Il Bondgustaio - Drinks, food e bond-vivre
Di: Pietro Carlo Ferrario
James Bond si riserva sempre il meglio del
meglio in ogni settore. Così con i cibi di lusso:
- Perché le ragazze cinesi hanno un sapore diverso dalle
altre?
- Tu dici che siamo meglio, eh?
- No, soltanto diverse. Come il paté foie gras1 è diverso dal
caviale russo. Però mi piacciono tutti e due2.
007, dotato di un palato capace di distinguere tra le
nuances dei più disparati sapori, è abituato alla cosmopolita
varietà della gastronomia internazionale e, in particolare,
coltiva la passione per il caviale, già amato dall'Amleto di
Shakespeare3, dal Don Chisciotte della Mancia di Cervantes,
dal Conte di Montecristo di Dumas e che si ritrova citato
perfino nel Pantagruel e Gargantua di Rabelais.
Per Bond l'“Or noir” non è il petrolio, ma inconfutabilmente
-a parte un certo casinò di Baku- le piccole uova
nero-verdastre di gusto delicato, che lo accompagnano in
tutta la sua ultra pluridecennale carriera di spia play-boy:
dal primo romanzo, Casinò Royale, al penultimo film della
EON, Il mondo non basta.
Al caviale 007 non rinuncia nemmeno quando, in Mai dire
mai, viene spedito a combattere i radicali liberi nella severissima
clinica di Shrublands, dove lo introduce clandestinamente
grazie a una valigetta segreta. Riesce così a sorprendere
la bella infermiera Patricia Fearing e a porre
rimedio ai “danni” provocati al suo fegato dagli infusi e
alle zuppe, cui è condannato suo malgrado.
Insomma, Bond non ha certo timore reverenziale per
questo alimento, né teme di essere sfidato a distinguere il
caviale “doc”, dalle numerose contraffazioni, anche se -
diciamolo a mero titolo informativo- per smascherare i succedanei,
si deve ricorrere a un sistema di focalizzazione
isoelettrica, che analizza le proteine. Infatti, una volta lavorato,
caviale e altre uova sono quasi indistinguibili al gusto.
In attesa che Q ci fornisca un cellulare o un Omega con un sistema
di focalizzazione isoelettrica dissimulato, non possiamo
che affidarci al nostro palato e a qualche informazione di base,
iniziando a parlare di colui che le famose uova le genera.
Lo storione
Per caviale si intendono le uova di storione o
Acipenser (fa parte della famiglia degli Acipenseridi),
che si pesca per lo più nel Mar Caspio e nel Mar Nero.
Di questo pesce soltanto 3 sono le specie che si utilizzano
per estrarre caviale, anche se la diversità di
specie tra un tipo e un altro di storione è secondaria.
Almeno per il sapore, non per il prezzo: le uova più
grosse e più chiare del caviale, difatti, hanno quotazioni
molto più alte rispetto a quelle più scure e piccole,
nonostante il gusto sia praticamente il medesimo.
Lo storione è un pesce di antichissima origine e conserva
alcuni tratti caratteristici dei pesci preistorici. La
sua naturale fonte di sostentamento è costituita da
gasteropodi, crostacei e piccole alone, che cattura
con la sua bocca protrattile: essa funziona come un
tubo aspirante in grado di bloccare i piccoli malcapitati.
Non disdegna a volte anche piccoli pesci, nonostante
lo storione sia un animale indolente, lento a
cacciare e qualche volta addirittura pigro nello sfuggire
ai pescatori. Questo perché, almeno in acqua,
non ha veri avversari. Avendo la fortuna di sfuggire
alla caccia forsennata che gli uomini praticano, lo storione
può vivere anche fino a 100 anni, misurare fino
Terza puntata
L’oro nero di James Bond
1 Nella versione inglese: “anatra alla pechinese” Allevamenti di caviale
2 Si vive solo due volte
3 “twas Caviar far the generai”, cioè qualcosa che il popolino non apprezza
a 9 metri e pesare oltre 1300 kg.
Purtroppo, la pesca dello storione ha subito un'escalation
così preoccupante che nel secondo dopoguerra si sono
diffusi gli allevamenti (soprattutto in Russia), proprio per il
timore dell'estinzione della specie. A questo proposito
sono state addirittura perfezionate delle tecniche di riproduzione
artificiale.
Valentin Zukosky, che produce caviale, lo Zukovsky - Il
Migliore, la cui confezione riporta la sua effige, è tuttavia
rimasto fedele ai metodi tradizionali, e, infatti, Bond ne
apprezza il risultato: “Qualità eccellente, Valentin -
approvò - I miei complimenti”4.
Proprio in un stabilimento di Baku, il “quartiere generale
mondiale” della produzione di caviale di Zukosvky, è
ambientata la nota scena d'azione di The world is not
enough con gli elicotteri di Elektra King, che letteralmente
distruggono tutto o, meglio, segano tutto, compresa una
fiammante Z8.
Tornando agli storioni, fino a qualche tempo fa, veniva
data la caccia a questa succulenta preda, che poteva costituire
la fortuna di qualche marinaio. I cosacchi, nel 1700,
avevano sviluppato delle tecniche molto raffinate per la
pesca: si trattava di sistemi differenziati, a seconda che si
svolgesse in primavera o in inverno. Quella primaverile,
consisteva nell'approntare delle palizzate, che incanalavano
il pesce, facendolo giungere poi lì dove era organizzata
la cattura. In inverno la presenza di uno spesso strato
di ghiaccio imponeva di creare un'apertura, attraverso
la quale si procedeva alla pesca del pesce con lance e arpioni.
Questo metodo presentava, però, lo svantaggio di
rovinare troppo lo storione e le proprie uova.
C'erano, poi, i pescatori della zona dell'Astrakan, che
adottavano il sistema della traina, con una serie di esche
collegate a un cavo principale, oppure con l'altrettanto
tradizionale palamito, al quale, grazie a una boa e ad alcuni
galleggianti, le esche venivano lasciate tutta la notte e
ritirate al mattino.
I tipi
Beluga
Dai pescatori è stato soprannominato il pesce elefante. È
lo storione più raro e grande (intorno ai 4 metri). Privo
delle scaglie ossee laterali, salvo il primo periodo di vita.
Vive in mare aperto, Mar Caspio e Mar Nero, nonché nei
fiumi che sfociano in tali bacini. E' l'unico storione che si
nutre di pesce e con la sua larga bocca può inghiottire
anche un salmone intero. Oltre ad essere il più aggressivo,
è anche quello che si sposta di più, per poter seguire i
branchi di pesci di cui va ghiotto. Arriva alla maturità alla
veneranda età di 20 anni, quando può pesare fino a 500
Kg e può produrre fino a 15 Kg di uova.
Il colore delle uova va dall'acciaio a un grigio chiaro perla
o foncé. La grandezza dei grani e la delicatezza della pelle
rendono il caviale inimitabile e visivamente molto diverso
dagli altri tipi. Il gusto è intenso e pieno.
E' il preferito da James Bond: ricordiamo l'esclamazione di
Gorge Lazemby in Al servizio segreto di Sua Maestà,
“Umh... Royal Beluga. Mar Caspio del Nord!”, o di
Connery in Thunderball - Operazione Tuono, dove, dopo
che Bond ha sconfitto Emilio Largo al tavolo verde, invita
Domino al nightclub del casinò per pasteggiare a base di
“Caviale Beluga” o, ancora, la soddisfazione di Roger
Moore nel mostrare alla Bond-girl di turno una confezione
dell'inconfondibile colore azzurro-blu.
Ocietrova o Ossietra o Asetra
Questo storione di media taglia pesa tra 35 e 80 Kg, è
lungo mediamente 1,3 metri e non produce mai più di 11
o 12 Kg di uova. Il colore del caviale varia dall'antracite, a
un marrone chiaro e la grana risulta un poco più grande
di quella del Sevruga. Anche la membrana che lo avvolge
è più rigida. Il caviale ha un sapore più delicato del Beluga,
con un gusto morbido connotato da note di nocciola che
gli conferisce un profumo inconfondibile.
L'Ocietrova Reale, invece, proviene da uno storione
Oscietre più grosso del peso sempre superiore a 70 Kg e
lungo circa 1,5 metri. Quando lo storione contiene uova
grosse e di colore marrone dorato sono chiamati “reali” e
solo esso può a tutto diritto fregiarsi del titolo di storione.
Ha una delicatezza incomparabile e un gusto rifinito. Il suo
grano è compatto.
Sevruga
Le sue uova hanno una spiccata connotazione aromatica,
colore grigio e una grana più grande dell'Ocietrova. E' un
pesce più parco di quest'ultimo e lungo all'incirca due
metri e mezzo, da cui non si ricavano mai più di tre chili di
caviale.
Ci sarebbero, poi, anche lo Schipp (o Schippova) più raro
e spesso confuso con l'Ocietrova, che produce 8 kg di
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Storione Beluga
4 Omonima novelization del film Il mondo non basta, di
Raymond Benson.
uova, e il Caviale d'Aquitaine, prodotto in Francia con lo
storione siberiano “Acipenser Baeri”, dapprima trapiantato
con successo nelle acque della Gironda, poi perfettamente
acclimatato in Aquitania. Ha uova di media
grandezza, di colore antracite con riflessi marrone dorato
e una qualità ottima.
Il “caviale d'oro degli zar”, infine, è di una qualità molto
rara. Uova chiare, mature, che non è detto siano migliori
delle altre. Tuttavia la rarità (non si arriva a raccoglierne
nemmeno 100 Kg in un anno) fa si che le quotazioni di
questo caviale dorato siano tra le più alte in assoluto.
Inoltre, c'è un piccolo mistero sulla sua provenienza che
ne accresce il fascino: mentre alcuni sostengono che siano
uova estratte da esemplari soltanto più grandi e più rari,
altri asseriscono che venga ricavato dai soli pesci albini!
La migliore qualità di caviale si trova senz'altro sul versante
iraniano del Caspio, che ha coste alte e mare pulito. La
capitale iraniana della pesca è Ramsar. C'è poi la Russia, il
cui centro principale della pesca è Astrahan.
Gli storioni si trovano anche in Romania, nelle foci del
Danubio, oppure alle bocche del Tigri e dell'Eufrate e sulla
costa occidentale degli Stati Uniti.
In Italia vi sono tre specie: lo storione Laudano, quello
Comune e il Cobice, anche se, causa l'inquinamento, la
presenza è fortemente diminuita. Alcuni esemplari si possono
scovare nei bacini fluviali del Po, dell'Amo, del
Tevere, del Liri e del Volturno, ma anche nel mar Adriatico.
C'è, rimanendo nella nostra penisola, qualche allevamento
di storioni bianchi, una specie americana apprezzata
per le carni da Gualtiero Marchesi. In provincia di Ferrara,
infine, si trova qualche allevamento di storioni del Po e in
provincia di Brescia, l'Agroittica Lombarda produce il
Calvisius e il Calvisius Elite.
La lavorazione
In tutti i casi,
comunque, ciò che
incide in modo determinante
è la freschezza,
vale a dire il periodo,
che intercorre fra il
momento in cui lo storione
viene pescato e
quello in cui vengono
estratte e lavorate le
uova, oltre che al
metodo di lavorazione.
Una volta estratto
dalla sacca, il contenuto di uova, questo viene ripulito e
selezionato in base alla dimensione dei grani. Vi è poi l'importantissimo
momento della salatura, perché da essa
dipende la possibilità di conservare o meno il sapore ed il
prodotto stesso. Una quantità di sale che può variare dal
2,8 al 4 % ed un periodo di pochi minuti fanno il miracolo.
E' così pronto il caviale detto “malossol”, termine che
indica proprio la lavorazione speciale.
Il malossol, vista la scarsissima quantità di sale che non
deve compromettere il sapore, va consumato in fretta,
entro 6 o 8 mesi al massimo, a patto che le condizioni di
conservazione siano state eccellenti e che la temperatura
sia rigorosamente mantenuta tra i -3° e i-50°. Nell'arco
dell'anno ci sono, come detto, due periodi di pesca, in primavera
ed in autunno, che consentono 2 cicli di 6 mesi
ciascuno per la preparazione, la commercializzazione e il
consumo del caviale malossol. Vi è un'altro sistema di conservazione,
quello del caviale, sempre malossol, ma pastorizzato.
La pastorizzazione toglie, però, un po' del
sapore e dà luogo ad un caviale di qualità inferiore, ma in
compenso offre maggiore sicurezza in merito alla conservazione,
che così supera tranquillamente l'anno e che non
richiede una rigorosa refrigerazione.
Altro tipo di lavorazione è quella del caviale “salato”. In
questo caso la percentuale aumenta dal 5% fino al 10%
con qualche effetto negativo sulla qualità.
Da ultimo troviamo la “pasta di caviale” o “caviale pressato”.
In questo caso vengono utilizzate le uova dall'aspetto
peggiore, troppo molli o rovinate nel processo di
lavorazione. La qualità può essere anche buona, ma si
perde il classico aspetto delle piccole perle nere, per una
specie di pasta grigiastra meno accattivante.
Una nota sulle confezioni di vetro del caviale russo: essa è
blu per il Beluga, giallo per l'Ocietrova e rosso per il
Sevruga. Inoltre, quando si tratta di caviale lavorato con
poco sale, si ritrova l'indicazione “malossol”, o, se è pastorizzato,
l'equivalente russo di “salato”.
Cattivi e cattivi succedanei
Se una buona spia riesce a riconoscere i traditori dal tipo
di nodo della cravatta, può senza dubbio individuare un
killer avversario in base al fatto che egli si cibi di caviale,
piuttosto che di un suo succedaneo, anche se, abbiamo
visto, che distinguere il caviale dalle imitazioni, come le
uova di salmone, trota o lompo non è per niente facile. Va
detto, comunque, che spesso sono proprio i baddies (parliamo
dei capi, non degli henchmen) a dimostrarsi grandi
ammiratori del caviale. Nel romanzo Licenza d'uccidere,
infatti, dopo che Bond e Honey sono stati condotti nella
suite dentro il covo del Dr. No, l'agente segreto nota con
sorpresa, che nella sua gabbia dorata c'è “tutto” e,
leggendo da un menù, che potrebbe essere quello del
Savoy Grill o del “21” o del Tour d'Argent, scorge Caviar
double de Beluga (quello che ordina) e Sorbet à la
Champagne. Golfinger, nell'organizzare il suo vertice della
malavita, non bada a spese, tanto che Bond può offrirne
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Il Bondgustaio - Drinks, food e bond-vivre
a Pussy Galore e a Tilly Masterton champagne e caviale
Beluga, attingendo dal sontuoso banchetto. Milton Krest
non esita ad aprire una scatola da 1 chilo di caviale
Hammacher Schlemmer (spesso l'importazione viene
effettuata proprio con scatole di latta da 1 o 2 chilogrammi,
che, poco adatte allo smercio al dettaglio, vengono
poi tramutate in confezioni più piccole). Blofeld include
nel menù del Piz Gloria prelibatezze provenienti da tutto il
globo: “dal caviale, fino al doppio mokka e al whisky
irlandese”. Il caviale è servito anche, secondo quello che
racconta a Bond Ernie Cureo, sul treno antico di Seraffimo
Spang in partenza da Spectreville.
In ogni modo, tornando alle imitazioni e, in particolare,
alle uova di salmone, queste vengono comunemente
chiamate caviale rosso, “kaviar Keta”. Si tratta di uova
rosse, che sempre maggior favore incontrano in Europa.
La produzione americana, causa la sua dimensione industriale,
è inferiore per qualità a quella russa. E non è un
problema di qualità del salmone; come avveniva per le
uova di storione, ma di lavorazione. In Usa, infatti, il procedimento
di salatura è effettuato per quantità così elevate,
da risultare irregolare. Le uova più apprezzate dagli
intenditori sono quelle prodotte dal salmone “keta”, o
“Chum”. Nella scala della qualità sono seguite da quelle
del salmone rosso, di buon gusto e di dimensioni maggiori.
Vengono poi quelle del salmone “gobbo” o rosa,
piccole e rosse, e quindi quelle del salmone argentato,
anch'esse piccole, ma di un rosso più scuro.
Circa le uova di lompo, dette anche “caviale tedesco”,
occupano la scala più bassa nella valutazione qualitativa.
Basta dire che, oltre ai consueti trattamenti, vengono sottoposte
anche a colorazione: nera o rossa, a seconda che
lo si voglia far somigliare rispettivamente al caviale o alle
uova di salmone. Alla sua grande commercializzazione,
oltre al basso costo di produzione, concorrono la lunga
conservazione del prodotto e la semplicità della lavorazione.
Le uova sono molto più dure e resistenti di quelle
di storione e, quindi, più facilmente trattabili: sopportano
una salatura molto elevata, potendo arrivare fino al 15%.
Alcune aziende di confezione non disdegnano addirittura
la pastorizzazione o i conservanti chimici.
Anche le trote vengono utilizzate per estrarre le uova. Si
tratta di trote di mare che danno un prodotto che
assomiglia un po' alle uova di salmone keta, di colore
chiaro e qualche volta vengono colorate di nero e chiamate
“Malossol nero”. Operazione effettuata in
Germania, per giocare sul richiamo alla salatura del caviale
(malossol).
Infine la “bottarga”, che, contrariamente a quelli finora
richiamati, non ha intenzione di proporsi come alternativa
al caviale. Anzi ha una sua immagine ben definita ed originale.
In pratica, sono uova di tonno o di muggine che
vengono salate, quindi pressate e poi seccate. E’ una
tradizione gastronomica dei Paesi marinari del
Mediterraneo orientale, soprattutto Grecia e Turchia, che
ha attecchito anche nel nostro Paese, in special modo in
Liguria. Non ha velleità elitarie, ma rimane pur sempre una
produzione molto circoscritta, anche in virtù del suo
sapore deciso, particolare e molto forte che ben si coniuga
con tartine e pastasciutta.
Non prendiamo nemmeno in considerazione le uova di
lumaca, che Mata Bond propina al padre5 .
Caviale, Vodka, Champagne e…
Marchese de Gavi
I puristi consigliano di servire il caviale in un contenitore di
cristallo, posato su del ghiaccio tritato, utile a mantenere
costante la temperatura, che se troppo bassa uccide il
sapore. Viene consigliato quindi di togliere la scatola dal
freezer diverse ore prima di aprirla, preparando le porzioni
solo al momento di servirle.
Nessuna aggiunta, se si tratta del malossol. Qualsiasi elemento,
anche poco limone, cambia irrimediabilmente il
sapore. Invece, limone, cipolla e qualche piccolo tocchettino
di formaggio è di prammatica per il caviale salato, la
cui sapidità va “spezzata”. In ogni modo, occorre tenere
presenti due regole nel consumo del caviale: 1) questo
dovrà essere complemento di un cibo-base di sapore neutro;
2) sarà l'unica nota dominante, ovvero non dovrà
sovrapporsi a nessun altro sapore forte, pena il rischio di
far scomparire il suo gusto tipico.
Un'altra modalità di servire il caviale - per alcuni la
migliore - consiste nell'accompagnarlo con fette sottili di
pane tostato, debitamente imburrate. È il modo classico
che ritroviamo nella tradizione dei Paesi scandinavi, dove
sono famosi gli smorrebrod. Il caviale viene appunto servito
su fette di pane imburrato accompagnato da cipolline
fresche tritate e talvolta, da uova sode o strapazzate.
Mr. Bond si limita al pane tostato, infatti, nella sua prima
avventura ordina:
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Terza puntata - L’oro nero di James Bond
5 Casino Royale, 1967.
“…molti crostini. La difficoltà - spiegò a Vesper - non è
tanto quella di avere abbastanza caviale, ma quella di
avere abbastanza crostini.” Quanto a me, - disse, dando
un'ultima occhiata al menu, - farò compagnia alla signorina
col caviale”.
Anche, a bordo del Silver Meteor, in viaggio per New York,
Bond farcisce il pane da sandwich in compagnia di Jill6.
Così come in aereo verso Shannon:
“Un'ombra coprì gli ultimi raggi del sole che filtravano nella
cabina e Bond distolse lo sguardo dall'uomo. Era Tiffany
Case. Gli passò accanto, si diresse verso la scaletta che portava
al ponte inferiore e al bar, e scomparve. A Bond sarebbe
piaciuto seguirla. Scrollò le spalle e aspettò che lo steward
passasse col carrello dei cocktail e delle tartine di caviale… ”7
Nella tradizione gastronomica della Russia, la grande
patria del caviale, le piccole uova nere vengono associate
ai blinis: piccole crepes guarnite con burro fuso, panna
acida, cipolla tritata e uova sode sminuzzate, gustate da
Bond non lontano da Mosca in The man from Barbarossa
di John Gardner (1991).
Mentre gli svedesi accompagnano i loro smorrebrod con
la birra, i russi bevono la tradizionale vodka ghiacciata.
Analogamente, Bond, in Bersaglio Mobile, rientrato nel
mini-sub camuffato da iceberg, dopo una faticosa missione
tra i ghiacci della Siberia, mostra a Kimberley Jones
ciò che si è procurato: “caviale di prima qualità, vodka ben
shakerata e un microcip”8, invitando così la ragazza a
brindare con la Stolichnaya. In Mai dire Mai, invece, è la
Absolut Red Label ad essere abbinata al caviale. In effetti,
con il caviale salato e, meglio ancora, con quello pressato,
di sapore più forte e deciso, la vodka si accompagna ottimamente.
Si ritiene che l'abbinamento migliore per il malossol,
invece, sia con i vini bianchi, secchi e ben ghiacciati,
spumanti, oppure, come spesso preferito da Bond, champagne,
secondo il modello classico “caviale & champagne”
imposto dai francesi, grandi consumatori di
entrambe le cose. Classico accostamento che piace anche
a M, quando cena al Blades con 0079 o quando ha come
ospite Koskov a Stonor, casa sicura del SIS10.
Al caviale più delicato, ad esempio il “sevruga malossol”,
si abbinano anche alcuni vini italiani, che non ne prevaricano
il sapore, come il Marchese de il Gavi, uno dei vini
preferiti dal James Bond di Gardner. Esso viene prodotto
in una ristretta zona collinare nell'Alto Monferrato, nella
zona meridionale della provincia di Alessandria, composta
da 59 comuni, tra cui spiccano per notorietà Acqui, Ovada
e, appunto, Gavi. Di questo vitigno, benché‚ di origini
molto antiche, si hanno notizie risalenti soltanto a pochi
secoli fa. Infatti, la prima descrizione dell'uva Cortese si
trova nella ampelografia dei vitigni coltivati in territorio
piemontese stilata dal Conte Nuvolone, pubblicata nel
1798, dove l'uva Cortese viene così descritta:
“ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi,
quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare,
fa buon vino, è abbondante e si conserva”.
La gradazione minima deve essere di 10,5°. Bond e Wimper ne
devono una bottiglia dell'85 ne La morte è per sempre (1992),
al ristorante dell'Hotel Cipriani, il cui salone appare “simile ad
una navata di una cattedrale dedicata alla buona tavola” (a far
data dal 18 Luglio 2004, l'Hotel figura, fra l'altro, tra i Bond
Point Classic). Ricordiamo, infine, la brillante sintesi bondiana
realizzata con il Martini De Russie, tra il Martini Cocktail e il
Caviale, che Leonardo Temperini e Massimo D'Addezio propongono,
ispirati a 007 e Tiffany in Diamonds are forever, al
Grand Hotel De Russie, uno dei Bond Point Privilege più vivaci.
Qualche “dritta” per bond-gustai
Il caviale, come tutti i prodotti d'élite, ha un'indole un po'
permalosa e pretende comportamenti ineccepibili per la
degustazione. Niente cucchiai di argento che potrebbero
sovrapporsi alla sensuale purezza di chi nasce nelle profondità
del mare. E' necessario usare materiali il più possibile
naturali, come legno, corno, conchiglia di madreperla
indonesiana, senza escludere l'oro zecchino.
Ancora prima di scegliere le posate, tuttavia è, necessario
verificare nelle confezioni in vetro lo stato di conservazione
delle preziose uova, esaminandone il colore. Infatti, quando
è avariato, il caviale perde subito i propri elementi cromatici.
Inoltre, si verifica una perdita di livello unitamente a
un'abbondante produzione di salamoia e le uova si ammorbidiscono.
A confezione aperta, poi, se il caviale è avariato,
emana un forte odore di olio di pesce. Diverso, invece, è se
il contenitore ha prodotto un po' di salamoia, ma i grani di
caviale sono ancora duri e l'olfatto non percepisce nulla di
sgradevole: in questo caso il caviale si può servire.
Al ristorante bisogna, infine, ricordarsi di ordinarne caviale
per tre, perché, come insegna Bond, oltre a tener conto
della propria ospite e di se stesso, è necessario considerare
il proprio spettro, che “si merita una ricompensa”,
dileggiando Largo, meno fortunato al tavolo verde.
Ultimo consiglio è quello di chiedere almeno “cinquanta
dollari di caviale Beluga, cioè il minimo che occorre
ordinare se ne volete più di un cucchiaino”, come ricorda
Bond a Domino Vitali, sempre in Thunderball.
Fonti:
Piero Gamacchio, “Perle di inestimabile sapore”, su
Yachtsman n. 1/2004;
Maurizio Testa, “Calviale e salmone”, Anthropos, 1988.