Le Auto di James Bond: Aston Martin DBS
Di: Pierluigi de biasi
Bene Pierino è come il Perozzi, il Necchi il Meandri e il Mascetti, gli amici di sempre con quel gusto di non prendersi mai troppo sul serio e con delle regole di vita mai scritte che li autorizza a sfottersi reciprocamente. Senza arrivare al Verdirame Augusto da Brescia, ricordo una volta che scendendo da un idrovolante a Villa D’Este, cosa che mi capita con la stessa frequenza di accompagnare Halle Berry alla prima di un film di 007, mi misi in posa bondiana e lui mi disse: “Guarda che così adesso anche loro sanno che sei scemo”. Bene, da scemo a più scemo sono felice di introdurre il suo articolo esplicativo della comune passione. Per chiarire ulteriormente le abitudini del Pier, permettetemi ancora un aneddoto relativo alla vita di quello che ritengo il mio maggior rivale nella collezione di figure di M (in questo caso ovviamente non mi riferisco all’Ammiraglio) Una volta in compagnia del suo miglior amico e del suo socio (di cui non citeremo i nomi per non sputtanarli world wide) si cimentò nell’arte del rimontaggio della libreria del centrouffico Loreto in uno dei locali del nuovo studio. Era tale il volume e la consistenza delle madonne che i tre facevano volare in ufficio che la squadra di muratori bergamaschi, impegnata nell’ufficio adiacente, chiese ai tre stimati professionisti, che fortunatamente non fanno della manualità la loro dote migliore, se per cortesia potessero abbassare, per lo meno, il livello della voce. Ah dimenticavo la pantegana è una delle sue auto, una Bentley S1, ed è pericolosa in quanto l’avvocato si ostina a guidarla come auto nuziale ai matrimoni degli amici…incluso quello di Edward.
Così piccolo, così scemo
Questo l’amabile commento della mia morosa vedendo questa foto, che non ricordavo e che ho appena ritrovato. L’epoca era quasi certamente la primavera del 1966 o del 1967 ed ero sul terrazzo di casa, al lago, con due mie cugine. Lo scimmiottamento bondiano è tipico dei bambini di allora, per i quali 007 era un mito un po’ trasgressivo. E proprio della trasgressione vorrei parlare. Le mie vacanze da bambino revedevano il luglio al mare (io mi sono fatto i mitici anni Sessanta a Forte, ma nessuno mi aveva detto che lo erano, e comunque ero un po’ giovane per la Capannina!) e l’agosto un po’ in campagna, dalla nonna, e un po’ al lago, da noi.