IL MIO NOME È GIACOMO BONDI

di Andrea G. Pinketts

james bondChe spreco festeggiare la provvisorietà del 2000 come anno 00, quando sarebbe bastato aspettare 7 anni per brindare a Taittinger in onore dell’eterno 007. Il mondo non è abbastanza (furbo). Come dimenticare che il primo 45 giri dei Beatles, Love Me Do, e il primo film di 007, Licenza di uccidere, sono usciti la stessa settimana?
Mi spiace contraddire due bondologi raffinati quali Andrea Carlo Cappi e Edward Coffrini Dell’Orto, autori di Mondo Bond-Tutto quanto fa 007 (Editrice PuntoZero), ma sono costretto a una rivelazione sconvolgente: James Bond è italiano. È pur vero che Fleming descrive gli italiani come gangster o come cumenda milanesi che giocano al Casinò Royale, e che l’aplomb british di Bond è segno di distinzione come gli orrendi copricapi della regina Elisabetta. Ma si tratta di una montatura della SPECTRE per depistare i servizi segreti. Le prove? Un paio di anni fa, una ricerca medica ha stabilito che se Bond avesse bevuto quel che ha bevuto, fumato quel che ha fumato e spulzellato quel che ha spulzellato, altro che Pierce Brosnan. Avrebbe l’aspetto di Zucchero "Sugar" Fornaciari dopo un veglione di Capodanno. E ancora, Bond è mammone. M, il suo capo, sta per Mother, e Q, l’esperto in armi pazzesche, se lo culla come una vecchia zia delle sorelle Materassi di Palazzeschi.
Goldfinger, Goldeneye: Bond ostenta l’oro come un tamarro nostrano con crocefissi sul petto villoso. Il sesso? L’uomo dalla pistola d’oro (chiaro simbolo fallico), tal Scaramanga, viene sconfitto sullo stesso piano da 007, che padanamente ce l’ha più duro. Quando scopre l’AIDS, che ha veramente la licenza di uccidere, Bond diventa quasi ascetico come il primo Formigoni. Bond giocatore sfegatato? Bella forza: gioca coi fondi del servizio segreto. In Si vive solo due volte, il vulcano giapponese è un freudiano tributo al Vesuvio. Bond va in missione a Cortina come Marta Marzotto (Solo per i tuoi occhi) e tenta di ostacolare un magnate tv come un giornalista de L’Espresso fa con Silvio Berlusconi (Il domani non muore mai). Bond incarna l’italiano medio e le sue miserie e nobiltà raccontate da Beppe Severgnini. Il suo nome è Bondi, Giacomo Bondi. Per gli amici Giacomino.
Andrea G. Pinketts, grande scrittore italiano di noir, è autore di libri di successo, con protagonista il personaggio di Lazzaro Santandrea. Tra questi Il senso della frase (Feltrinelli), Il conto dell’ultima cena e L’assenza dell’assenzio (Mondadori). I suoi lettori in Francia (dove è pubblicato da Rivages) lo hanno soprannominato "la leggenda vivente". Ha partecipato all’antologia Gioventù cannibale (Einaudi) col racconto Diamonds are for never.

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