Bond Point a Milano
Finalmente, dopo tanto vagar in lungo e in largo per lo stivale italico, il duo Bonacini-Ferrario è approdato a
Milano per un maxi evento Bond Point. Nella stessa serata sono state infatti conferite ben 6 targhe di Bond Point ad
altrettanti locali suddivisi in Bond Bar Classic, impiegati come location di romanzi o film, e i Bond Bar Privilege, location in sintonia con la filosofia bondiana. Nel bar “Giardino d'Inverno” dell'Hotel Principe di Savoia giovedì
21 aprile 2005 alle ore 19:30 alla presenza della stampa la “Shaken not stirred” (associazione no profit che si occupa di riscoperte letterarie coordinata da Luca Bonacini, titolare del Caffè dell'Orologio di Modena, e Pietro Carlo Ferrario, giovane professionista modenese.) e lo 007 Admiral Club (con il duo Cappi Dell'Orto) hanno provveduto a premiare i Bond Bar di Milano.
I MAGNIFICI 6
Hotel Principe di Savoia Classic
Un luogo dove poter ammirare un'affascinante affresco del Tiepolo, dove poter sorseggiare un drink sapientemente dosato in una cornice d'altri tempi, al bar “Giardino d'Inverno”, dove nel 1985 si svolse il summit dei capi di stato europei. Inaugurato nel 1927, è da sempre meta di incontri d'affari della Milano produttiva, della moda, della
politica e dello spettacolo nell'eleganza e riservatezza dei suoi ambienti.
Hotel Westin Palace Classic
Elegante Hotel, in piazza della Repubblica a Milano. Scrive John Pearson, biografo ufficiale di 007: “…per le sette erano sistemati nel loro alloggio al Palace, caratterizzato da arredi moderni ed essenziali, con grande impiego di metallo cromato... il minibar era fornito, e Flicka von Grosse, agente segreta svizzera, propose di stappare una bottiglia di champagne...”
Admiral Hotel Privilege
Sede del primo fan club di 007 italiano e in sintonia con il progetto per la passione verso il personaggio Bond, confermata dal Museo creato all'interno dell'albergo con oltre 5000 oggetti originali, dove è possibile respirare atmosfera Bondiana, e dove assolutamente conoscere l'infaticabile suo patron: Edward Coffrini dell'Orto, esperto conoscitore e scrittore di James Bond.
Grand Hotel et De Milan Privilege
Nell'elegante Via Manzoni, dove visse Verdi e sostò Hemingway, citandolo nel suo romanzo Addio alle Armi. Qui si fermò anche la mitica Aston Martin di 007, prima di raggiungere Piazza Duomo, nel 1967, in un tour in Italia che coinvolse anche Milano, era tale l'entusiasmo dei fans che alcuni cercarono di smontare pezzi della vettura.
American Bar Basso Privilege
Un luogo caro non solo ai milanesi per aver da sempre cercato l'eccellenza nella ricerca della cocktellerie, innovativo ma legato alla tradizione. Qui è nato dalle abili mani di Mirko Stocchetto il Negroni Sbagliato, una variante del mitico cocktail di paternità fiorentina, che sarebbe piaciuto molto al nostro Agente Segreto. Qui è stato disegnato il famoso bicchiere, ancora utilizzato per i long-drink e si beve ancora come all'Harry's Bar da Cipriani, dove Mirko fu allievo.
American Bar Nottingham Forrest Privilege
Innovazione e ricerca fanno di questo locale trendy (l'unico dell'intera guida) un posto dove andare assolutamente almeno una volta. Dario Comini, dopo aver scelto gli arredi e le scenografie in modo curioso e originale, continua a stupire con i suoi cocktail che da qualche tempo hanno dell'incredibile, giudicate un po' voi, si può scegliere tra uno Scorpion Martini e un Beatles Daiquiry. Avete capito bene: cocktail con insetti all'interno, non più vivi, di provenienza inglese e con tutti i certificati di idoneità, arrivano in Italia in confezioni sigillate!La serata organizzata con l'ausilio di Andrea Zampolini, Bar Manager dell'Hotel Principe di Savoia, ha visto un ottimo ritorno
sulla carta stampata a testimonianza del fatto che il fenomeno Bond è sempre al centro dell'attenzione. Un grazie speciale lo si deve anche alle P.R. del Principe che si sono date non poco da fare per pubblicizzare l'evento.
Purtroppo una nota stonata va registrata sia nei comunicati stampa (spesso il nostro club veniva ignorato e facevano confusione tra Pearson e Gardner…Ferrario era sconcertato) che nello scarso ambiente bondiano realizzato.
A detta di molti non vi era la percezione di essere all'interno di un evento Bondiano come, altrimenti in passato, in altri Bond Point ...vedi il De Russie di Roma e il Laurin di Bolzano. Inoltre, una volta arrivati in hotel dettagli organizzativi concordati e non andati a buon fine, come la mancata lista e il mancato addetto al parcheggio
(rigorosamente a pagamento) ci hanno fatto andare in leggero affanno, superato con la ricetta classica di 007: gli ottimi drinks. Il Buon Bonacini poi è riuscito in colpi eccezionali come quello di assicurarsi la presenza di Valerio Massimo Manfredi, John Patrick Hemingway e Mauro Lotti mentre l'admiral Hotel si era preoccupato dei vertici della Martini. Dopo aver ringraziato i magnifici sei ed aver anticipato la realizzazione della esclusiva guida
che verrà data alle stampe nei prossimi mesi, con il contributo di numerosi scrittori e giornalisti italiani e con una prefazione di Arrigo Cipriani, la serata è proseguita nell'elegante atmosfera del ristorante Galleria, con uno speciale menù preparato dallo Chef Paola Budel. Anche qui l'equivoco sul numero dei posti offerti, sceso improvvisamente da 10 a 4, ha creato qualche imbarazzo risolto brillantemente da Luca. Oltre ai locali milanesi, infatti, completano il circuito degli American Bar preferiti da James Bond i seguenti luoghi dell'ospitalità: Hotel de Russie e Hotel d'Inghilterra di Roma; Hotel Posta, Hotel Cristallo, Hotel Miramonti di Cortina; Hotel Gritti, Hotel Danieli, Hotel Cipriani, Caffè Florian, Caffè Quadri, Harry's Bar di Venezia; Hotel des Illes Borromees di Stresa; Hotel Villa d'Este di Cernobbio; Hotel Splendido di Portofino; Hotel Miramare di S.Margherita Ligure; Hotel Savoy e Caffè Gilli di Firenze; Hotel Parker's di Napoli; Hotel Palazzo Sasso di Ravello; Caffè orientale di Parma; Hotel Cala di Volpe di Portocervo, Park Laurin Hotel di Bolzano. Rientrato alla base mi sono accorto che la mia Canon 300 d era finita nelle mani di Blofeld con tutto il suo contenuto fotografico… devo dire che mi sono sentito un poco come 007 quando deve render conto al Maggiore Boothroyd del suo continuo disprezzo col quale tratta il materiale della sezione Q. Una volta risolto il problema con Q, IL FIERA SERVICE di via domodossola mi ha fatto un prezzaccio per una nuova Nikon D70, mi sono rituffato nell'atmosfera incantata di 007. In un simile ambiente le
tradizioni vanno sempre onorate e così come già in passato, gli altri hotel Bond Point teatro di eventi a tema, diedero alloggio (e che alloggio) ai forestieri, anche qui è avvenuto lo stesso garantendo una memorabile prima colazione del…day after. In questo caso però è stato l'Admiral Hotel ad avere l'onore di offrire ospitalità agli amici e cosi in un clima da The Untouchable di Oliver Stone si è svolto un memorabile Breakfast nella Bond Room con Valerio Massimo Manfredi, Mauro Lotti, Luca Bonacini e signora, Pietro Ferrario e Edward Coffrini Dell'Orto. Lotti e Manfredi hanno raccontato aneddoti incredibili su vari argomenti bondiani e non che forse, un giorno, avremo la
fortuna di vedere pubblicati per la nostra rivista…. In attesa che il mitico Coslovich (Capobarman del Palace) decida di fare il mega evento Bond a Milano con Aston Martin e ragazze dipinte d'oro annunciato nel corso della serata dai suoi dirimpettai, per il momento dalla sezione M dei Bond Point è tutto.John Pearson, “biografo” ufficiale di 007, che con il suo libro ha ampliato e arricchito il canone flemighiano, rivela che 007 ha visitato Milano, dissimulandosi tra i banchi della fiera. Doveva, infatti, indagare sui rapporti commerciali illeciti con l'Est, scoprendo nel contempo i segreti goderecci della città: “Bond fu libero di godersi i piaceri esotici di Milano. La città gli piacque. Non fece nessun tentativo per ingozzarsi di cultura e antichità, come si fa di solito in Italia, ma decise di godersi la vita. Gli piacevano i milanesi - con le loro automobili grandi e veloci, e le donne viziate - e mangiò bene, gustò Inferno e Lambrusco e al posto dei soliti vodka martini scoprì di apprezzare quelli che chiamava “drink da commedia musicale”: Campari soda e Americani. Durante i suoi quattro giorni alla Fiera aveva una camera doppia all'Hotel Principe di Savoia. L'albergo era serio e discreto; il barman non lesinava le
dosi e conosceva tutti i pettegolezzi della città” (capitolo 10). Bond, sempre in quella occasione, andò a mangiare da Giannino in Via Sciesa. Il menù: carciofi e ossobuco (quello amato da M) alla milanese, gorgonzola e grappa. Poi si concesse una notte d'amore con la bella Melissa, “la perfetta conclusione per una perfetta serata”. John Pearson
James Bond: The Authorized Biography (La Biografia Autorizzata Di 007, 1973) Bond torna a Milano nel 1993, nel romanzo di John Gardner Niente fiori per James Bond. 007 deve collaborare con la bella ed energica Flicka von Grosse, membro dell'Intelligence svizzera, per incastrare un famoso attore, tale David Dragonpol, che si è ritirato troppo presto da una luminosa carriera e vive in un castello sul Reno, dal quale organizza una cospicua serie di delitti. Durante il viaggio da Bonn, il Comandante della Marina Britannica con licenza di uccidere, vuole prenotare al suo amato Principe di Savoia, ma la ragazza, con la quale fa insolitamente coppia stabile per qualche romanzo, lo incalza dicendo: “ll Palace Hotel di Milano è gestito dalla stessa società che gestisce il Principe di Savoia, ed è considerato un ottimo albergo, dignitoso senza inutili lussi, frequentato principalmente da uomini d'affari e visitatori di passaggio, che hanno soprattutto bisogno di riposare confortevolmente”. 007 rinuncia al proprio hotel preferito, pur di assecondare la bella ragazza, e, così, “per le sette erano sistemati nel loro alloggio al Palace, caratterizzato da arredi moderni ed essenziali, con grande impiego di metallo cromato, anche se privo dei lussi più tradizionali cui Bond era abituato. Comunque, il minibar era ben fornito, e Flicka propose di stappare una bottiglia di champagne” (capitolo 13). M, invece, alloggia al primo piano del Villa d'Este di Cernobbio, “uno dei più prestigiosi alberghi italiani. Per quasi cinque secoli era stata una residenza estiva di una nobile famiglia. Circondata da uno splendido parco, con campi da tennis, piscina, maneggio e campo da golf a 18 buche. E' da cent'anni a questa parte un punto d'incontro per nobili di alto lignaggio, statisti e gente famosa attratta dalla riposante bellezza dei luoghi e da un'ormai sempre più rara professionalità del personale, che assicura un servizio impeccabile”. A pranzo le due “barbefinte” vanno in un piccolo ristorante nella famosa Galleria di Milano, “dove si poteva mangiare ottimamente e nel contempo guardare le ragazze che passavano, che, come Bond aveva notato altre volte, erano tra le più eleganti del mondo”. Il menù: vino rosso e bianco, antipasto, risotto e una gran fetta di torta farcita di crema e cioccolata. Successivamente, 007 si trova coinvolto in una coinvolgente scena d'azione sul tetto del Duomo John Gardner Never Send Flower (Niente Fiori Per James Bond, 1993) Nei film la città lombarda non è mai stata ripresa, ma solo citata, in Solo per i tuoi occhi (1981), da Ferrari (Ferrara in lingua originale), agente segreto degli alleati Servizi Segreti italiani interpretato da John Moreno, il quale afferma di avere l'ufficio proprio a Milano. Infine un cenno alla “bondite”, che negli anni '60, ha contaminato il nostro paese. Leggiamo come Lietta Tornabuoni rievocava il successo di 007 in Italia, nell'ormai celebre libro collettaneo Il caso Bond: “La sera della prima di Goldfinger a Milano la polizia deve intervenire in forza per sedare il tumulto degli spettatori che vogliono entrare ad ogni costo e si picchiano selvaggiamente per conquistare un posto; a Roma il film viene proiettato per tre mesi a sale gremite in quattro cinema di prima visione, gli incassi domenicali di ogni cinematografo arrivano ai nove milioni. La Aston Martin usata da Bond in Goldfinger viene esposta in tutta Italia nel corso di una turnée trionfale, in locali affollati di curiosi: a Milano l'automobile è costretta ad una fuga indecorosa, il pubblico entusiasta ne stava strappando via a mani nude gli accessori e le maniglie. Uno sceicco arabo di passaggio vuole assolutamente comperarla: è disposto a spendere sessanta milioni di lire, in realtà la
Aston Martin ne costa solo ventotto. I rotocalchi dedicano a James Bond pagine sempre più numerose e colorate, ne riassumono i gusti e le abitudini, ne esaltano il fascino. Un settimanale scrittura una modella, la vernicia d'oro, la manda in giro pochissimo vestita per le strade di Milano: la poveretta viene quasi fatta a pezzi dalla folla, tuttavia tingersi d'oro rimane l'idea più consigliata per il Carnevale 1965” (pag. 24). Sono passati trent'anni, e forse la società italiana è meno rozza di allora. Forse 007 non suscita più i deliri maschilisti del 1965. Ma il mito di James Bond è vivo e prospera anche in Italia, come dimostra il successo del Bond Point!