Quanto costa l’Operazione “Endurance Freedom”

di Francesco Mancini

 

Chi bazzica il mondo di James Bond è abituato a grosse cifre: gli ultimifilm con Pierce Brosnan costano circa 50 milioni di dollari (circa 60milioni di Euro) e ne incassano 350 (circa 407 milioni di Euro). Ma sononiente rispetto a quanto costa una guerra vera. Visto che (purtroppo) citroviamo in tempi di guerra, facciamo due conti in tasca a quanto lacoalizione americana sta spendendo per combattere i Talebani inAfghanistan.Ma prima una precisazione: a noi fan di James Bond la guerra piace solonei film. Se questo articolo può sembrare non tener conto di altri ben piùrilevanti “costi”, non dateci dei guerrafondai. Vogliamo solo mettere inevidenza un altro aspetto aberrante della guerra. Chiarito ciò, facciamo iconti. Le cifre ufficiali parlano di un paio di miliardi di dollari al mese(circa 2,5 miliardi di Euro), ma molti dicono che è una stima ottimistica.Tanto per avere una proporzione, la “no fly zone” sull’Iraq impiega circa7.000 uomini e costa solo 1 miliardo di dollari all’anno (circa 1,2 miliardidi Euro).Ma vediamo qualche dettaglio, incominciando dagli uomini. Diciamo checi sono in media circa 20.000 persone sul territorio. Non pensate solo aimilitari che vedete in TV durante le operazioni. Quando non combattono,Francesco Mancini in missione questi ragazzi e ragazze mangiano, dormono, si lavano e fanno il bucato,scrivono lettere a casa, guardano la televisione, vanno a messa o partecipano a riti della loro religione, giocano abeachvolley o a carte. Tutto ciò costa un sacco di soldi: tra 1 e 3 miliardi di dollari in 6 mesi (tra 1,2 e 7 miliardi diEuro). E naturalmente dovete pensare che questa gente si trova in mezzo al deserto e quindi tutto deve essere portato lì:non solo tende e brande, ma toilettes, gas, luce, servizio postale, cucine, pentole e vasellami vari, tonnellate di cibo eacqua. Nel Pentagono si dice che chi si occupa della logistica militare sia il vero genio: da loro dipende il successo dellamissione. Tutto questo deve essere fatto velocemente, in modo sicuro e garantendo il minimo disagio alle truppe. Gliamericani solo l’unico esercito al mondo in grado di fare questo sul larga scala, in meno di un mese e in ogni parte delmondo. Un qualsiasi esercito europeo, che dovesse fare da solo, ci impiegherebbe un anno solo per trasportare tutto ilnecessario per incominciare la guerra. Da questo capite quanto sia strategicamente importante avere l’appoggio di unpaese come l’Arabia Saudita o del Pakistan. Se i paesi limitrofi non concedono l’uso del proprio territorio per installaretutte queste strutture, i costi possono triplicarsi.E finora, come avrete notato, non abbiamo ancora sparato un colpo. Veniamo allora alle armi. Consideriamo la faseiniziale di pesante bombardamento. Questa è naturalmente la fase più costosa. Qualcuno dice che alcuni generali alPentagono si sarebbero opposti all’uso di “cruise missiles” (i Tomahawk, per intenderci, che si fanno anche 1.600 kmprima di raggiungere il bersaglio): non volevano sprecare un missile da 2,5 milioni di dollari (l’uno!) (circa 3 milioni diEuro) per abbattere una tenda da 5 dollari! Facili ironie a parte (gli americani ne hanno circa 5.600 di Tomahawk),potete immaginare quanto sia facile far lievitare i costi in questa fase.I missili cosiddetti “intelligenti”, teleguidati, aria-superificie costano meno e sono più precisi: i JDAM (Joint DirectAttack Munition) costano 30.000 dollari (circa 35.000 Euro) e gli americani ne hanno in dotazione 88.000. Quandocolpiscono distruggono un raggio di circa 15 metri. Poi ci sono i bombardamenti dai famosi B-52 o B-1B, delle vere eproprie fortezze volanti che costano circa 350 milioni di dollari l’uno (circa 400 milioni di Euro). In genere, unbombardiere si fa due missioni al giorno, cioè 10 ore di volo. Il resto del tempo va via nel viaggio, nei rifornimenti enella manutenzione, oltre al fatto che i piloti devono anche dormire. Ogni ora/volo viene a costare circa 10.000 dollari(circa 12.000 Euro) tra il carburante, lo stipendio dei piloti (in un B-52 ci sono a bordo 5 persone) e i pezzi dimanutenzione. Ogni missione usa circa 10 bombardieri. Dunque se consideriamo 10 bombardieri al costo di 10.000dollari all’ora e una media di 10 ore di volo al giorno abbiamo una spesa di circa 1 milione di dollari al dì (circa 1,7milioni di Euro). Non male, vero!Infine abbiamo gli elicotteri che costano meno ma anche quelli non scherzano. I mitici Apache (che tutti avrete visto neifilm sulla guerra del Vietnam) costano 17 milioni di dollari l’uno (circa 20 milioni di Euro), mentre i più leggeriBlackhawk (che sono protagonisti del recente film di Ridley Scott sulla guerra in Somalia “Black Hawk Down”)costano solo 8 milioni di dollari (circa 9,3 milioni di Euro).Qualcuno si è perso in questo mare di cifre? Anch’io! Ma vi assicuro che sono un sacco di soldi. Qualcuno pensa che cisiano modi migliori per spenderli? Anch’io! Ma vi assicuro che oggi le armi più costose sono anche quelle più precise eche quindi creano meno “danni collaterali” (leggi, uccisione di civili). C’è chi lavora ogni giorno con queste cifre e chesa che ogni dollaro speso in più in un missile intelligente può salvare diverse centinaia di vite. Non ci fa sentire meglio,ma nella logica della guerra è meglio di nulla.

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