FICTION O REALPOLITICK? JAMES BOND E LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Anche i più accaniti fan di James Bond devono ammettere che tra libri e film l’improbabilitàha in genere il sopravvento sulla plausibilità nel mondo di 007. Diciamola tutta: fantasia ecreatività sono decisamente gli ingredienti dominanti. Ian Fleming disegnò folli criminali chevogliono dominare il mondo con piani surreali e che vengono regolarmente fermati da un agentebritannico dotato di mezzi e fascino poco riscontrabili nella realtà inglese. Come però spessoavviene (Tom Clancy è un altro buon esempio) lafiction anticipa la realtà. Inventando trame irrealiper creare fughe alla monotona vita quotidiana dilettori e spettatori, gli autori di James Bond hannospesso anticipato minacce che si sono poiconcretizzate nel mondo della politicainternazionale.Qualche esempio? La Spectre, unaorganizzazione transnazionale, che raggruppa i“migliori” criminali del mondo con obiettivi dicontro-spionaggio, terrorismo, vendetta edestorsione, assomiglia tanto ad Al Quaeda, guidatadal multimiliardario e ben educato saudita BinLaden. Probabilmente non gira con un gatto, ma la sua rete internazionale è egualmenteimpressionante. La Spectre fu inventata da Fleming negli anni ’50, quando tutta la scienza politicainternazionale era concentrata sulla minaccia degli Stati cattivi e non di organizzazioni a-territoriali.Max Zorin in “Bersaglio Mobile”, capo di una multinazionale, vuole monopolizzare imercati per incrementare la domanda dei suoi prodotti, minaccia che i membri del World TradeOrganization hanno bene in mente. Negli ultimi anni, gli autori di Bond hanno inseguito la realtàpiuttosto che anticiparla. In “Goldeneye” (1995), Bond è alle prese con il disfacimento dell’imperosovietico, in “Il domani non muore mai” (1997) deve affrontareun magnate dei media che assomiglia molto a Murdock, e in “Ilmondo non basta” (1999) la guerra per gli oleodotti nelCaucaso giocano un ruolo centrale. Ma con “La morte puòattendere”, la fiction ha precorso la realpolitick: Bond si trova alottare in Nord Corea contro un criminale che mira alla terzaguerra mondiale, finanziato dal traffico di diamanti (altro temamolto attuale!). Per motivi “politici” gli autori hanno fatto inmodo che il vero cattivo nordcoreano fosse un disertore fuoridal controllo dell’esercito ufficiale (idea che non ha evitato lepolemiche del regime nordcoreano e la messa al bando delfilm), ma l’idea non cambia. Sei mesi dopo aver girato il film,la Corea del Nord si trova a essere una minaccia reale.Incominciamo allora con questo numero di Quarterdeck haraccontare un po’ di politica internazionale, seguendo leavventure di Bond in giro per il mondo. E partiamo propriodalla Corea.Bond in fuga su un overcraft in Nord Corea(“La morte può attendere”)Soldati nord e sud coreani lungo lavera Zona Demilitarizzata.9La Corea del NordIl nuovo film inizia con una lunga sequenza ambientata nella Corea del Nord. La Corea delNord è il risultato della spartizione post-seconda guerra mondiale tra sovietici e americani. Lapenisola coreana viene infatti divisa lungo il 38esimo parallelo nel 1945 tra Corea del Nord (sottooccupazione sovietica) e Corea del Sud (sotto occupazione americana). Nel 1948 le due areediventano due stati indipendenti.Nel 1950 scoppia una guerra civile tra coreani che coinvolge Cina e America (che operavaper conto delle Nazioni Unite). Le truppe nord coreane invadono il sud, le Nazioni Unite chiedonol’immediato ritiro e chiamano gli stati-membri a difesa della Corea del Sud. Il presidente Trumanautorizza l’uso della forza e, con l’apporto di altri 15 stati alleati, il Generale MacArthur è messo alcomando delle operazioni. Le forze nordcoreane vengono respinte indietro oltre il confine eMacArthur riceve ordini di inseguirle all’interno della Corea del Nord. La capitale Pyongyangviene catturata dalle forze ONU a Ottobre e la situazione sembra sotto controllo quando, aNovembre, i nord coreani con l’appoggio di truppe cinesi lanciano una contro-offensiva. Le forzeONU vengono respinte e a Gennaio 1951 le forze comuniste catturano Seul, la capitale della Coreadel Sud.Dopo mesi di pesanti scontri, la zona di guerra si sposta lungo il 38esimo parallelo. Trumanvuole invadere di nuovo la Corea del Nord, ma MacArthur è contrario e si dimette. Il nuovogenerale, Matthew Ridgway, incomincia estenuanti negoziati con i cinesi e i nordcoreani, durante lequali il conflitto prosegue senza particolari progressi da entrambe le parti. Il conflitto finisce treanni dopo, nel 1953, dopo che il nuovo presidente americano Eisenhower, eletto con la promessa dimettere fine alla guerra, aveva minacciato un attacco nucleare. Alla fine gli americani avevanoperso circa 54.000 uomini e oltre 100.000 erano rimasti feriti, mentre si calcola che per i cinesi e icoreani le perdite siano state 10 volte superiori!La Zona DemilitarizzataViene così stabilita la ZonaDemilitarizzata, lungo il 38esimo parallelo, un“cuscinetto” che divide i due stati, larga circa 4km. La Zona è protetta sul lato sud da oltre 2milioni di mine antiuomo e un numeroimprecisato di mine anticarro. Sono queste lemine che il cattivo Gustav Graves di “La mortepuò attendere” fa esplodere con il potente raggiodi Icarus. La Corea del Nord ha un esercito dicirca 1.100.000 uomini attivi (ma l’EsercitoPopolare Coreano è composto in totale da 7milioni di uomini), di cui oltre il 50% è schieratolungo la Zona. Sul lato sud, in cui Bond si reca quando attraversa il ponte dopo essere stato liberatodalla prigionia, ci sono circa 560.000 soldati sudcoreani e circa 35.000 truppe americane.A causa del terreno altamente montagnoso, una invasione frontale da parte nordcoreanaattraverso la Zona è altamente improbabile. Per questo, l’esercito nordcoreano ha creato le Forzeper le Operazioni Speciali (circa 120.000 unità), truppe specializzate in raid e incursioni. L'ultimoepisodio di incursione da parte delle Forze Speciali risale al settembre del 1997, quando unasquadra, sbarcata sulle coste sudcoreane da sommergibili tascabili, è stata intercettata e annientatadalle forze di sicurezza sudcoreane.Le FOS si avvalgono di tunnel, scavati in profondità (un tunnel scoperto di recente è a circa300 metri di profondità) sotto il confine, per scatenare la guerriglia nel territorio nemico. Nei pressidella Zona, l'esercito nordcoreano ha predisposto anche numerose postazioni fortificate in cuidispiegare circa 12.000 pezzi d'artiglieria con relative munizioni.L’esplosione nella Zona Demilitarizzata(“La morte può attendere”)10L’esercito nordcoreanoL’attuale dittatore della Corea del Nord KimJong-il (cha è succeduto al padre Kim Il Sung mortonel 1994) vede nella "completa liberazione dellaCorea" un compito che è stato eseguito "solo ametà". Da qui la sua determinazione a diventare"presidente di una Corea unificata".Dal momento in cui Kim Jong-il ha assunto laguida del Paese, lo Stato nordcoreano ha la prioritàoperativa di prepararsi a un conflitto. Attualmentesono state accumulate scorte di materiale bellico percirca sei mesi di operazioni militari. Le riservealimentari per l'esercito, nonostante il cronico problema della carestia e dell'alta mortalità per fame,sono state aumentate con donazioni “volontarie” di razioni da parte della popolazione, che vengonodistribuite con regolarità alle truppe. Dai 14 ai 60 anni tutti gli uomini abili e le donne non sposate.sono inquadrati in strutture militari. Negli alti comandi nordcoreani si concepisce la guerra con laCorea del Sud come una “blitzkrieg”: i primi raid aerei e missilistici nordcoreani possono colpireseriamente Seul a soli sei minuti dall'inizio delle ostilità. I piani per l'invasione del Sud prevedonol'occupazione dell'intero territorio nemico a soli 30 giorni dall'inizio delle ostilità, prima che gliStati Uniti possano dispiegare nella Corea del Sud il loro contingente di rinforzo.L’attuale crisiViste le premesse, si può capire che l’attuale crisi preoccupa non poco. Nel 2001 l’Agenziaper l’Energia Atomica delle Nazioni Unite aveva sostenuto che la Corea del Nord disponeva di duetestate atomiche. A Ottobre 2002 gli Usa rendono noto che la Corea del Nord ha ammesso di essereimpegnata nella realizzazione di un programma (fino ad allora segreto) di produzione di uranioarricchito. In cambio di una rinuncia a tale programma, Pyongyang chiede agli Usa di firmare unpatto di non aggressione.A Novembre gli Stati Uniti e alcunialleati decidono la sospensione delle forniture dipetrolio alla Corea del Nord, a cominciare dadicembre. In questo quadro non va dimenticatoche secondo Bush la Corea del Nord fa parte diun “asse del male”, assieme a Iran e Iraq.Inoltre l’Agenzia per l’Energia Atomica hadeplorato le dichiarazioni nordcoreane di volerpossedere armi atomiche e ha richiama il paeseall'ordine, chiedendo di aprire tutti gli impiantialle ispezioni. In risposta, Pyongyang hasmantellato i sistemi di sorveglianza installatidall'Agenzia nella centrale nucleare diYongbyon - che secondo gli Usa può essereusata per la produzione di bombe atomiche – e ha espulso gli ultimi ispettori.A gennaio la Corea del Nord stabilisce che considererà dichiarazioni di guerra eventualisanzioni statunitensi e si ritira dal Trattato di non proliferazione nucleare. Ad oggi, ci sono offertedi assistenza economica da parte della Corea del Sud in cambio dell’abbandono di ogni ambizionenucleare da parte del Nord. Nessuna risposta ufficiale è stata data. Viste le premesse, sembra checi sia bisogno di James Bond per risolvere la situazione!

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