia, sto gustando il piacere delle curve in conduzione su una neve perfetta degna della terra santa delle Dolomiti, arriva nell’ultimo giorno utile la telefonata che conferma la presenza del presidente dello 007 Admiral Club all’evento nella capitale. Non mi interessa sapere se e al posto di quale personaggio della dolce vita sono stato invitato ma in ogni caso, dopo la totale estromissione (per mancata comunicazione) dall’evento cortinese, accetto senza esitazioni e ringrazio educatamente. Cosa che viceversa per i servigi resi dal club non è mai avvenuta. Finalmente posso farmi prenotare un tram andata e ritorno per Roma in prima classe che si differenzia dalla seconda solo per la dimensione dei sedili. In seconda, essendo alto 188 cm, non ci sto fisicamente. Stupito dal prezzo allucinante (anziché 1 euro come il normale biglietto del tram un signore con passamontagna sul volto incaricato delle fs me ne chiede ben 138). Così il 25 febbraio mattina mi sveglio alle 7, mi lavo e mi vesto a tempo di record, bacio Monica e Vittoria, la mia pupetta di 45 giorni, e mi dirigo ad un mezzo pubblico sotterraneo che mi conduce alla stazione centrale. In altri paesi la chiamano Metrò ma tre linee in una città come Milano non possono essere chiamate con quel nome internazionalmente riconosciuto. Sarebbe un insulto all’intelligenza umana. Sommando tutte le linee italiane costruite in una vita non arriviamo alle 10 costruite a Madrid (per non parlare delle 19 di Parigi) negli ultimi 29 anni. Non chiedete spiegazioni, vi racconterebbero le favole dei resti archeologici, del mago di Napoli, di Pierino e il lupo, che sono rimasti chiusi in autolavaggio, che il gomito gli fa contatto col piede…a quel punto, sempre per citare Elio, la scopa gliela ficchereste voi, ma di traverso e continuereste ad andare a piedi per tutta al vita. …comunque alla fine arrivo alla stazione centrale e salgo sul mio tram. Sfortunatamente avendo avuto preavviso nullo era rimasto disponibile solo lo scomparto fumatori. Dicesi scomparto fumatori una sorta di camera a gas semovibile (poco e lentamente), totalmente priva di ogni più elementare impianto di ricircolo d’aria, ove tutti, ma proprio tutti, i passeggeri convergono per fumarsi l’impossibile. In un andirivieni da girone dantesco una passeggera inizia ad urlare: “Oddio mi hanno rubato le valigie dal treno” “Come dal treno! Stiamo andando in Francia?” Il controllore:“Ma quale Francia questo treno è diretto a Napoli” “Mi scusi signore mi ha fatto prendere un colpo quando ha parlato di treno. Questo è un tram, in Italia i treni non esistono. 4 ore e mezza per 550 km sono un’offesa alla dignità umana.” Allibito, il povero controllore se ne va in silenzio e meditabondo. Bond, legame …pensa di fare un lavoro da una vita in realtà ne sta facendo un altro. Non lo invidio. Probabilmente non sa che le ferrovie le hanno rubate raccontandoci, in questo caso, la favola del tratto appenninico, come se il Massiccio Centrale francese (quello che viene attraversato sulla tratta che collega Parigi a Lione, 500 e rotti Km, in sole due ore) fosse di panna montata. “Informiamo i signori passeggeri che il treno viaggia con un quarto d’ora di ritardo” Anche lo speaker evidentemente è male informato…sono in minoranza. Non è una novità. Finalmente con soli 15 minuti di ritardo, e 45 in più rispetto al Settebello di 50 anni fa, il pendolino mi porta alla stazione Termini. Scendo di corsa, tra 15 minuti inizia la conferenza stampa, evito di un soffio il taxi Ritmo 75, costruito a Cartagine, con sedili di perline di legno tanto care al Mancini e arrivo puntuale alla conferenza stampa al palazzo della provincia in via IV Novembre. Sta già entrando una carovana di Mercedes nere, 500.000 di cilindrata con vetri neri, un festival di fanali anteriori e l’inconfondibile stella che Alvaro Vitali, in uno dei tanti film di Pierino, utilizzava come mirino per centrare i pedoni. All’addetto della Fox comunico il mio nome. “Coffrini” niente. “Dell’Orto” niente. “Edward” niente. “007 Admiral Club” niente. “Fans club” niente. “Admiral Hotel” niente. Ci avrei giurato. Dopo aver fornito l’elenco di tutte le persone con le quali ho parlato che mi hanno confermato un posto per la serata e per la conferenza stampa, l’addetto, visto che le star sono già arrivate, mi liquida saggiamente invitandomi a salire al secondo piano e a lasciare il mio nome. Non avevo alcun dubbio che il mio nome non sarebbe stato riportate nell’elenco. Appena salito mi fanno passare senza troppi problemi e soprattutto senza chiedermi cosa avessi nello zaino. A Londra per motivi di sicurezza sono stato educatamente rifiutato e nemmeno con il consenso del papa sarei passato ma qui data l’inesistenza dei controlli, da buon agente segreto, mi adatto alla missione e raggiungo lo scopo. C’è da dire che le norme di sicurezza sono anche un tantino meno rigide. Appena entrato nei saloni cerco la persona che custodisce gelosamente il mio biglietto, chiedo ed ottengo la busta destinata ai giornalisti contenente tra l’altro il libro Bond on set e mi accomodo in seconda fila come con Brosnan a Milano. Qui apprendo che il grande Albertone Sordi è mancato alle prime ore dell’alba e che per un pelo non è saltata la conferenza stampa, praticamente deserta, se paragonata a quella della Boutique Omega di Milano. La maledizione di Bond a Roma continua. Tre anni fa pur di non venire da noi Desmond Llewellyn si è suicidato a 85 anni facendo un frontale in macchina. D’altra parte gli organizzatori dopo 17 pellicole di Bond lo avevano definito “Er vecchiettino de li trucchi.” Entra la Madonna di Lourdes nei panni di Halle Berry con jeans attillato, sandalo con tacco, camicetta d’oro stropicciata secondo la moda attuale che lascia intravedere il celebre decolté. Segue immediatamente Toby Stephens con gessato, camicia senza cravatta, placchino molto british e l’immancabile urendo calzino corto. Paola Papi raccoglie le domande per gli attori e informa la platea che è seduta fra noi Barbara Broccoli. Un buon 90 percento dei preparatissimi giornalisti presenti non sa nemmeno chi sia e dopo una serie di domande deliranti senza nemmeno rispettare i più basilari elementi della buona educazione (tipo buongiorno, benvenuti, mi chiamo, ecc.ecc.) ecco che tocca a me rivolgere la domanda. Si sembra facile dire tocca a me, la sensazione è sempre la stessa: pressione minima 1800 battiti al secondo, mani due spugne, vertigini costanti e lontano ricordo della voce. Dopo una iperventilazione, degna di Pelizzari prima del record mondiale di immersione in apnea, riesco a recuperare un barlume di lucidità. Buon giorno a tutti, per prima cosa vorrei ringraziare Barbara Broccoli per tutto quello che lei e la sua famiglia hanno fatto per James Bond. Sono Edward Coffrini Dell’Orto presidente dello 007 Admiral Club, l’unico club italiano dedicato a James Bond . Ad Halle Berry vorrei chiedere cosa c’è di vero nelle voci che la vorrebbero impegnata ancora nel prossimo film di Bond o addirittura in una serie interamente dedicata a Jinx.