Donne e motori

Gioie e dolori

Di: Giorgio Perrozzi

donne_motori13donne_motori14E’ vero che così facendo probabilmente è diventata il simbolo delle BONDGIRLS ma io avrei preferito approfondire altre lezioni con lei, per valutarne i miglioramenti. Tornato in patria sono andato nel laboratori di Q. Zio Q per me era come un padre, si è sempre preso cura per me sin da quando sono rimasto orfano all’età di otto anni. Quella volta si era superato: dopo anni di lavoro aveva concepito la macchina perfetta, un sogno su quattro ruote al punto che a chiunque chiediate, ancora oggi, qual è la mia macchina, tutti rispondono l’ASTON MARTIN DB5. Io e lei facemmo invidia al mondo! Già di serie era in grado di superare i 200km/h. Inoltre, il buon Q, l’aveva equipaggiata con una serie di gadgets che hanno fatto impazzire anche i vertici di quei rintronati del KGB. Pensate che obbligavano i loro ingegneri e i loro agenti segreti a guardare tutte le mie pellicole. Quel gioiello mi salvò la vita nelle missioni “Goldfinger” e “Thunderball”, poi dovetti abbandonarla per diversi anni, fino a quando non decisi di comprarmela e di usarla come auto personale. Nel 1995, prima della missione “GOLDENEYE”, mi sono divertito a gareggiare con una Ferrari 355 nei pressi di Montecarlo. Pazzesco! Anche perché alla guida della Ferrari c’era l’affascinante e letale Xenia Onatopp. Quella georgiana mi faceva impazzire, anche se aveva una curiosa peculiarità: raggiungeva l’orgasmo strangolando gli uomini fra le cosce. Nella sauna ci ha provato anche con me ma… beh se sono ancora qui evidentemente ha vinto il sesso sicuro. Scusate, come al solito mi sono lasciato trasportare, facciamo un passo indietro perché non si può non spendere due parole sul pilota personale di Mr Goldfinger. Il suo nome era PUSSY GALORE, che tradotto letteralmente significa “passera a mazzi”. E vi assicuro che mai definizione fu più azzeccata. All’inizio si è rivelata un osso durissimo e non cedeva al mio fascino (per forza, era lesbica). Poi, dopo che l’ho lavorata un po’ nel fienile, non solo mi ha fatto passare un pomeriggio memorabile, ma l’ho anche convinta ad andare contro il suo capo. E’ anche grazie a lei se siamo riusciti ad avere la meglio su quell’eccentrico ciccione. Seguendo la DB5 come filo conduttore mi torna in mente Fiona Volpe. Povera illusa, ha provato ad eliminarmi con una moto BSA, ma evidentemente non conosceva ancora di che pasta fosse fatta la mia macchina. Mi spiace averla dovuta eliminare, ma si trattava di lei o di me. E così la bella Luciana Paluzzi (l’attrice che interpretava Fiona) non ha fatto una bella fine. Domino invece era la donna del cattivo, per il quale nutrivo profonda ammirazione e rispetto. Emilio Largo (interpretato da uno stratosferico Adolfo Celi). Anche lui era un italiano, elegantissimo e di gran classe, praticamente una mia fotocopia ma al servizio della SPECTRE anziché di Sua Maestà. Il capo della SPECTRE, il mio acerrimo nemico Ernst Stavro Blofeld, si trasferì in Giappone nel 1967 e dovetti andare fin laggiù per dargli la caccia. Il lavoro è stato durissimo ma devo dire che la cultura giapponese è fenomenale. Innanzi tutto l’uomo viene prima della donna.

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