Hotel Savoy il Bond Point di Firenze
E' un caldo pomeriggio di primavera e l'Arno
scorre veloce mentre attraversiamo Ponte
Vecchio,una breve passeggiata a caccia di vecchie
edizioni di Fleming nei vicoli della Firenze più antica. Ma sì, dai,
fermiamoci anche in quest'ultimo negozietto, sto cercando la
Ferrari di Goldeneye, chissà se siamo fortunati, del resto ormai
abbiamo il demone (come dice il Presidente Dell'Orto).
Le stanze che ci ha messo a disposizione Davide Bertilaccio, giovane
e raffinato General Manager dell'albergo fiorentino,
cinque stelle lusso, sono splendide, spaziose e luminose, e con
una vista incredibile sui tetti dell'incantevole capoluogo
toscano. Non vorremmo uscire mai ma siamo qui a svolgere una
missione. La consegna della targa di Bond Bar all'elegante resort
Hotel Savoy del gruppo Roccoforte, dopo Venezia, Cortina,
Portofino, Roma è finalmente il momento di Firenze.
Il progetto che ha visto la luce poco più di un anno fa è ormai
una realtà. Dopo aver contattato i trenta Bond Bar italiani abbiamo
consegnato loro il prestigioso riconoscimento, e ora è il
momento di Firenze. L'Hotel Savoy situato in un'antico palazzo
in piazza della Repubblica, accanto agli storici Caffè Gilli,
Pascowsky, e Giubbe Rosse che videro la nascita di movimenti
letterari, redazioni di giornali e furono la fucina del Futurismo,
dove Soffici prese il famoso "schiaffo".
Ci accoglie all'ingresso il portiere gallonato e con tuba, gli arredi
eleganti ci fanno ricordare il Savoy di Londra dove Ian Fleming
si fermò a colazione per valutare insieme ad una nobildonna
londinese, il giovane attore scozzese Sean Connery, prima della
trasformazione e delle notti trascorse a dormire in smoking per
abituarsi ad indossarlo.
I giornalisti si accomodano piano piano nella sala opportunamente
predisposta, un ampia vetrina con oggetti bondiani fa
capolino ed identifica immediatamente l'argomento della serata.
La conferenza stampa ha inizio con le consuete citazioni d'effetto,
per colpire gli intellettuali presenti, su Kennedy, Eco, Fellini e
la loro ammirazione per Bond, per poi proseguire con l'elenco
degli scrittori coinvolti nel progetto tra i quali l'ottimo Mario
Spezi già redattore della Nazione oltrechè scrittore saggista,
presente tra gli intervenuti, e che ha scritto un breve racconto
sul Savoy di Firenze, narrando di un Bond già attempato e di
una cena sontuosa nel consigliatissimo ristorante.Tra un'aneddoto
e l'altro cercando di tenere a freno la sete degli ospiti giungiamo
finalmente al momento clou della serata invitando il
Direttore Davide Bertilaccio ad avvicinarsi per le foto di rito e per
ricevere insieme al Capobarman Antonio Dandrea l'ambito
riconoscimento. Qualcuno dalla platea mormora, era ora, si può
finalmente cominciare la degustazione, inizieremo con
Champagne per poi raggiungere il piano di sopra dove i Martini
si susseguono in rapida successione e dove in prima assoluta italiana
degusteremo la vodka Greygroose importata da Bacardi-
Martini, vera e propria regina della serata. Ospiti eleganti, giovani
donne in lungo e un'apparizione di Dario Cecchini (il macellaio
dei Vip che recita la Divina Commedia a memoria) rendono
questo omaggio a 007 e ai luoghi a lui preferiti, divertente e raffinato.
Antonio Dandrea miscela sapientemente i cocktail preferiti
da Bond: il Vesper, il Vodka Martini shakerato, la Vodka al
pepe, e non dimentica neppure quelli amati dalle Bond Girl: il
Bacardi Cocktail, lo Stinger, il Mojito, il Bloody Mary. Il
Capobarman del Gilli, ospite in visita di cortesia, chiede un Bull-
Shot, ben sapendo che è il prediletto da Mr. Krest (il cattivo nel
racconto "La rarità Hildebrandt"). Guardo il Bar "L'Incontro"
dell'Hotel Savoy: è strapieno, musica Lounge, luci calibrate, bella
gente. Esco insieme a Silvia, a Pietro Ferrario (anima del progetto
e ricercatore attento delle abitudini alimentari di 007), a Max giovane
avvocato e attivo segretario ed economo della "Shaken not
Stirred" (la neonata associazione culturale di Ferrario e Bonacini,
dedita all'approfondimento del personaggio Bond sotto il profilo
enogastronomico). Mentre cala la notte, ci concediamo l'ultimo
Romeo and Julieta, siamo concordi nel pensare che se Bond fosse
passato di qua, si sarebbe certamente fermato ad assaggiare un
Martini, preparato da Antonio. Toc Toc. Servizio in camera signore.
Ma che ore sono? Già le nove? Con fatica riordino i pensieri.
Dove sono? Poi finalmente comincio a ricordare: Ok ci
siamo, Bond, Firenze, il Savoy…!?…Troppi Martini ieri sera!!
Pietro Ferrario, Luca Bonacini e “il padrone di casa”
all’Hotel Savoy di Firenze
Novità assoluta: le marmellate Bond Point
Hotel Savoy il Bond Point di Firenze
Di: Luca Bonacini