Da 007 a Austin Powers
DA 007 A AUSTIN POWERS di Andrew Cherry
L’uscita de Il mondo non basta e del successivo La morte può attendere coincide con una nuova offensiva delle spie
cinematografiche, molte delle quali si ispirano senza mezzi termini a 007 e puntano all’azione ai limiti della credibilità.
Ancora più improbabile di Mission Impossible 2 (id., 1999, di John Woo), e contaminato addirittura dal fantastico anni
'50 dei film di Ray Harryhausen, è il mondo che si incontra in Spy Kids (id., 2001) e nel sequel Spy Kids 2-L’isola dei
sogni perduti (Spy Kids 2-The Island of the Lost Dreams, 2002), entrambi interpretati da Antonio Banderas e diretti da
Robert Rodriguez, nel primo dei quali il cattivo è l’Alan Cumming di Goldeneye.
In molte pellicole abbondano le citazioni bondiane, da quelle soft del divertente Bad Company (id., 2002, di Joel
Scumacher) in cui Anthony Hopkins deve trasformare in una spia raffinata il simpatico Chris Rock, a quelle più brutali
di XXX (id., 2002, di Rob Cohen), in cui Samuel L. Jackson recluta per lo spionaggio americano il rozzo Vin Diesel, che
non prova minimamente a raffinarsi, usa chiassosi paracadute a stelle e strisce e considera 007 “un rimasuglio
dell’epoca dei Cary Grant”, definizione che peraltro chi scrive considera un complimento.
Ma in testa alla classifica dei “rivali” di 007 c’è la serie scanzonata e boccaccesca Austin Powers, scritta da Mike
Myers e diretta da Jay Roach. Austin, superagente segreto degli anni ’60, ha il petto villoso di Sean Connery in Si vive
solo due volte, gli occhiali di Michael Caine in Ipcress e il fisico di Woody Allen nel Casinò Royale del 1967: una
combinazione misteriosamente irresistibile per le belle donne che incontra nelle sue avventure. Il primo episodio è
Austin Powers, il controspione (Austin Powers, International Man of Mystery, 1998), in cui il protagonista decide di
farsi ibernare per essere pronto ad affrontare in qualsiasi momento il suo arcinemico Doctor Evil (“Dottor Male”):
entrambi i personaggi sono interpretati da Mike Myers. Austin viene scongelato quando la capsula criogenica del suo
avversario ritorna dallo spazio. Ibernato negli anni ’60, l’agente si ritrova negli anni ’90, arrivando giusto in tempo per
neutralizzare il complotto del suo avversario.
Nell’episodio successivo, Austin Powers-La spia che ci provava (Austin Powers-The Spy Who Shagged Me,
1999), Myers interpreta un terzo personaggio, il killer scozzese obeso Fat Bastard, e sposta la battaglia nel tempo e
nello spazio: con una macchina del tempo, infatti, il Dottor Male torna negli anni ’60, ma Austin lo insegue fino a una
segretissima base lunare. Il terzo episodio è Austin Powers in Goldmember (id., 2002) in cui la corsa nel tempo porta
Austin negli anni ’70, alla ricerca di suo padre Nigel Powers (nientemeno che Michael Caine), trovando sulla sua strada
la superspia Foxy Cleopatra (ispirata alle spy girls ultrasexy della blaxploitation) e il perfido Goldmember, quarto
personaggio interpretato da Myers. Nel cast guest star di ogni genere, da Tom Cruise a Burt Bacharach (apparso in tutti
e tre i film della serie). Gli unici a non divertirsi sono gli eredi di Broccoli, che trovano troppo irriverente il gioco di
parole del titolo. Forse hanno dimenticato che negli anni ’60 Cyril Connolly, amico di Fleming e autore di una parodia
intitolata Bond Strikes Camp (pubblicata in italiano dall’editrice Archinto col titolo Missione tacchi a spillo), propose al
romanziere di chiamare il celebre avversario di 007 “Goldprick” anziché “Goldfinger”, con un riferimento anatomico
ancora più esplicito e imbarazzante.
DESTINAZIONE XXI SECOLO
di Alex Montecchi
Nell'intervallo di tre anni tra Il mondo non basta e La morte può attendere un evento inatteso sconvolge il villaggio globale. L'11settembre 2001 tutto il mondo assiste impotente, davanti alla televisione, a una sequenza che nessun regista della serie 007 avrebbe mai osato girare. Per anni il nostro immaginario si è alimentato dei fantasiosi scenari degli avversari di James Bond, mentre ora il punto di riferimento è una tragica realtà. Nel romanzo James Bond-Operazione Barbarossa (The Man From Barbarossa, 1992), John Gardner ipotizzava che un falso aereo di linea si dirigesse verso la East Coast americana con una bomba nucleare a bordo. Il pubblico del 2002 deve fare i conti con un elemento inatteso: nella realtà non solo per scatenare l’inferno è sufficiente un qualunque aereo di linea con il suo carico di carburante, ma non esiste uno 007 in grado di fermare l'apocalisse. Questo spiega la dicotomia tra il cinema scanzonato alla Austin Powers e l'universo techno-thriller di Tom Clancy, autore che, forte delle sue competenze nell'ambito militare e nella intelligence community statunitense, dagli anni ‘80 pubblica romanzi basati su inquietanti scenari di possibili conflitti (quasi tutti
nella BUR Rizzoli) e diversi libri di saggistica (editi in Italia da Mondadori e in buona parte editi nella collana Oscar) in
cui illustra al pubblico armi e tecniche belliche attualmente in uso nell'esercito più potente del mondo: testi
fondamentali per chiunque voglia capire molti dei retroscena militari del XXI secolo.
Nel primo film tratto da Clancy, Caccia a Ottobre Rosso (The Hunt for Red October, 1990, di John McTiernan)
l'analista della CIA Jack Ryan, interpretato da Alec Baldwin, era l'unico a intuire che un sommergibile sovietico in fuga
non intendeva attaccare gli Stati Uniti ma accelerare a suo modo la distensione. Nel ruolo dei sovietici figuravano
nientemeno che l'ex 007 Sean Connery e il mancato 007 Sam Neill. Nel secondo episodio, dal titolo Giochi di potere
(Patriot Games, 1992, di Phillip Noyce) Jack Ryan, tavolta impersonato da Harrison Ford, sventava un attentato contro
un membro della famiglia reale inglese (nel romanzo i principi di Galles in persona) e si trovava a fare i conti con l'IRA
e l'irredentismo irlandese (nella persona di Sean Bean, avversario di Bond in Goldeneye). Il terzo film è Nel centro del
pericolo (Clear and Present Danger, 1994, di Phillip Noyce): qui Ryan, nuovamente interpretato da Harrison Ford, si
trovava intrappolato negli ambigui rapporti tra la CIA e i cartelli colombiani del narcotraffico, anche se la posizione ideologica di Clancy garantisce la capacità dei servizi segreti statunitensi di eliminare le mele marce a qualsiasi livello.
Al vertice della tensione (The Sum of All Fears, 2002, di Phil Alden Robinson), vede invece il passaggio di consegne a Ben
Affleck nel ruolo di un Jack Ryan improvvisamente ringiovanito e a Morgan Freeman in quello del suo superiore al
posto di James Earl Jones. Questa volta il consulente della CIA deve vedersela con una testata nucleare di fabbricazione
americana, persa dall’aviazione israeliana durante la Guerra dei Sei Giorni e recuperata trent’anni dopo da un neonazista intenzionata a far scoppiare un conflitto tra USA e URSS.
Nel film si assiste alla distruzione di Baltimora, motivo sufficiente per rinviare di mesi l’uscita per non traumatizzare il pubblico americano dopo l’11 settembre. Ma non va dimenticato che, nel suo Potere esecutivo (Executive Orders, 1996) Clancy era riuscito a prevedere il rischio degli aerei-kamikaze sugli Stat Uniti... Non c'è da stupirsi dunque se echi di scenari bellici alla Clancy si avvertono tanto ne Il domani non muore mai, quanto ne La morte può attendere. Dopotutto, in Cavalleria corazzata (Armored Cav, 1994) l'autore americano ha indicato il confine del 38° parallelo come uno
dei punti caldi del XXI secolo, molto prima che il presidente George W. Bush jr. mettesse la Corea del Nord ai primi posti della sua lista delle forze del male del nuovo millennio.
IN VIAGGIO SULLE ORME DELLA SPIA
di Edward Coffrini Dell’Orto
Londra 17 maggio 2002
…cosa non farei per l’Inghilterra è solito dichiarare il nostro James…
per la nostra rubrica i viaggi questa volta sono andato in missione in casa ossia nella vecchia LONDON. Come prima cosa da tener presente se intendete recarvi a Londra preparatevi a spendere una barca di soldi: la metro costa 6.000 lire (si lo so dovremmo ragionare in euro ma questa è roba che non può durare o, come diceva Paolo Villaggio, è roba per bambini e per di più deficienti) un panino 9 e così via.
Se proprio siete decisi, e a mio avviso ne vale la pena, procuratevi la guida JAMES BOND’S LONDON di GARY GIBLIN è veramente notevole.
Se non la trovate appena arrivate a Londra andate al Cinema Store e acquistatela. 15 sterline ben spese.
Per l’alloggio Londra è cara come il fuoco e il servizio negli alberghi spesso non è il massimo… ve lo dice una spia del
settore. Vi cosniglio degli ottimi Bed & Breakfast possibilmente a CHELSEA in modo da sentirvi maggiormente in casa di Bond.
La nostra fortuna questa volte è stata sfacciata. Siamo finiti in un posto bellissimo dove per di più il padrone di casa (Gerry O’Hara) era intimo amico di TERENCE YOUNG e PETER BURTON (il primissimo Q).
Ora è in pensione ma un tempo era un regista televisivo ed ha lavorato perfino a 5 puntate degli Avengers con Diana Rigg e Patrick Mc Nee. Adesso che abbiamo risolto il problema dell’alloggio possiamo iniziare la missione.
Partiamo da LEICESTER SQUARE (si dice Lester). Una sorta di ombelico del mondo perennemente incasinato.
Il PLANET HOLLYWOOD è perfetto per un pranzo (vi consiglio personalmente le pork ribs con salsa bbq) e per ammirare cimeli bondiani utilizzati in vari film. Proprio dalla piazza dominata dal cinema ODEON (teatro di varie prime bondiane) potete iniziare la vostra camminata alla ricerca di libri (tutta Charing cross è famosa per le sue librerie) ma vi raccomando in modo particolare la LIBRERIA DEL CINEMA al N. 13/14 di Great Russell st, il FORBIDDEN PLANET in New Oxford street (all’altezza Blomsburry st. ma sul lato opposto) e il CINEMA STORE in upper St.
Martin Lane.
Nelle FOTO qui sotto potete vedere i cimeli all’interno del Planet dominato da una immensa pistola alla 007 lunga almeno una decina di metri.
Se decidete di rimanere in tema collezionismo (ma dalla parte opposta della città) tutti i sabato mattina c’è Portobello che a mio avviso è notevolmente scaduto rispetto a un tempo (prezzi astronomici qualità bassissima).
Tuttavia in Moscow Road c’è la cattedrale di SANTA SOFIA il cui interno venne impiegato per doppiare la chiesa di nostra Signora di Smolensk nella Sanpietroburgo di Goldeneye.
Qui non siamo in Italia dove le chiese sono sempre aperte informatevi prima sugli orari eviterete di rimanere fuori come accaduto a me (foto a sx) 020/72297260—020/72434893—020/73139614 PICCADILLY CIRCUS Tornando in centro vi io di partire dalla classicissima Piccadilly Circus METRO (pag. 100) che si intravede anche nel film TMWTGG, nel capitol o
19 di MOONRAKER, nel 12 di THUNDERBALL e citata nel film FRWL.Se riuscite a sopravvivere alla bolgia da girone dantesco (altro scrittore ma meno celebre e meno contemporaneo di Fleming) svoltate a sinistra in Piccadilly inizierete così le vie dello shopping di Bond.
007 si preoccupa in maniera maniacale della sua prima colazione (ritenuta il pranzo fondamentale della giornata). In casa sua non mancano mai la marmellata di fragole Tiptree little scarlet, la Cooper’s Vintage Oxford Marmelade e il Heater Honey (Miele di Erica) norvegese. Il tutto rigorosamente comperato da FORNUM & MAISON (foto a sinistra) al 181 di Piccadilly. (pag. 91)
na volta c’era anche SWAINE ADNEY BRIGG ma l’equivalente del nostro PECK si è allargato notevolmente e così l’ottimo produttore della mitica valigetta in pelle nera con interno in cinghiale rosso si è dovuto trasferire in St. James’s st. all’incrocio con la Jermyn st. Ora che abbiamo pensato al cibo e visto che ci troviamo nel posto giusto conviene preoccuparci per il nostro look.
Attraversate la strada (occhio che qui guidano tutti contromano) andate avanti ancora un poco e vi troverete di fronte al cappellaio più famoso di Inghilterra: JAMES LOCK & CO. (2 foto a destra) Siamo al 6 di St. James’s st. dove dal 1759 fanno i cappelli anche per la casa reale. (pag. 88) Qui sono entrato (mi ha aperto un poliziotto in uniforme) e dopo avergli spiegato che stavo raccogliendo materiale per il mio prossimo libro si sono preoccupati di fornirmelo loro stessi. I cappelli da chiedere ovviamente sono 3: il Black Homburg nero da usare con lo smoking per le serate eleganti, il Sandown grigio scuro (DN, FRWL, G) e lo Square Crowned Bowler (se siete interessati a modificarlo in oggetto da lancio per decapitare statue o persone). I prezzi non sono propriamente dei migliori passiamo infatti dalle 120 alle 180 sterline. Mentre
aspettavo che mi consegnassero il materiale mi hanno anche mostrato il cappello appena realizzato su misura per un certo Pierce Brosnan.
Continuiamo il giro Bond Look tornando indietro sullo stesso marciapiede e una volta raggiunto, al civico 35, DAVIDOFF (pag. 86) celebre per gli ottimi sigari fumati da Xenia Onatopp, Roger Moore e Brosnan (che lo regala a Penny la quale, inacidita dai continui rifiuti di 007 e dalla forma quantomeno equivoca, opta tragicamente per il cestino della carta straccia) svoltiamo a destra in Jermyn st.. Incominciamo subito col farci fare una bella camicia su misura al civico 71/72 dal mitico TURNBULL & ASSER. (pag. 89) (2 foto a sinistra) Fornitore di Fleming (che amava il cotone sea island) e di Terence Young tipico gentleman inglese da molti definito come il fautore dell’eleganza del personaggio Bond nel cinema. In Dr No fece realizzare su misura per Connery le famose camicie con il polso doppio ma anziché i classici gemelli optò per due bottoni di madreperla.(Se andate in negozio non pensiate di trovare questo modello viene fatto solo su misura.) Qualcuno disse che lo fece per questioni di budget. Evidentemente non conosceva ne Terence Young ne i prezzi di una camicia in questo negozio (150 sterline). T & A è
rimasto fornitore di 007 fino a TMWTGG per poi riapparire nel 1997 in TND. L’Orefice (pardon il camiciaio) fornì
anche le camicie bianche, beige e blu in TWINE.
Se volete a tutti i costi comperare qualche cosa in questo neegozio del 1885 potete anche ripiegare sulle cravatte
modello James Bond disegnate da Lindy Hemming sempre per TWINE (50 sterline) oppure per un semplice paio di
boxer bianchi.
Proseguiamo per la via e sul lato opposto al civico 50 troviamo
DUNHILL. (pag. 91) (foto a destra)
Qui potrete trovare il bocchino in ebanite nera alla Fleming,
l’accendino d’oro di FRWL, le valige di Goldeneye, i gemelli
Advantage, l’accendino d’oro “unique sports” e le cinture (marrone
con fibbia argento, marrone con fibbia oro e nera con fibbia argento)
usate da Brosnan in TND e TWINE.
Per chi in questa zona non vuole perdere nulla del MONDO BOND può visitare anche:
Piccadilly:
THE RITZ al 150, HATCHARD’S BOOKSELLERS al 187 (pag. 92), ATHENAEUM HOTEL al 116 (pag. 80), ex ST.
JAMES CLUB al 106 (pag 81), ex SHOW ROOM della ASTON MARTIN al 96-7(pag. 83), al 95 ex AMERICAN
CLUB (pag. 83), ex TURF CLUB al 85 (pag. 83),
WHITE’S 37-38 St. James’s st. (pag. 85), BOODLE’S e BROOK’S 28 St. James’s st., (pag. 86/87) JOHN LOOB 9 St.
James’s st (pag.88)
WILTON’S 55 Jermyn st. (pag. 90), THE CAVENDISH HOTEL 81 Jermyn st. (pag. 93), J. FLORIS PERFUMES 89
Jermyn st. (pag. 93)
PRATT’S CLUB 14 Park place, (pag. 87) SPINK AND SON LTD
5-7 King street (pag. 89)
LONDON LIBRARY 14 St. James Square (pag. 94) NORFOLK
HOUSE 31 St. James Square (pag. 94)
Travellers’ club 106 Pall Mall (pag. 96), ROYAL AUTOMOBILE
CLUB 89 Pall Mall (pag. 97)
BUCKINGHAM PALACE the Mall (pag. 98)
Se state pensando di dare una spuntatina ai vostri capelli e volete
farlo a tema Bond non potete perdere:
Geo F TRUMPER (pag.70) (foto a destra) il famoso parrucchiere
che Ian Fleming decide di far utilizzare al suo eroe.
(cap. 23 di ohmss) al 9 di Curzon st.
Nella stessa via al 56 c’è The Mirabelle, al 36 l’ex palazzo del DNI
il controspionaggio della marina, al 28 l’ex white elephant mentre
di fronte nella LECONFIELD HOUSE dal 1945 al 1975 c’era la
sede dell’MI5.
A LES AMBASSADEUR (2 foto a sx) (pag. 78) al 5 di Hamilton
palce (appena fuori da park lane) potete trovare il famoso casinò la
cui targa appare
all’inizio di Dr. No.
Visto che vi trovate in
zona fate un salto al
DORCHESTER
(foto a dx) (Pag. 77) 53 Park Lane.
All’interno di questo prestigioso hotel
(valido concorrente dell’Admiral di
Milano) si sono svolti numerosissimi
incontri sulla vita del personaggio
Bond. In modo particolare all’interno
del suo parrucchiere (nel basement
dell’edificio) che a mio avviso non è
nulla di particolare (tre poltrone da barbiere in un locale alquanto piccolo e senza charme).
Al 45 della stessa via c’era il palazzo del London Playboy club (Pag.76), al 22 si trova l’Hilton che nell’ottobre del
1968 fu teatro della presentazione del cast di OHMSS (pag.78)
Il LONDON EYE (foto sx) è l’immensa ruota panoramica
che sorge a pochi passi dal BIG BEN. Westminster appare
di frequente nei film di Bond ma particolare rilevanza
l’acquisisce nel 1969 quando Lazenby viene ritratto in una posa molto simile a
Quella del presidente dello 007 ADMIRAL CLUB.
Nelle ore di preparativi per lo scatto vincente una coppia di italiani ha chiesto se potevano immortalarmi mentre facevo
il mio show.
Dal Big Ben svoltate a destra in WHITEHALL. Il N. 10 di Downing
st. è a pochi passi da voi. Proseguendo
arriviamo al cambio della guardia e
all’OLD WAR OFFICE BUILDINg che
appare in O., AVTAK e LTK (pag da 122
a 130)
cambio della guardia Old War Office Building palazzo e ingresso
Prendete la via di fronte al cambio della guardia e sulla destra troverete un palazzo
moderno: è l’ex palazzo del MINISTERO DELLA DIFESA (foto a sx) (cap iniziale
di TMWTGG e nel film FYEO)
Se come è ovvio e banale volete
fare delle foto all’ex ministero
della difesa preparatevi ad una
serie di domande a tappeto dei
BOBBY (intesi come poliziotti
non come Bobby gol alias
Roberto Bettega)…e non sperate
di farvi svelare dove si trovi il
nuovo edificio
…grazie a Dio avevo con me una
lettera di credenziali della
Mondadori altrimenti, tra il loro inglese fatto di una consonante
ogni 615 e un certo timore nei confronti delle autorità, non so come
sarebbe finita.. Trafalgar Square e Malaysia House
Tornate su WHITEHALL e raggiungete TRAFALGAR SQUARE. Milioni di turisti guarderanno la fontana e
l’obelisco di Nelson voi invece soffermatevi sul palazzo al civico 57. Si tratta del MALAYSIA HOUSE che in TLD
venne impiegato come sede della UNIVERSAL EXPORTS (foto centrale) pag 121.
La foto a destra riguarda la SOMERSET HOUSE (foto a sx per
l’esterno e foto in basso per l’interno) che in TND viene impiegata
come ministero della difesa o sede dell’ammiragliato mentre in G
viene
impiagata
per
doppiare
una non
precisata
piazza di
San
Pietroburgo
(pag.111)
E’ ora di cambiare zona. Prendiamo il bus doppio e anziché
andarlo a sfasciare contro un ponte di San Monique, lasciamo guidare
(ovviamente contromano) il conducente, saliamo al piano di sopra e
facciamoci trasportare fino a St Paul Cathedral (foto sx) che appare in
OHMSS (pag 39) insieme al COLLEGE OF ARMS (foto soto). Qui
potrete
apprendere
tutto su
ORBIS NON
SUFFICIT.
La bellissima
guidina di
Giblin ci fornisce tutti i civici della varie abitazioni.
Purtroppo però i nostri amici inglesi non sempre si
abbassano ad utilizzare queste semplici comodità che vi
risparmierebbero milioni di inutili e faticosi avanti indrè.
Loro spesso optano per il semplice nome dell’edificio.
Inutile chiedere di domenica dove cazzo sia sto porco di
edificio. Troverete solo giapponesi dai quali, nella migliore
delle ipotesi, potrete stappare un doppio IUKUDI…come il
Mascetti sulla torre di Pisa in AMICI MIEI.
Sappiate quindi che il COLLEGE OF ARMS non ha un numero civico, si trova semplicemente in Queen Vittoria street
all’altezza di St. Paul e del millenium bridge (quello pedonale) dal quale si riesce a vedere anche lo splendido Tower
Bridge (come in TWINE).
La BANK of
ENGLAND (foto
sx) (pag 40) si
vede dal
finestrino della
Daymler di M
mentre da
disposizioni a
Bond su come prendere informazioni da Paris Carver
DRAPER’S HALL (foto centrale) è il palazzo d’inverno di
Sanpietroburgo si trova in Throgmorton street esattamente di
fronte al palazzo della BORSA (pag. 43).
Già che vi trovate in zona non perdetevi la MANSION
HOUSE in MH place. (cap 19 di M.) pag. 41 anche a piedi potete vederla se non è coperta dalle impalcature
Contrassegnata con la BLUE PLAQUE potete trovare nei pressi della Victoria station la casa di Fleming.
Siete in una zona residenziale decisamente di altissimo livello poco distante da Chelsea al 22 b di Ebury streeet.
VICTORIA STATION pag 118 che Fleming descrive nel
capitolo 1 di Goldfinger.
Da qui risalite la Buckingam
palace road fino al civico 16 di
VICTORIA SQUARE (foto a
dx) potrete vedere una delle prime
abitazioni di Fleming. Pag.117
Fleming purtroppo non ci svelò mai, al contrario di CONAN DOYLE, l’indirizzo esatto di
James Bond.
Nel corso dei suoi 14 romanzi ci ha fatto capire che era a Chelsea nei pressi di Sloane
square.(pag 27)
In WELLINGTON SQUARE (2 foto a sx) (pag 28) al civico 30 John
Pearson nella AUTHORIZED BIOGRAPHY individua l’abitazione di
007 facendo uno studio sulle descrizioni fatte da Fleming nei vari
romanzi.
In Moonracker l’autore ci dice che la casa di 007 è un piano terreno in
stile Regency, che parcheggia l’auto nella piazzetta sotto agli alberi e
che dispone di un salotto con biblioteca e broad window.
In FRWL ripete che abita in una piazza alberata, nei pressi di King’s
Road e salotto con bay windows.
In DN la metropolitana scuote la sua scura camera da letto.
In T racconta di una piazzetta di Chelsea e dando la descrizione del
tragitto che effettua per recarsi all’HQ emerge che questa con ogni
probabilità è la piazzetta dove sorge la sua abitazione.
Il civico 30 è stato scelto apparentemente senza nessun particolare
riferimento.
Molti dettagli quadrano ad eccezione del Bay window che nessuna
delle abitazioni di questa splendida piazzetta in stile Regency
possiede.
In ogni caso anche altre guide indicano questa piazza come la più
probabile residenza di 007.
al 38 di MARKHAM SQUARE (foto a
dx) viene ambientata nel film
documentario della NBC sulla vita di
Fleming (the incredibile world of James
Bond) la casa di 007.
Rimanendo a CHELSEA la Cappella del
cimitero di Brompton viene utilizzata come
esterno della chiesa di Nostra Signora di
SMOLENSK e l’appartamento di VIVIENNE
MICHEL sorge in OLD CHURCH STREET cap
2 TSWLM (pag 30)
Note dell’autore:
Al 94 di OLD CHURCH STREET si trova anche il nostro fantastico bed & breakfast.
I numeri di pagina che trovate sempre tra parentesi si riferiscono alla guida James Bond’s London che contiene
moltissime altre indicazioni di locations validissime.
A mio avviso in tre giorni non è umanamente possibile effettuare sopralluoghi più accurati.
Nella prima spedizione londinese (riportata sul nostro sito internet www.admiralhotel.it/007) altri luoghi sono stati
visitati. Unendo le due manche è possibile farsi una idea più che soddisfacente della capitale bondiana ammesso che
possiate pronunciare la solita frase …we have been back alive…
Edward Coffrini Dell'Orto
A View To… Yaphet Kotto
di Bastiano
Halle Berry, che sarà la prossima bondgirl del nuovo film di 007, è stata
lanciata come la prima compagna nera di James Bond. In verità, Bond aveva
già avuto a che fare con un'altra “black girl” nel 1973 in uno dei film più neri
della serie: “Vivi e Lascia Morire”. Lei era la bella ma poco azzeccata Gloria
Hendry, un impacciato agente della CIA che finisce subito male. E
naturalmente nero era anche il cattivo, impersonato da un attore che ha dovuto
il suo successo soprattutto alla sua stazza fisica. Stiamo parlando di Yaphet
Kotto, un nome poco conosciuto al grande pubblico ma un volto che molti
hanno sicuramente in mente grazie a “Radici”, “Alien”, “Brubaker” e
“L’Implacabile”, i suoi maggiori successi.
Yaphet Kotto era in “Vivi e Lascia Morire” Mr. Big, alias Dr. Kananga, un
malvagio dittatore e commerciante di droga di un’isola caraibica, che si
atteggiava a diplomatico di una povera isoletta quando si recava a New York.
Suo alleato era il mefistofelico Baron Samedi, principe del Voodo, e suo
scagnozzo il temibile Tee Hee, armato di un uncino meccanico che diede filo
da torcere a James Bond. Purtroppo il cattivo di Yaphet Kotto non è tra i più
memorabili, colpa anche di una poco onorevole, e piuttosto ridicola, uscita di scena: Bond infatti gli infilò una pallottola
pressurizzata in bocca e lo fece letteralmente “esplodere”. Ma Yaphet Kotto ha un “phisique du role” che non va
trascurato e di cui molti registi si sono avvalsi per dare maggiore incisività ai loro personaggi.
Kotto nasce a New York nel 1937, il 15 novembre. E’ figlio di un principe del Camerun, ma il giovane Yaphet vive in
un’altra realtà. Incomincia presto, infatti, a lavorare a Broadway e il suo primo successo teatrale è “The Great White
Hope”. Nel 1964 fa il suo debutto sul grande schermo in un buon dramma ambientato nella razzista Alabama “Nothing
But a Man”. Il suo prossimo ruolo di rilievo è Carl, uno dei “ladri” di “L’Affare Thomas Crown”, l’originale con Steve
McQueen e Faye Dunaway, che è stato poi un remake con Pierce Brosnan. Nel 1970 lavora a fianco di Lee Major, il
futuro “uomo da 6 milioni di dollari”, in “The Liberation of L.B. Jones”. Nel 1972 ha il suo primo ruolo da protagonista
in “Bone”, in cui recita la parte del ladro d’appartamenti. L’anno dopo si ritrova a lavorare nel western “Man and Boy”
con Bill Cosby. E sempre nel 1973 riceve l’offerta di affiancare Roger Moore nel suo primo Bond, nel ruolo del cattivo.
Sono questi gli anni della “blaxploitation”, lo “sfruttamento” del cinema nero, diretto da registi neri e recitato da attori
neri. I personaggi dominanti sono duri giustizieri e ragazze sexy, rigorosamente stile anni ’70, pantaloni a “zampa
d’elefante”, zeppe e capelloni ricci, e Yaphet Kotto beneficia di questo momento con diversi ruoli. Nel 1974 è Harvard
Blue, un killer spietato, in “Truck Turner”; nel 1975 un killer nel nerissimo “Friday Foster”; e l’anno successivo
compare in un puro blaxploitation anni ‘70 “Monkey Hustle”.
Nel 1977 cambia genere e compare nel cast dello sceneggiato “Radici” nel ruolo, ovviamente, di schiavo (al suo fianco
un giovanissimo O.J. Simpson), e l’anno dopo lavora con Harvey Keitel e Richard Pryor in “Blue Collar”, dove i tre
sono degli sbandati rapinatori che fanno il colpaccio della loro vita. Nel 1979 e 1980, Kotto infila due successi notevoli,
“Alien” il capostipite della fortunata serie di fantascienza-horror, e “Brubaker”, il film liberal in cui Robert Redford si
finge carcerato per conoscere le vere condizioni dei prigionieri del carcere che dovrà dirigere. Nei due film Kotto
ricopre ruoli di supporto (è uno dei membri dell’equipaggio che verrà ucciso dal mostro in “Alien”, e un carcerato in
“Brubaker”), ma la sua presenza fisica è tale che il grande pubblico incomincia a ricordare il suo volto. Di questa
notorietà “visiva” incomincia a beneficiarne passando a ruoli più positivi. Inizia infatti negli anni ’80 una serie di ruoli
televisivi da poliziotto “duro ma buono” che lo porterà a diventare il famoso detective Al Giardello della serie
poliziesca televisiva “Homicide: Life on the Street” che dal 1993 ricorre spesso sulle TV americane. Tra i suoi ruoli da
detective ricordiamo il Sergente China Bell in “For Love and Honor”, il Sergente Therman Patterson in “Women of San
Quentin”, e Harry Lowes nel film “The Star Chamber” con Michael Douglas (1983).
Uno dei suoi ruoli migliori viene comunemente considerato il compagno di sventure di Arnold Schwarzenegger nel
futuristico “L’Implacabile” (1987), dove folli giochi di morte vengono trasmessi alla televisione come quiz show.
L’anno dopo torna a fare il detective a fianco di Robert De Niro nella commedia “Prima di Mezzanotte”.
Negli anni ’90 la sua carriera televisiva diventa sempre più dominante e Kotto alterna qualche film per il grande
schermo con una serie di apparizioni in film-TV e serial, il più famoso dei quali lo vede protagonista: il già ricordato
“Homicide: Life on the street”. Tra i film TV di meritevole memoria c’è “After the Shock” (1990), una realistica
rivisitazione del terremoto che nel 1989 aveva sconvolto San Francisco, e “The American Clock” (1993), basato su uno
scritto di Arthur Miller sulla Grande Depressione degli anni ’30. Al cinema invece si fa notare nel sesto episodio
dell’horror con protagonista Freddy Kruger “Nightmare 6” (1991), e in “The Puppet Masters” (1994) con Donald
Sutherland. Nel 1996 è di nuovo un poliziotto, questa volta per l’F.B.I., in “Two if by Sea” con Sandra Bullock.
Negli ultimi anni compare in telefilm, soprattutto nel ruolo di poliziotto, in genere detective di “taglia forte”, altamente
rispettato, con impermeabile grigio, volto severo ma in fondo tenero, alle prese con vicende umane a cui si dedica al di
là dei suoi doveri professionali. Nella vita privata, si è trasferito in Canada dove vive con l’ultima moglie Tessie che ha
sposato nel 1998. Dai precedenti tre matrimoni ha avuto 7 figli, uno dei quali, il primogenito, è degno seguace della
carriera del padre. E’ infatti un rispettato poliziotto a San José, California!
BOND NEWS FROM ITALY
A cura di Sir Miles
Salve a tutti, cari agenti. Finalmente sono in grado
di rivelarvi che cosa è stato organizzato nel
mondo dell’editoria per celebrare i mitici 50 anni
dell’agente 007. L’operazione più imbarazzante è
stata quella condotta la scorsa estate dalla rivista
Segretissimo, che ha pubblicato (ottima idea) in
volume i romanzi di John Gardner James Bond
senza tregua e Goldeneye, accompagnandoli
(pessima idea) con una delle peggiori copertine
che la Mondadori sia mai riuscita a realizzare per
007: riconocibili Daniela Bianchi nel ruolo di
Tatiana Romanova e un Vladek Sheybal (uno dei
cattivi di Dalla Russia con amore) con i baffi e lo
smoking al posto di 007. La copertina del
prossimo romanzo in uscita (a gennaio), essendo
la novelization del film La morte può attendere,
sarà basata sui manifesti cinematografici.
Tuttavia voi potrete avere l’opportunità di
godere di due meravigliose immagini di 007 visto
da Carlo Jacono, grande illustratore storico del thriller in Italia, raffiguranti rispettivamente Sean Connery e Roger
Moore. Potete infatti acquistare le stampe realizzate dalle tavole originali in tiratura limitata da Edizioni Addictions, a
50 euro ciascuna compresa la spedizione (60 se richiedete la spedizione tramite corriere), un’edizione pregiata ed
esclusiva degli inimitabili ritratti bondiani di Carlo Jacono. Per informazioni contattate l’indirizzo e-mail
bond@mondobond.com.
Edizioni Addictions celebra Bond anche sulla sua rivista trimestrale, M-Rivista del mistero, da ottobre in libreria.
La rivista, che nella primavera del 2000 propose due eccezionali inediti, il racconto di Ian Fleming 007 a New York e il
romanzo breve di Raymond Benson 007-Morte in una notte di mezza estate, recupera questa volta l’irreperibile storia
con cui Benson aprì il suo ciclo dedicato a James Bond: 007-La morte viene dal passato, scritto nel 1997 e pubblicato
l’anno successivo da una rivista italiana ormai introvabile. Tuttavia l’edizione italiana è basata sull’edizione integrale
del racconto, inedita nel resto del mondo (tranne in Francia, dove fu pubblicata dal Club 007 France di Pierre Rodiac). I
lettori che la lessero sull’edizione americana di Playboy ne ebbero solo una versione ridotta. Sicché il romanzo breve,
tradotto integralmente da Andrea Carlo Cappi, meritava di tornare in circolazione.
Così come meritava di tornare in circolazione il celebre testo di Cappi & Dell’Orto, Mondo Bond, in una
versione aggiornata al 2003. Trovate la riedizione integrale e aggiornata del saggio-culto sull’agente 007 sempre su
questo numero di M-Rivista del mistero. In compagnia di un romanzo breve di Stefano Di Marino e di un dossierintervista
a John le Carrè (ah, quell’uomo, anni fa ci toccò chiedergli di lasciare il servizio segreto: coi suoi libri stava
attirando troppo l’attenzione dei “colleghi” di oltrecortina). In appendice alla rivista, un racconto non spionistico, opera
tuttavia di Douglas Preston, scrittore americano che è stato ospite dell’Admiral Hotel, dove, come sapete, io stesso ho
scelto di risiedere da quando sono in pensione. Per informazioni contattate l’e-mail mistero@addictions.it, oppure
direttamente la casa editrice Addictions, al numero 02-66710816 o al suo indirizzo via Mauro Macchi 50, Milano.
E infine una novità: a novembre in libreria il nuovo testo di Andrea Carlo Cappi e Edward Coffrini Dell’Orto: i
due infaticabili ragazzi hanno preparato per gli Oscar Mondadori un eccezionale volume dedicato alla storia
cinematografica di 007, davanti e dietro le macchine da presa, e alle fonti letterarie dei film: James Bond-50 anni di un
mito. Un lungo racconto che comincia a Goldeneye nel gennaio del 1952 e che continua fino a oggi, rivelando aneddoti
e retroscena del nuovo film, La morte può attendere. Il volume sarà in vendita pressappoco in contemporanea con
l’uscita mondiale della nuova pellicola. Per il romanzo e il film, invece, dovrete pazientare fino a gennaio.
Coi miei migliori saluti, Sir Miles.