Giancarlo Giannini

Mentre per un soffio il nostro Presidente non e' riuscito ad apparire nel nuovo Casino Royale, un'altro italiano e' entrato nel pantheon dei connazionali che hanno lavorato in un film di James Bond. Giancarlo Giannini, con piu' di trent'anni di cinema alle spalle, e' René Mathis in Casino Royale. Dopo Daniela Bianchi, Adolfo Celi, Luciana Paluzzi, Gabriele Ferzetti, Giorgio De Gasper e Maria Grazia Cucinotta, Giannini e' l'ultimo attore italiano ad apparire a fianco di James Bond (e di Caterina Murinno e Claudio Santamaria) nel ruolo dell'agente francese che assiste 007 nella sua missione a Royale des Eaux. Il personaggio e' noto ai lettori dei romanzi di Fleming, ma nei film appare per la prima volta. Nell'attesa di vedere come Giannini ha dato vita a questo mitico personaggio Flemingiano, Quarterdeck vi presenta la sua straordinaria carriera. Nato a La Spezia, il primo agosto 1942, Giannini si trasferisce a Roma, dove frequenta l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. I primi passi li muove a teatro, dove si fa notare lavorando con Giuseppe Patroni Griffi in "In memoria di una signora amica" (1963) e con Franco Zeffirelli l'anno seguente in "Romeo e Giulietta". Sul grande schermo debutta nel 1965 in "Fango sulla metropoli" di Gino Mangini. Ma, come ancora oggi accade in Italia, la popolarità arriva con la televisione dove interpreta il ruolo del protagonista nello sceneggiato tv "David Copperfield" nel 1967. Deve invece aspettare altri tre anni per imporsi al cinema, con "Dramma della gelosia - tutti i particolari in cronaca" di Ettore Scola, in cui inizia a tratteggiare la figura dell'irrascibile sottoproletario che lo portera' al successo negli anni successive. Nel 1971 è protagonista del thriller "La tarantola dal ventre nero" di Paolo Cavara, mentre l'anno successivo e' a fianco di Alain Delon in "La prima notte di quiete" di Valerio Zurlini. E' l'incontro con la regista Lina Wertmüller che lancia definitivamente Giannini e lo identifica con il suo personaggio piu' popolare. Nel 1972 appare nei panni dell'operaio siciliano "Mimì metallurgico ferito nell'onore." Sempre guidato dalla telecamera della Wertmüller, Giannini trova i suoi personaggi migliori: Tunin di "Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza" (1973), "Pasqualino Settebellezze" (1976), e il marinaio Gennarino di "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" (1974). Queste parti gli portano il successo nazionale e internazionale. Nel 1973 vince un Nastro d'argento come miglior attore per "Mimì metallurgico" e la Palma d'Oro come Miglior Attore al Festival del Cinema di Cannes per il ruolo di Tunin in "Film d'amore e d'anarchia". Nel 1977 riceve una nomination all'Oscar come miglior attore protagonista per il ruolo di Pasqualino Settebellezze. In questi anni Giannini mostra un talento multiforme, muovendosi dal comico al drammatico con disinvoltura e grande bravura. Dino Risi Dalla frenesia di "Sesso matto" (1973) di Dino Risi alle tinte cupe di "Fatti di gente perbene" (1974) di Mauro Bolognini, dai toni leggeri di "A mezzanotte va la ronda del piacere" (1975) di Marcello Fondato a quelli elevati de "L'innocente" (1976) di Luchino Visconti, dalla commedia italiana di "In viaggio con Anita" (1978) di Mario Monicelli alla dimensione internazionale di "Lili Marleen" (1980) di Rainer Werner Fassbinder.

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