Charles Gray

E’ la volta di un nemico bondiano tutto particolare, perchè il volto del nemico è stato questa volta anche quello di un amico (la storia si ripeterà con Joe Don Baker). Charles Gray, infatti, è stato il terzo e ultimo volto di Ernst Stavro Blofeld (se si esclude Max Von Sydow in “Mai Dire Mai”) in “Una Cascata di Diamanti”. Ma è anche l’attore che ha impersonificato Henderson in “Si Vive Solo Due Volte”, un contatto di Bond in Giappone. Questa apparizione, seppure molto breve, è sicuramente migliore di quella da coprotagonista in “La Cascata di Diamanti”. In “Si Vive Solo Due Volte”, Charles Gray è un affascinante personaggio con gamba di legno, persa nella battaglia di Singapore durante la Seconda Guerra Mondiale. Vive in una casa in misto stile giapponese e occidentale. Offre a Bond un Vodka Martini ben preparato e, mentre racconta la sua teoria sulla crisi spaziale USA-URSS, viene pugnalato alle spalle. La parte per cui viene maggiormente ricordato è quella di Ernst Stravo Blofeld. Va detto che è la caratterizzazione meno incisiva del capo della Spectre dopo Donald Pleasence e Telly Savalas. Il suo volto non è malefico e i suoi atteggiamenti troppo melliflui per essere uno spietato assassino. Vive all’ultimo piano di un grattacielo-casinò a Las Vegas, in un ambiente che non incute lo stesso timore delle precedenti memorabili basi della Spectre. La poco incisiva performance, però, non certo è dovuta a Charles Gray, ma piuttosto alla scelta del casting. Gray, infatti, è stato un attore di alto livello con una carriera cinematografica e televisiva di grande rispetto.
Charles Gray nasce Donald Marshall Gray, nel Dorset, Inghilterra, nell’agosto del 1928. Al suo debutto sul palcoscenico al London’s Regent’s Park Open Air Theater, nel 1952, come “Charles the Wrestler” in un adattamento dello Shakespeariano “As You Like It”, decide di cambiare nome in Charles in quanto esisteva già un noto attore di nome Donald. Il suo debutto sul grande schermo avviene nel 1955 in “One Desire”, un film in cui i protagonisti erano Rock Hudson e Natalie Wood (la cui sorella minore Lana è Plenty O’Toole in “Una Cascata di Diamanti”). Il regista Charles Warren, famoso per aver diretto Elvis Presley in “Charro!”, lo fa lavorare in alcuni suoi film, come “Rapina a Mano Armata” (1956), “The Unknown Terror”, “Ride of Violent Mile” e “Trooper Hook” (1957). Nel 1958, appare in un dramma in ‘stile Lassie’, ambientato nelle valli austriache, a fianco di un altro Blofeld, Donald Pleasence: “Heart of a Child”. Gli anni ’60 si aprono con buone occasioni per Charles. Riesce ad apparire in una ottima produzione “The Entertainer” (1960), in cui i protagonisti erano attori del calibro di Sir Laurence Olivier, Albert Finney e Alan Bates. E poi in “Masquerade” (1965), una storia di spionaggio, in cui incontra l’attore Jack Hawkins a cui rimane curiosamente legato. Charles, infatti, nella sua carriera è stata anche una voce molto richiesta. Ha lavorato per pubblicità televisive e ha prestato la voce a Jack Hawkins, dopo che perse la laringe a seguito di un cancro alla gola.
Nel 1966, è uno dei generali in “La Notte dei Generali”, un film cui alcuni militari tedeschi sono implicati nell’omicidio di una prostituta durante l’occupazione nazista di Varsavia nel 1940. Al suo fianco Peter O’Toole, Omar Sharif, e di nuovo Donald Pleasence. E proprio con quest’ultimo si trova a lavorare l’anno successivo in “Si Vive Solo Due Volte”. Donald è Blofeld, che sarà il ruolo di Charles in “Una Cascata di Diamanti”, qui nella parte di Henderson. L’anno successivo lavora con un altro cattivo bondiano, Christopher Lee (Scaramanga in “L’Uomo con la Pistola d’Oro”), in una produzione Hammer, l’horror “The Devil Rides Out” di Terence Fisher.Tra la prima apparizione bondiana e il seguente ruolo di Blofeld, Charles lavora in “La Squadriglia dei Falchi Rossi” (1969), in “The File of the Golden Goose” (1970) a fianco di Yul Brynner e Walter Gotell (il Generale Gogol dei Bond di Roger 35 Moore), e in “The Executioner” (1970) con George Peppard e Joan Collins. Compare anche a fianco di Timothy Dalton in “Cromwell” (1970), un film in cui le star erano Richard Harris e Alec Guiness.

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