Gabriele Ferzetti
C’e’ un personaggio nei film di Bond molto inusuale. All’inizio del film e’ un gangster, capo dell’organizzazione criminale Unione Corsa.In seguito diventa alleato di Bond e, per tirare fuori dai guai la figlia, aiuta l’MI6. Alla fine diventa suocero di James Bond, quando 007 sposa Tracy di Vincenzo. Il film in questione e’ Al servizio segreto di sua maesta’, con George Lazenby, e il personaggio e’ Marc Ange Draco, impersonato da Gabriele Ferzetti. Draco e’ un personaggio complesso nel panorama ultra-semplificato delle trame bondiane, dove i personaggi sono bianchi o neri, buoni o cattivi. Draco e’ grato a Bond per aver salvato la vita della figlia e gli offre un milione di sterline se accetta di sposarla. Bond rifiuta ma finisce con l’innamorarsi e la sposa comunque. Draco e’ anche un criminale, capo della potente organizzazione mafiosa corsa, che mette a disposizione il suo piccolo esercito privato per attaccare la base Piz Gloria di Blofeld. Durante la scena finale del matrimonio, si vede un affabile M che chiacchiera di passate operazioni con Draco, una immagine che rimane nella storia dei film bondiani. Il personaggio e’ talmente memorabile che Raymon Benson, lo scrittore che eredita i diritti di scrivere i libri di James Bond, lo recupera in I sogni non si uccidono (2002) e lo fa eliminare proprio da 007 durante l’attacco finale alla villa di Le Gerant, il cattivo di turno. In Al servizio segreto di sua maesta’, Gabriele Ferzetti regala una performance sobria ed elegante dell’improbabile criminale alleato (e suocero) di James Bond. La parte di Draco in qualche modo e’ una sintesi dei mille ruoli impersonati da Gabriele Ferzetti nella sua attivissima carriera d’artista. Ai suoi inizi infatti, l’attore nato Pasquale a Roma il 17 marzo 1925, si afferma con personaggi romantici, qualche volta sconfitti dalla vita. Nel seguito pero’ emerge come villain, in ruoli di gangster o malvivente. Per aver accettato un provino cinematografico, Gabriele viene espulso dall’Accademia d’Arte Drammatica di Roma nel 1942. Ottiene cosi’ la parte nel suo primo film, La Contessa Castiglione. Sono altri tempi, e Gabriele e’ coraggioso a scegliere il grande schermo quando un attore di cinema era considerata una professione di seconda classe. In ogni modo, dopo essersi affermato come attore di cinema, Gabriele non ha problemi a ritornare sul palcoscenico. La sua prima affermazione importante sullo schermo e’ in Provinciale (1953) di Mario Soldati, in cui, grazie alla sua interpretazione dello sbiadito professor Vagnuzzi, si aggiudica il Nastro d’argento (l’Oscar italiano) come migliore attore non protagonista. Nello stesso anno interpreta Puccini nel film omonimo di Gallone sul grande musicista e disegna la figura di un disinvolto stagnino nel Sole negli occhi di Antonio Pietrangeli. E’ di nuovo Puccini nel 1954 in Casa Ricordi. Nello stesso hanno gira Vestire gli ignudi, Camilla ed e’ il protagonista in Le Avventure di Giacomo Casanova di Steno. Proprio mentre interpreta il ruolo del donnaiolo incallito si avvertono i primi segni del suo destino bondiano. Nella pellicola infatti lavora una certa Ursula Andress. Nel 1955 Michelangelo Antonioni lo vuole in Le amiche, a fianco di Valentina Cortese. Il grande regista lo chiama di nuovo nel 1960 nel capolavoro L’Avventura, in cui si evidenzia nella grande interpretazione di Sandro, il protagonista, uno sconfitto della vita. Esemplare e’ pure nel ruolo del protagonista in Lunga notte del 43 di Vancini, con le sue incertezze e la sua abdicazione degli ideali. Prima del 1960, compare tra gli altri in Il prezzo della gloria (1955), uno dei pochi film con Mike Bongiorno, in Donatella (1956) di Mario Monicelli, in Difendo il mio amore, a fianco di Vittorio Gassman e Parola di ladro (1957) di Gianni Puccini e Nanni Loy nel ruolo di un lestofante in guanti gialli, stilizzato con humour.