Prologo:
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Tutto inizia in una normale giornata di luglio quando l'impareggiabile Rraschi mi manda una mail informandomi della venuta di Connery a Roma il prossimo 13 ottobre. Mi documento e vedo che nello staff organizzativo ci sono Piera Detasiss, l'inarrivabile direttrice di Ciak, e Giorgio Gosetti, cliente dell'Admiral e direttore del noir in festival di Courmayeur. "E' fatta, siamo già, li fammi fare qualche telefonata ma vedrai che non ci sono problemi." "Ok allora prenota un tavolo per 4 Al Bolognese" "Scusa io te e chi altri?" Raschi con la sua proverbiale faccia tolla (ma col la c maiuscola) "Sean e sua moglie" "Ah beh si scusa in effetti non ci ero arrivato." "OK inizio a chiamare Alfredo" (il proprietario del noto ristorante, meta di attori politici e vip di ogni genere, è mio vicino di ombrellone da una vita a Punta Ala) I primi passi: Inizia il consueto lavoro ai fianchi per ottenere un incontro con il mito. Dopo la stretta di mano e i ringraziamenti di Brosnan, dopo aver visto Moore a pochi passi mentre usciva dalla world premiere del 2002, dopo aver lavorato con Craig (ho anche la busta paga) A Villa del Balbianello, non posso farmi sfuggire l'occasione di incontrare il mito vivente. Scopro dalla Detassis che ad occuparsi di Connery è Mario Sesti e molto gentilmente mi fornisce anche la sua mail. Mando 4 mail a distanza di 1 mese una dall'altra ma non ottengo alcuna risposta. Nel frattempo contatto il Direttore Giorgio Gosetti che ricordandosi dell'albergo e soprattutto della Tecla, l'inarrivabile sig.ra del Giallo, mi dice: "Sei mio ospite personale non ti preoccupare e poi magari mi puoi aiutare per il Noir in Festival, hai visto mai che l'argomento sia lo stesso…" "Guarda la disponibilità è totale, fammi solo sapere se ti serve anche qualche pezzo dal museo bond dell'Admiral…" Tiro un sospiro di sollievo pensando che il primo obiettivo è raggiunto. Tanto essendo a Roma, e non a Londra, generalmente si gode di un'ampia possibilità di movimento specie se accompagnati dal Raschi che, come me, osa l'inosabile…Ricordo ancora la m
ia foto abbracciato alla Berry la sera della prima italiana de la morte può attendere. L'ideale tuttavia sarebbe la possibilità di incontrarlo per un'intervista ufficiale Torno quindi all'assalto della Detassis e di Cristiana Caimmi, manager della Sony e responsabile dell'ufficio stampa della festa del cinema. Niente da fare per la serata di gala, non ci sono interviste ufficiali per Connery e non sono amico di Veltroni per poter sperare ad un invito in Campidoglio per la consegna del premio. Decido di giocarmi il tutto per tutto nell'unica possibilità che avrò. Purtroppo ottengo un solo biglietto e quindi nulla da fare per l'agente Raschi e per il co-presidente Cappi. Ciò si rivelerà un madornale errore di calcolo. La marcia su Roma Il giorno antecedente la partenza, grazie a Matteo Morlacchi compagno di mille sciate, conosco Laura Lindaro, la PR della l'Oreal, che è sponsor tecnico della festa del cinema. L'aggancio si rivelerà molto prezioso ai fini dell'incontro con Sean. L'arrivo a Roma con il solito tram (sostengo da anni che in Italia i treni non esistano) è stranamente puntuale, esco e vedo delle nuove e, alquanto bizzarre indicazioni per i TAXI: la freccia che indirizza a quello che da sempre era il parcheggio indica "dentro le mura aureliane" mentre la freccia a sinistra invia al parcheggio comune. Per rendere le cose ancora più complicate a turisti e non (visto che nemmeno i taxisti erano in grado di spiegare quali fossero ste benedette mura) avrei optato per qualcosa di ancora più difficile. Bah, comunque prendiamo il taxi e, in stato di shock totale, vedo che Serena, la mia amica di vecchia data che ci ospita, (Roma è piena grazie al festival) arriva puntuale all'appuntamento. Mollo le valigie e mi fiondo all'auditorium dove ho appuntamento con Gosetti e con il mio pass per Connery. La città museo dimostra di essere una delle più belle al mondo e, sebbene la temperatura consiglierebbe costume e infradito, proseguo con il mio tre pezzi gessato con cravatta. Prima di incontrare il direttore attendo 45 minuti poiché impegnato in un'intervista. La temperatura negli uffici è da vulcano in eruzione e, nello stesso tempo con cui Superman si cambia in cabina, io mi scravatto, mi tolgo giacca, gilet e arrotolo le maniche della camicia riponendo il tutto nella tatticissima valigetta con ruote marchiata 007. Finalmente Gosetti mi dice aspettare un attimo perchè deve andare a prendere il biglietto. L'attesa aumenta, sono tesissimo, alle 16, un'ora prima dell'ora X, chiamo il mio secondo contatto. La incontro e ottengo un biglietto in 11 fila. Mi accomodo, armato di Nikon professionale, lungo le transenne ai margini del tappeto rosso in attesa dell'arrivo di Sir Sean. Alle 16.30 squilla il cellulare, è la Tecla: "Gosetti è disperato ha i tuoi biglietti ma non ti trova." Torno verso il suo ufficio, mi sembrava brutto dirgli che li avevo già trovati, e lo incontro a metà del red carpet. Mi consegna i biglietti e mi presenta il responsabile stampa della festa del cinema col quale l'indomani realizzerò un'intervista con tanto di foto per il sito ufficiale.
Roma 13 ottobre 2006 Ore 17
Arrivare in ritardo è da cafoni irrispettosi degli altri così, da vero professionista, arriva in perfetto orario. La folla esplode, lui sfoggia un abito casual ma soprattutto il suo miglior sorriso da Bond e avanza, sicuro come sempre, sul tappeto rosso. L'iconfondibile camminata felina che lo ha reso celebre in tutto il mondo è solo leggermente appesantita dai suoi 76 anni splendidamente portati. Connery è la star fra le star della festa del cinema e i fotografi non se lo fanno scappare. Lui non si nega e trova anche il tempo di sistemare un troppo invadente Patrick di Striscia la Notizia che farebbe di tutto per affibiargli il gongolo. Auditorium sala Sinopoli 1a Festa Internazionale del Cinema Connery entra in sala e sembra stupito dalla quantità di fotografi ufficiali e non presenti in sala. Saluta il pubblico e presenta la proiezione di The Bowler and the Bunnet, unico film in cui è attore e regista. Inizia una serie di domande e risposte prima della proiezione "Questo film l'ho fatto nel 67 quando avevo 11 anni" ride e contagia il pubblico. Durante la proiezione del film si apre la porta alla mia destra ed incredibilmente entra Mino Manni socio dello 007 Admiral Club e attore di cinema, teatro e TV che mi presentò a Gabriele Ferzetti che, per i bondiani, rimane il suocero di 007. "Sto lavorando a Firenze e sono venuto apposta. Non avevo il biglietto ma ho trovato una persona che mi conosce e mi ha fatto entrare". Vediamo insieme la fine del film. Prima del dibattito ci lanciamo sotto il palco per una raffica di foto che fa il pari con quella scattata pochi minuti prima sul tappeto rosso. D'altra parte con un'abile manovra ho eluso la sorveglianza all'ingresso della sala e sono riuscito ad introdurre tutta l'attrezzatura necessaria. Ricordo ancora quando a Londra mi chiesero di consegnare la macchina fotografica all'ingresso. Da allora ne porto sempre due con me.