Donne e motori
Gioie e dolori
Di: Giorgio Perrozzi
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La mia è una vita pericolosa, i miei nemici sembrano fare a gara per uccidermi, quando il mondo è in pericolo sono sempre il primo a dover entrare in azione, che sia sulla terra o sulla luna, sott’acqua o sugli sci poco importa, sono condannato ad essere il migliore. Vivo nel lusso ma non me lo posso mai godere. Il mio capo attuale è una donna convinta che io sia un misogino maschilista e sessista da museo della guerra fredda, non approva i miei metodi ma sa perfettamente che non può fare a meno di me e, in fondo in fondo, ha piena fiducia nelle mie capacità. L’anno scorso le ho perfino salvato la vita a Istanbul in Turchia. Le donne muoiono ai miei piedi con o senza le Church di ordinanza, vesto Brioni e Chiolerio, uso automobili da favola, Rolex, Montblanc, Omega, Ronson sono solo alcuni dei miei oggetti status symbol diventati famosi in tutto il mondo anche grazie a me. Giro armato con una Walther Ppk nella fondina ascellare, non c’è avventura che non mi imponga di vestire lo smoking per serate di gala, bevo come una spugna, fumo 70 sigarette al giorno mangio quando e come capita anche se adoro i ristoranti di lusso. Vivo a Londra ma giro il mondo nei migliori alberghi come l’Admiral di Milano, il Danieli a Venezia o il Miramonti di Cortina. Adoro lo sci e ho un debole per le belle donne. Non posso dirvi la mia vera età perché è un segreto mai svelato e nemmeno a voi italiani posso confessare una cosa del genere. L’Italia, il bel paese donne da favola e macchine da sogno anzi, come dite voi da queste parti ? “Donne e motori gioie e dolori ?” Beh, devo ammettere che non è male come slogan. Adesso mi trovo di passaggio a Milano, all’Admiral ovviamente, e mi hanno chiesto di parlarvi delle mie gioie e dei miei dolori, sì, insomma delle mie donne e delle mie macchine. A proposito gran bell’albergo questo Admiral, ve lo consiglio se decidete di fare tappa a Milano. Inoltre quel pazzo del proprietario, Edward Coffrini Dell’Orto, ha deciso di aprire proprio qui in via Domodossola il primo museo su di me e di fondare, insieme ad Andrea Carlo Cappi, il primo club italiano su James Bond: lo 007 ADMIRAL CLUB. Ah, scusate stavo divagando un po’. Well, incomincerei col dire che per e guidare a volte è molto
meglio del sesso, la mia macchina mi dà delle gioie incredibili, poche donne le sono pari. Le accelerazioni e i curvoni veloci mi eccitano, parlo con lei e la
bacio. Sulla neve poi do il meglio di me: derapate controllate, controsterzo, pendolo…ah, che libidine! Ma andiamo per ordine. Come vi dicevo la mia età è un segreto, ma sono in giro da tanti di quegli anni che non ve lo immaginate neanche. E’ incominciato tutto nel 1962. Stavo giocando a Chemin de Fer nel mio circolo di Londra, Le Cercle Les Ambassadeurs, avevo appena ripulito una ragazza molto…beh diciamo sexy, quando sono venuti a chiamarmi per ordine di M, il mio capo, e ho dovuto lasciare un aggancio sicuro. Infatti avevo appena concluso uno scambio piuttosto interessante con la signora in rosso: “Ammiro il suo coraggio… Miss ?” “Trench, Sylvia Trench. E io ammiro la sua fortuna… Mr ?” “Bond, James Bond” Sapete che è diventata la frase più famosa della storia del cinema ? Non male, eh!? Beh, la signora era già persa di me, ma se mi hanno fatto chiamare a quell’ora evidentemente il mondo era in pericolo. Sono arrivato in ufficio -ai tempi eravamo nascosti in un edificio di mattoni con l’insegna Universal Exportse quando MoneyPenny mi ha visto in smoking per poco non mi salta addosso. Interessante… la fanciulla prima o poi dovrò portarmela via per un dopo cena…ah-ah meglio lasciar stare, M mi farebbe condannare per uso improprio di beni dello stato.