Incontro con Ferzetti
Di: Edward Coffrini Dell’Orto
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Durante il Mercante in fiera di Parma viene a trovarmi in stand il mitico Mino Manni, socio del club e attore di teatro di indubbia abilità. Noto subito dai suoi discorsi una certa confidenza nei riguardi di nostro suocero e, alla fine, mi conferma di aver recitato a teatro con Pasquale “Gabriele” Ferzetti per gli amici Lallo. Iniziamo a discutere di quanto sarebbe bello poterlo contattare per una convention, aneddoti, ecc. ecc. Alla fine il mitico Mino lo contatta e gli anticipa una mia telefonata. Tanto per cambiare, mi trovo in montagna. Quale ambientazione migliore per chiamare chi delle nevi è stato il primo re? Chiamo, mi risponde la moglie, che in seguito scoprirò fargli anche da segretaria, e mi passa il mito. Tutum tutum tutum …non sono interferenze è il mio cuore che batte…e non sto parlando del mio amore per la neve e lo sci. Si è emozione allo stato puro! Riconosco la voce. E' Lui! La conversazione non è semplice, ma alla fine ci accordiamo per un incontro a Roma alla prima occasione. Bond bolle in pentola anzi, esplode nello shaker del Martini dei Bond Point e così, nello scorso mese di maggio, mi reco a Roma per raggiungere i due di Modena: Ferrario Bonacini. Ci aspettano la consegna della prima targa al De Russie e tre puntate di Hemingway a Gambero Rosso Channel. Purtroppo, mentre sono in tram all'altezza di Bologna (come sapete, i treni da noi ancora non sono arrivati!) mi giunge la chiamata di Mino che, avvisato da Ferzetti, mi informa che non può venire al nostro incontro perché ha 40 di febbre. Ieri sera stava da Dio, al punto che non sono riuscito a capire a quanto ammonta una sua richiesta economica, oggi ha 40 di febbre?? La cosa mi insospettisce, ma …ero stato avvisato del carattere non proprio facile di Lallo: “Lui era un grandissimo, uno alla Mastroianni, solo che ha sempre mandato a fare in culo tutti, dai registi ai produttori, passando per i colleghi, senza distinzione alcuna.” Poi il lavoro e la nascita del mio Marcello hanno rallentato l'incontro fino ai giorni nostri. Devo tornare a Roma ancora per il De Russie, ma scopro che Ferzetti si sta trasferendo per un mese di tournè teatrale a Milano. Dopo varie telefonate, finalmente fissiamo l'incontro al Teatro Oscar, un' ora prima dello spettacolo. Memore di quanto la nostra spia mi aveva suggerito: “vacci con tua moglie, è molto sensibile al fascino femminile” mi presento a teatro con Monica. Un velo di tristezza mi assale allorché mi trovo di fronte al Teatro, che non è affatto quello che si potrebbe definire il più famoso ed elegante della Città. Dopo una breve attesa, trascorsa a guardare le foto di scena, arriva a riceverci la figlia che ci conduce da suo padre sul palco. Inizialmente malgrado fossi abbondantemente documentato su Draco, stento a riconoscerlo, poi, appena apre bocca, ecco che viene fuori il Capu che c'è in lui. Dopo le presentazioni, nelle quali, pur recitando, eccede senza dubbio in volgarità nei confronti di mia moglie: “Ammazza quanto sei alto, ma se lo pippa tutto?!” veniamo al motivo dell'incontro. “Cosa volete sapere da me, io sono un vecchio rincoglionito, non mi ricordo un cazzo.” “Ma cosa dice, sono passati 35 anni” “Si allora ero un quarantenne in splendida forma…” “Ma anche adesso lo è!” Io e la figlia lo aiutiamo, dietro suo invito, a scendere le scale del palcoscenico per accomodarsi in platea. “Di cosa vi devo parlare ?” “Di James Bond” “Ah James Bond, tu guarda se mi doveva capitare la sfiga di lavorare con l'unico 007 stronzo della storia. Faceva sempre tardi la notte e si ubriacava al punto che di giorno aveva la faccia gonfia dall'alcool, ma…. piaceva al regista che era una checca.” La sua faccia è una maschera di rammarico. Vero o presunto non ci è dato di saperlo senza la macchina della verità. “Non si rendeva conto della fortuna che gli era capitata, interpretare Bond in quegli anni….e sto australiano ha fatto di tutto per farsi cacciare.” Legge il foglio con le domande che avevo preparato e continua “Tra Sergio Leone e Peter Hunt non c'è paragone, non sono nemmeno paragonabili. Hunt non era un regista Leone viveva solo per quello.” “Leone aveva un portachiavi in pelle che racchiudeva le chiavi al suo interno, lo teneva sempre in mano facendo sbattere le chiavi pensando, come un forsennato, al lavoro. C'era Peter Fonda, non si muoveva, faceva tutto quello che gli diceva Sergio. Peccato se ne sia andato, gli dicevi sputa e sputava, sorridi e sorrideva. Non gliene fregava niente di recitare lo faceva solo per soldi.”Dopo la divagazione su C'era una volta il west, torna a Bond. “Telly Savalas, con la sua voce bassa, si vantava di essere un gran tombeur de fammes.” “Diana Rigg era una attrice” a sottolineare che Lazenby non lo era “Però non era il mio tipo: era fredda, non è che fosse quel gran pezzo di donna.” Poi scorge le mie domande relative al film. “No, io non ho legato con nessuno in particolare, io quando lavoro mi faccio gli affari miei.” Alla domanda: “Cosa le hanno lasciato portare di suo nel personaggio” replica con sarcasmo: “Mi hanno lasciato portare il mio cappotto col collo di pelliccia, il cappello no.” “Ursula Andress sembrava la sorella di Marlon Brando.” Si rivolge alla figlia come se stesse parlando di un attore conosciuto solo da loro anzichè del papà di Superman…”Hai isto le foto” e in effetti devo ammettere che la somiglianza è forte…che anche Honey venga da Kripton? “Non ci ho mai lavorato l'ho conosciuta a Roma e siamo diventati amici.” “Allora la mia fonte è errata.” “Bah forse ci ho lavorato ma,… a quei tempi era pieno di donne, la Paluzzi? Si ci ho lavorato un paio di volte. Bella Donna!” Poi decide che è tardi e si deve preparare per lo spettacolo, si alza, inveisce sulle scarpe a punta di Monica che, grazie all'intervento esplicativo della figlia, scopriamo odiare. Gli chiedo di scattare una foto insieme e di avere un suo autografo sulla mia copia di “007 50 ANNI DI UN MITO”. Prima firma, poi, per la foto, mi chiede di scendere di un gradino per sembrare alti uguali. Il vanesio dell'artista non si estingue mai. Ci presenta la moglie, definendola la sua seconda figlia “Quella più grande.” A questo punto decido di ringraziarlo, omaggiandolo con una bottiglia di Moet, che lui liquida dicendo che non me la cavo con così poco. La tesi di Manni viene confermata in pieno: “E'interessato solo ai soldi”, ma pensavo fosse poco educato e poco bondiano presentarsi a mani vuote. In ogni caso decido di rompere ogni indugio e di comportarmi come un normale professionista. “Vorrei realizzare una video intervista da proiettare il sabato sera con tutti i soci e poi vorremmo fare un dopo teatro di un'ora con lei, mi può dire quanto vuole e quando sarebbe disponibile?” “Chiamatemi lunedì che vi faccio sapere.” Il lunedì la cifra ammonta a 1.000 . Somma a mio avviso decisamente elevata, se considerato che si rivolge a un suo fan club, comunque lascio la decisione in mano ai soci. Così, nel giro di due giorni, trascorsi interamente a contattare tutti i 250 soci, raggiungiamo con molta fatica il budget, ma le sorprese non sono finite. Telefono per dare conferma e mi risponde la moglie, che mi dice che se voglio fare anche l'intervista la cifra raddoppia. Cerca di giustificare la cosa dicendo che non lo avevo detto prima. Quando le faccio notare che nel corso di questa telefonata io non avevo minimamente menzionato né l'intervista né il post teatro, si rifugia in una serie di scuse che mi fanno definitivamente crollare il mito di Draco, il quale al telefono conferma la sua non disponibilità per soli 1.000 Prendo un paio di giorni di tempo, ma la sua decisione non cambia, lo stesso dicasi per la mia opinione. Così la convention in pompa magna sfuma, ma con un gruppo di spie ci troviamo per un simpatico pomeriggio in hotel concluso con veduta dello spettacolo teatrale. Ferzetti dimostra una volta di più di essere un grandissimo attore, sebbene aiutato da un uricolare perché, a detta di alcuni, non ricorda le battute. Pare che una volta abbia simulato un malore perché l' auricolare si era guastato. I maligni raccontano che non vada mai in scena senza una bottiglia di B&B e che, per dare un colore più castano ai capelli ricorra a un cappuccino rovesciato in testa. I suoi trascorsi burrascosi di attore irascibile (gente dello spettacolo afferma che, oltre ad aver pubblicamente definito Antonioni come un coglione, in passato si sia negato a un famoso produttore, col quale aveva appuntamento per una parte molto importante, in quanto in dolce compagnia) gli hanno impedito di ottenere quel successo che le sue qualità gli avrebbero garantito. Insomma, a voler giudicare senza conoscere la storia per intero, basandosi solamente sui fatti che ci hanno visto protagonisti, pare proprio che certi grandi talenti non sappiano essere grandi uomini. Come suggerisce uno dei nostri soci, ha fatto bene Benson a farlo sparire definitivamente dalla scena Bondiana. In ogni caso è stata una grande esperienza e oltre ai soci intervenuti (Francesca Rouge Rossi con fidanzato, Roberto Manca con signora, Francesco Orlandi e Giulia Bellocci, Milko Diego Zucca, Pezzolo Fabrizio e signora, Marco Donna, Andrea Garavaglia e signora, Federico neri, Fabio Bonini) vorrei ringraziare Mino Manni per l'appoggio, i contatti e la sua memoria storica. Pensate che, oltre ad aver lavorato con Ferzetti, ha collaborato con il cattivo per eccellenza Ernst Stavro Blofeld Max Von Sydow nell'opera di Dario Argento Non Ho Sonno. Von Sydow, oltre a parlare un ottimo italiano, era sempre presente sul set e dispensava consigli preziosi per la gioia di tutti, e di Argento in particolare, in quanto si comportava da vero secondo regista. Attualmente Manni è impegnato in una Tournè al fianco di Glauco Mauri nel Bugiardo di Goldoni. 8 mesi da Trieste alla Sicilia, passando per Mosca: insomma, From Russia With Love… non fatevelo scappare: Rosa Klebb potrebbe averne a male.