FICTION E REALPOLITICK. JAMES BOND E LA POLITICA INTERNAZIONALE

BOND IN AFGHANISTAN: 2° PUNTATA

di francesco mancini

Continua la serie di articoli sulla politica internazionale nei filmdi James Bond. Nello scorso numero abbiamo analizzato lacrisi coreana, che è servita da sfondo alle ultime avventure in“La Morte Può Attendere”. Questo mese abbiamo sceltoun’altra crisi internazionale d’attualità, l’Afghanistan. Questopaese, stravolto da guerre tribali, dalla presenza decennaledell’esercito sovietico, e poi dal regime talebano, è entrato nelmondo bondiano nel 1987 con “Zona Pericolo”.L’Afghanistan di “Zona Pericolo”Timothy Dalton, ai tempi James Bond, è alle prese con unmercante di armi, Brad Whitaker, che in combutta con agenticorrotti del KGB vendeva armi in cambio di oppio ai russi inAfghanistan. I tempi erano ancora quelli delle Guerra Fredda,in cui i mujahideen, i guerriglieri islamici armati dagliamericani, conducevano una estenuante guerriglia contro gliinvasori sovietici. Il film in questo senso è abbastanzarealistico, nonostante un ruolo troppo accentuato dell’MI6 rispetto a quello della CIA. In Afghanistan, infatti, era ilservizio segreto americano a sostenere la resistenza locale, con armi, soldi, dati satellitari e mezzi di comunicazione.Inoltre, il film offre una immagina piuttosto primitiva dei mujahideen, che fuggono a cavallo e usano fucili contro iterribili elicotteri d’assalto russi. In realtà, nell’estate del 1986, la CIAaveva già fornito numerosi Stinger, i missili portatili terra-aria, missiliteleguidati anti-carro, bazookas, mortai e fucili anti-aerei.Bond viene portato in Afghanistan da Koskov, un generale del KGBdoppiogiochista che all’inizio sembrava aver disertato in favore degliinglesi, e imprigionato con la sua compagna Kara. Riesce a liberarsi enella fuga dalle prigioni sovietiche libera un prigioniero mujahideen,che si rivela un importante capo (che ha studiato a Oxford!) e alleatodi Bond contro i russi. I soldati russi vengono dipinti in modoparticolarmente rozzo, violenti e sadici invasori. E’ la sola deviazioneche il film si consente dalla piùtradizionale linea di rilassamentodelle relazioni Est-Ovest fine anni’80. Gli altri russi nel film, infatti,sono ritratti in modo benevolo.Alla fine, a Bond viene addiritturaofferta una decorazione sovietica eil generale Gogol accoglie M inmodo amichevole. I russi lasciano l’Afghanistan nel 1989, a seguito della finedella Guerra Fredda, e questo è l’ultimo film in cui la minaccia sovietica aleggiaancora sul mondo occidentale.Afghanistan: una storia tormentataL’Afghanistan è un crocevia strategico tra l’Asia centrale, occidentale e delsud. Confina con Tajikistan, Uzbekistan e Turrkmenistan a nord, con la provincia islamica della Cina, lo Xinjiang a est,con l’Iran a ovest e sud-ovest, e con il Pakistan e il territorio occupato del Kashmir a sud e sud-est. Si può dunquefacilmente capire che la posizione geografica abbia fatto dell’Afghanistan una terra di rivalità tra varie forze locali estraniere. Nel 19esimo secolo, gli inglesi (che qui usano per la prima volte le mitragliatrici, come ci ricorda BradWhitaker, nel film) si scontrano con le mire espansionistiche degli Zar russi. Il paese comunque resta sotto il controlloreale della stessa famiglia per oltre 200 anni.I mujahideen di “Operazione Pericolo”.Un vero mujahideen afgano.Nel 1973, il re Mohammad Zahir Shah è deposto dal cugino Mohammad Daoud, mentre era in Italia per unaoperazione chirurgica all’occhio. A Roma è rimasto in esilio fino ad oggi. La sua deposizione ha dato il via a una seriedi eventi che hanno straziato l’Afghanistan per decenni. Daoud dichiara l’Afghanistan una repubblica e si nominapresidente. Supportato da gruppi di orientamento comunista, riesce a sopprimere sul nascere l’emergere di unmovimento islamico d’opposizione. Ma verso la fine del suo mandato, cerca diepurare i ranghi dei suoi sostenitori di sinistra e ridurre l’influenza sovietica nelpaese. In reazione, nel 1978 i comunisti conducono un golpe di successochiamato Saur, o la Rivoluzione d’Aprile. Il presidente Daoud e la sua famigliavengono fucilati e Nur Mohammad Taraki prende il potere come capo del primogoverno marxista del paese, ponendo fine ai circa 200 anni di dinastia dellafamiglia di Zahir Shah e Mohammad Daoud.Arrivano i SovieticiIl partito comunista afgano, però, rimane profondamente diviso al suointerno. Hafizullah Amin, che è il primo ministro, si oppone al presidente Taraki,e nell’ottobre del 1979 Taraki viene segretamente ucciso e Amin diventa il nuovopresidente. La sua fama è quella di un nazionalista spregiudicato che ha fattoassassinare migliaia di afgani. Per i sovietici, Amin è troppo rischioso e nelDicembre 1979 viene assassinato e l’Armata Rossaentra in Afghanistan. Babrak Karmal, ambasciatoreafgano in Cecoslovacchia viene fatto rientrare ediventa il presidente-marionetta di Mosca. Durantel’occupazione sovietica si calcola che circa un millione di afgani abbiano perso la vita,mentre diversi millioni si sono rifugiati all’estero, principalmente in campi profughi inPakistan.L’Afghanistan diventa un teatro sullo sfondo dellaGuerra Fredda per i giochi di potere tra le due superpotenze,l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, con il Pakistan cheagisce come paese di ingresso per gli aiuti finanziari emilitari della CIA ai mujahideen. Il Pakistan, tra l’altro,dirotta parte degli aiuti alle sue truppe impegnate sul confinedel Kashmir in un conflitto ormai lungo 40 anni con l’India.Diversi gruppi di guerriglieri islamici, conosciuti sotto l’unico nome di mujahideen,conducono una guerriglia senza fine contro l’invasore russo. La combinazionedell’aspro e montagnoso territorio afgano, perfetto per tattiche di guerriglia, e isostanziosi aiuti americani, fanno sì che i sovietici non riescono a controllare il paese e,dopo 10 anni di carneficina, si ritirano.I TalebaniAl ritiro dei sovietici, a seguito della fine della Guerra Fredda, al potere rimane ilpresidente Najibullah, che aveva succeduto Karmal. Najibullah riesce a tenere il controllo fino al 1992 quando,proprio mentre le Nazioni Unite stanno cercando di organizzare una pacifica transizione di potere, i mujahideenentrano a Kabul e pongono il professor Burhanuddin Rabbani come presidente della nuova repubblica islamica. Imujahideen, in realtà, non sono un unico gruppo ma unaalleanza di convegnenza tra numerose etnie e tribù di fedeislamica, tenute insieme dalla minaccia sovietica per undecennio. Quando si trovano a dover governare il paese, lerivalità interne e la condivisione del potere creano frizionidestabilizzanti e violente.Durante l’occupazione sovietica, l’area rurale aveva subitola maggior parte dei danni della guerra. Con l’arrivo deimujahideen a Kabul, circa metà della capitale viene rasa alsuolo, decine di migliaia di civili perdono la vita e il paesescivola in un’ulteriore situazione di anarchia. E’ in questasituazione di crisi che, alla fine del 1994, i talebaniemergono dalla città del sud di Kandahar, cuore degliafgani Pashtun, l’etnia vicina al Pakistan. I talebani sonoun gruppo islamico, principalmente studenti delle scuoleislamiche, che applicano la Sharia, una versioneparticolarmente integralista del Corano. All’inizioprendono facilmente il controllo del sud del paese, ma manIl Presidente Edward Coffrini Dell’Orto, Francesco Raschi, e ilVice-Presidente Francesco Mancini all’ingresso degli AtlasStudios in Marocco, dove furono girate le scene dell’Afghanistandi “Operazione Pericolo”.Soldati russi in Afghanistan negli anni’80.I Talebani celebrano la presadi un carro armato russo.Kabul rasa al suolo dopol’arrivo dei Talebani nellacapitale nel 1996.mano che si espandono verso nord, la battaglia si fa più cruenta. I talebani trovano opposizione in varie fazioni chesi arrocano nel nord del paese, la cosidetta “Alleanza del Nord”. I talebani non controlleranno mai più del 90% delpaese.Nel 1996 entrano a Kabul e incominciano a imporre la legge coranica. Il trattamento delle donne, impiccate alleporte dei campi di calcio per adulterio e la distruzione delle gigantesche statue del Buddha, sono tra le immagini chescioccano l’Occidente. La comunità internazionale incomincia a premere per ridurre la coltivazione dei papaveri daoppio, principale risorsa economica dei talebani, ma le iniziative ONU hanno scarso successo. Molti, anzi,ritengono che i soldi affluiti in Afghanistan per convertire le culture oppiacee abbiano sostenuto il regime talebano.Intanto, gli Americani incominciano a richiedere la testa di Osama Bin Laden, che dopo gli attentati alle ambasciateUSA in Africa, lascia il Sudan, e viene ospitato dal regine talebano.Operazione “Endurance Freedom”A seguito degli attacchi dell’11 settembre, il regime talebano diventa il bersaglio principale degli Stati Uniti.Dopo che i talebani si sono rifiutati di consegnare Bin Laden, nell’Ottobre 2001 gli Stati Uniti iniziano l’operazione“Libertà Duratura”. Un agente della CIA, sulla soglia della pensione, viene spedito in Afghanistan con 3 millioni didollari in contante per “comprare” il supporto dell’Alleanza del Nord. L’operazione americana è un misto dibombardamenti aerei, attacchi missilistici e incursioni di truppe speciali. Per la prima volta, la CIA e l’esercitolavorano braccio a braccio. Gli agenti CIA sono sul territorio a segnalare bersaglio e movimenti dei talebani e l’esercitoprovvedere a colpire. I Rangers rispolverano i cavalli come mezzo di trasporto. In televisione, sembrano seguenze trattedal film di James Bond!Oggi l’Afghanistan ha un governo a interim, supportato dalla comunità internazionale. Il governo è statoscelto nella assemblea dei rappresentanti tribali, la Loya Jerga. Hamid Karzai è stato nominato presidente. Ma lasituazione è lontana dall’essere stabile, e molto ancora deve essere fatto per portare democrazia e sviluppo in un paeseche non ne ha mai beneficiato.

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