I racconti dall’aldilà
Di:Geoffrey Boothroyd
Questa rubrica è una novità che noi dello 007 ADMIRAL CLUB abbiamo deciso di realizzare per tenere sempre vivo nella memoria di tutti noi il ricordo di quello straordinario personaggio che era Q. In questa prima puntata, l’inventore dei servizi segreti britannici ci racconta delle sue autoradio Mi chiamo Goeffrey Boothroyd anche se probabilmente nessuno di voi mi conosce con questo nome. Eppure se vedete la mia faccia sono sicuro che la riconoscete immediatamente. Sono quel vecchiettino (ho già compiuto 84 anni) che in moltissime occasioni ha salvato la vita all’agente segreto più famoso del mondo: James Bond. Il mio nome in codice è Q e sono a capo della omonima sezione del servizio segreto di sua Maestà. In quasi quarant’anni di attività sono andato in ogni capo del mondo a fare da balia a quel matto di James. Per me è come un figlio. Povero ragazzo è rimasto orfano giovanissimo e
quando è entrato nel servizio segreto ne combinava di tutti i colori. Ad un certo si è sposato con una contessa di origine corsa. Era splendida si chiamava Tracy, Teresa Draco Di Vincenzo. Io gli ho fatto da testimone. Mi ricordo era il 31 dicembre del 1969, dopo poche ore, appena iniziato il viaggio di nozze, è rimasto vedovo. Blofeld il suo più acerrimo nemico, per mano della sua compagna (quel mostro di Irma Bunt) l’ha uccisa. Quando l’ho trovato, era in macchina che stringeva sua moglie priva di vita tra le braccia e non faceva che ripetere “abbiamo tutto il tempo del mondo”, piangeva e non si dava pace. Poi all’improvviso è scattato come una molla e si è trasformato in una macchina da vendetta. Ha iniziato a dare la caccia a Blofeld fino a quando non l’ha trovato e ucciso in Giappone. Alla fine era talmente distrutto fisicamente e psicologicamente che se non era per una ragazza locale, una
certa Kissy Suzuki, sarebbe morto. Questa pescatrice AKI invece l’ha raccolto eh….be sapete… James Bond con le donne…be insomma alla fine ha avuto un figlio da lei. Sembra una maledizione ma, a quel povero ragazzo, tutte le persone della sua famiglia gli muoiono intorno di morte violenta. Così dopo i genitori e la moglie anche il figlio è morto, o meglio è stato ucciso. Forse è per tutte queste tragedie che lui si è legato cosi tanto a me e a 84 anni suonati non ho nessuna intenzione di lasciarlo, ancora una volta, solo al mondo. Adesso mi trovo in Italia, a Milano per la precisione. Ho saputo che all’Admiral hotel quel matto del suo proprietario ha fondato un club e un museo dedicato a Bond. Lo 007 ADMIRAL CLUB. Ho pensato che un saltino in perlustrazione era d’obbligo farlo per vedere che tutto fosse in regola. Mi sono presentato alla reception in incognito vestito da Pope greco ma L’ammiraglio Edward Coffrini Dell’Orto, da dietro lo specchio segreto del suo ufficio, mi ha riconosciuto subito. Parlando con lui mi sono reso conto che prima o poi prenderà il posto del mio James. E’ tutto matto! Senza l’appoggio di nessuno, se non dell’altro presidente del club Andrea Carlo Cappi e dei suoi due amici fidati: il Raschi e il Mancini, è andato in missione nelle stesse location di 007 e ne ha combinate di tutti i colori. Si è fatto trascinare in acqua da un motoscafo ed è saltato da un dirupo con un ombrellone al posto del paracadute, come Moore in solo per i tuoi occhi, è entrato, quasi di nascosto, a GOLDENEYE (la villa in Giamaica dove Ian Fleming scrisse tutti i romanzi di 007), ha strozzato dei cattivi con gli sci al Piz Gloria in Svizzera, ha sciato nella pista di bob e sul trampolino di Cortina, è stato nella casa di Hemingway a Key West dove Dalton rassegnò le dimissioni dal servizio segreto per aiutare il suo amico Leiter….New York, Las Vegas, Londra Parigi e altre ancora. Non mi stupirei di vederlo sul set insieme a Brosnan nel prossimo film. A parte questo il suo incontro per me è stato fondamentale perchè mi ha presentato il mio parigrado italiano: Rocco Patriarca. Come copertura ha scelto quella del giornalista di ACS AUDIO CAR STEREO. In realtà oltre a modificare lui di persona le autoradio di un discreto numero di agenti sul territorio italiano, è in contatto con tutti gli esperti più incalliti e ingegnosi di questo mestiere. Una volta gli inventori dei servizi segreti di tutto il mondo erano nascosti in scantinati o palazzi di copertura, oggi invece scrivono perfino sui giornali e sembrano fare a gara a chi inventa la diavoleria più incredibile…ahh come cambiano i tempi. Ma anche da noi a Londra è così.