Le auto di James Bond
Di: Pierluigi de Biasi
BENTLEY CONTINENTAL
“Il lume dell'intelletto” è un racconto del 1962 ma in Italia pubblicato nel 1967 insieme ad altri due in Octopussy. Il comandante Bond dopo avere sparato a lungo, con risultati sensazionali nel famoso poligono di tiro Century, a Bisley, nel Surrey, scambia qualche battuta con l'ufficiale del poligono che ammira la sua Bentley. Il testo italiano che (come meglio vedremo – nelle prossime puntate – nel caso dell'Aston Martin di Goldfinger) non è sempre preciso, lascia credere che Continental e Mark IV siano la medesima vettura. Non è esatto e poi vedremo perché. L'altra informazione che ci viene data è che la carrozzeria, a due posti, è opera di Mulliner. Si tratta dell’ultima Bentley dello 007 di Ian Fleming e bisognerà attendere quello di Gardner per rivederlo al volante di un’auto della casa. Qualche spiegazione migliore viene dal successivo Thunderball, ove si parla di una Continental Bentley II "che un ricco idiota aveva sposato a un palo telegrafico sulla Great West Road". Bond ne aveva acquistato i rottami per 1500 sterline, si era fatto raddrizzare lo chassis, montare il motore di una Mark IV e, con 3000 sterline, si era fatto costruire da Mulliner una carrozzeria cabriolet, a due posti. Interni neri, esterno grigio opaco, doppio scarico da 6 centimetri di diametro. Era veloce come una bomba. Per la verità è un po' difficile ricostruire quale cavolo fosse la Bentley di Bond, che non risulta catalogata nel bel libro di Ray Roberts, Bentley Specials & Special Bentleys, Haynes, Sparkford, 1990. Incominciamo con il dire che la Bentley, quintessentially British, ha la britannica stravaganza di aver prodotto le Bentley Mark V e VI ma non Mark II (quella citata in Goldfinger) e, se per questo, neppure la Mark III e la Mark IV. Possiamo continuare dicendo che la prima Continental è effettivamente - come del resto quasi tutte le altre - carrozzata da HJ Mulliner e, si tratta di Olga, cioè una serie R (quella successiva alla Mark IV). La vettura, seguendo un uso frequente per i sudditi di Sua Maestà, per le auto con una nobiltà e/o una storia, prende il nome della sua targa - OLG 1960 - ed era un'auto sperimentale della casa che fu, nel 1960, venduta al compianto Stanley Sedgwick, Patron e President Emeritus del Bentley Drivers Club, del quale è orgogliosamente membro il vostro umile cronista. Nel 1985 fu poi venduta(e il cerchio si chiude) all'allora Presidente della Aston Martin MV Gauntlett. Per i più esperti, si segnala chela spiegazione di un piccolo mistero (come mai, se Olga è la prima Continental, oltre 24 hanno un numero di telaio più basso?) si trova nel testo di S. Sedgwick, The Most Exciting Car of the Fifties, in J. Lewandowsky, Bentley Continental R, Sudwest Verlag, Munich, 1991, p.135. Un piccolo episodio nella vita di Olga è che quando, nel 1972, compì 100.000 miglia Sedgwick invitò David Plastow e John Craig, capi rispettivamente di Rolls-Royce e Bentley, ad essere a bordo per vedere la magica cifra, casa che avvenne dalle parti di Grosvenor Square, al terzo giro dell'isolato. Per la verità Sedgwick fece ben altro; ad esmpio il 20 agosto 1972 organizzò una festa per i 21 anni (allora quella era la maggiore età) di Olga e 14 Continental si presentarono a casa sua. Negli anni Cinquanta e Sessanta un certo numero di vetture serie R (208), S1 (430), S2 (398) ed S3 (296) fu carrozzato come Continental, essenzialmente prodotte da Mulliner, ma anche da altri, come ad esempio le 6 R-type carrozzate da Park Ward. Si trattava di auto prodotte più o meno su ordinazione, piuttosto diverse tra loro. Erano la manifestazione di un desiderio di unicità, che reagiva alla produzione di Bentley con carrozzeria “di serie”: qualcuno voleva un modello unico ed era disposto a pagare una somma significativa per averlo. Parlando di denaro, si deve precisare che Bond non spese esattamente poco: una MK VI nel 1951, anno di introduzione sul mercato, con la carrozzeria di serie (standard steel) costava 2.875 sterline.
Averne pagate 1.500 per una incidentata non è necessariamente un affare, mentre le 3.000 sterline spese per la carrozzeria Continental sono più o meno il prezzo giusto. Cos'altro dire delle Continental? Che erano diverse per linea, ma non per finiture, che erano più leggere e, quindi, un po' più veloci e meglio frenate, ma che, a parte piccoli dettagli, erano meccanicamente uguali alle altre. Quindi l'auto di 007 era un 6 cilindri in linea, di 4257 cc, che viaggiava probabilmente tra le 100 e le 110 miglia grazie a circa 140 HP al confortevole regime di 4000 giri/minuto, bevendo come uno Spitfire al decollo. Ma con un'eleganza assolutamente, inequivocabilmente, tipicamente British.