Le Auto di James Bond: Aston Martin DBS
Di: Pierluigi de biasi
Questa volta parliamo delle auto di un film, ossia On Her Majesty’s Secret Service, del 1969. Tranne casi come Goldfinger, normalmente ci sono differenze significative tra le auto dei libri di Fleming e quelle dei film. Questo è uno dei casi. Il film, del quale diamo per nota la trama, vista la sede in cui è pubblicato questo articolo, è tra quelli discussi, ma ha una sua eleganza su certi temi e quello delle auto è fra questi. Nei pre–credits appaiono, alla spiaggia, la Aston Martin DBS di 007 e la Ford Cougar rossa, cabrio (targa 2318 TT 75) di Tracy di Vincenzo. In una sola scena una citazione (Lelouch, uomo e donna sulla spiaggia nel nord della Francia con Ford cabriolet rossa), un rimando (Diana Rigg qui diventa la donna di Bond, che privatamente guida Bentley, ed è l’attrice divenuta famosa con la serie televisiva The Avengers, ove nella parte di Emma Peel lotta contro il male a fianco di John Steed, guidatore in bombetta di una Bentley Speed Six e il cui interprete Patrick McNee poi compare in un film della serie, come pseudo autista di Bond alla guida di una Rolls – Royce Silver Cloud II argento del 1962) e una “profezia” (Bond usa una DBS, cioè l’auto impiegata dal prossimo Bond, Roger Moore, nella serie televisiva Attenti a quei due (The Persuaders), quella dove Tony Curtis guida una Dino targata Modena). Però la dotta scena contiene anche una non lieve incongruenza: Bond guida con il cappello, ma Fleming scrisse che il guidatore con cappello è il segnale internazionale del cattivo guidatore e questo di 007 non lo si può proprio dire. La (o, meglio le solite due) DBS del film apparentemente non ha optional particolari, salvo un fucile telescopico nel cassetto. L’auto che era effettivamente in vendita dal concessionario fu un punto di volta, essendo l’ultima 6 cilindri, prima della DB 7 nata negli anni Novanta, nell’era Ford, e la prima con la carrozzeria che non era più basata sulla linea disegnata dalla Carrozzeria Touring. La linea
era opera di William Towns, che sarà responsabile anche della successiva V8, basata grosso modo sulla stessa linea, auto che fu usata molti anni dopo da Timothy Dalton, e ne parleremo una prossima volta. Nel parcheggio dell’albergo si possono scorgere una Mercedes limo nera, una Jaguar MK X e il muso di una Rolls – Royce Silver Shadow. Il prelievo forzoso di Bond avviene con una Rolls – Royce Corniche, che è molto semplicemente la versione cabrio della Silver Shadow, auto di Draco che riappare in varie scene del film. Altre due Rolls – Royce, in questo caso Silver Cloud, una bianca e una argento, si vedono parcheggiate fuori dall’Istituto di Araldica. La Silver Cloud iniziò la sua vita a metà degli anni Cinquanta mossa da un 6 cilindri in linea con 4.9 litri di cilindrata e dalla seconda serie ricevette il motore V8 che poi fu impiegato dalla Silver Shadow per una trentina di anni, in varie versioni. Nelle scene in Svizzera notiamo un Maggiolino bianco e, durante il notevole inseguimento dei cattivi su Mercedes, ovviamente nera, alla Cougar di Tracy e Bond, un bel numero di Mini e di Ford Escort nella gara su neve. Per filmare la gara sul circuito innevato furono necessarie quattro auto. Ultima Mercedes nera è quella di Blofeld che spara alla DBS di Bond ferma a bordo strada, scena dalla quale apprendiamo che non aveva i vetri blindati: una pallottola attraversa il parabrezza e uccide Tracy Bond. Il nostro avvocato ed esperto d’auto, che per anni ha lasciato la sua pericolosa Pantegana nel box del vostro presidente, all’alba del decimo numero della rivista si è deciso a svelare, per iscritto e a modo suo, come iniziò anni or sono la sua Bondmania. Pierino che ama vivere in modo del tutto perozziano la vita si definisce scemo. Io che lo conosco bene posso confermare questa tesi. Il Perozzi di Amici Miei rimase tutta una sera a domandarsi se il bischero fosse lui che prendeva la vita come un gioco o quel pazzo isterico di suo figlio che dopo aver messo l’impermeabile alla macchina viveva la sua vita come una condanna ai lavori forzati.